Quale nocciolino di oliva scegliere? |
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| Scritto da Roberto Tripaldi | ||||||
| Lunedì 01 Novembre 2010 22:31 | ||||||
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Sul mercato Italiano ci sono numerose offerte di nocciolino di oliva, che viene venduto sfuso o insaccato con prezzi che oscillano da 10-20 euro/quintale (prodotto sfuso) a 8-15 euro/sacchetto (confezionato in sacchetti da 25 Kg). Alcuni consumatori ci hanno contattato per avere chiarimenti in merito alle differenza di prezzo riscontrata tra i venditori e soprattutto su come orientarsi per scegliere quello giusto. D’altronde basta effettuare una ricerca su internet per rendersi conto oltre alle differenza di prezzo più o meno giustificata, che nella descrizione del prodotto non viene quasi mai specificato se il nocciolino è stato ottenuto da sansa vergine o sansa esausta. Una dimenticanza o semplicemente un furberia per ingannare il potenziale consumatore? Per dare una risposta a questo interrogativo è importante conoscere bene cosa si sta comprando. Infatti la generica classificazione “nocciolino di oliva o nocciolino di sansa” utilizzata dai venditori non garantisce al consumatore di che tipo di prodotto stiamo parlando.
Il nocciolino di sansa disoleata esausta è un prodotto derivato dalla sansa vergine proveniente dai frantoi che viene successivamente trattata nei santifici. Nel sansificio la sansa vergine viene sottoposta ad alcuni processi chimici, dove si raggiungono alte temperature, per poter estrarre il cosi detto olio di sansa (obbiettivo principale dei sansifici) alla fine del processo si ottiene un sottoprodotto chiamato genericamente sansa esausta (disoleata) composto da nocciolino buccia ed eventuali altri residui. Ottimo combustibile è idoneo per grandi impianti di combustione, dotati di sistemi di rimozione della cenere e di abbattimento fumi, mentre in piccole caldaie domestiche pone problemi di accensione, emissione di cattivi odori, sporcamento degli scambiatori e della canna fumaria. Analoghi problemi si riscontrano anche nel pellet di sansa. E possibile utilizzare questo prodotto come biomassa? La sansa disoleata è inserita tra i combustibili utilizzati negli impianti disciplinati dal titolo I e II della parte quinta del D.lgs. 152/2006, in particolare la parte II, sezione 4, vengono dettate le caratteristiche delle biomasse combustibili e le relative condizioni di utilizzo. Il nocciolino di sansa esausta può essere, depolverizzato o lavato, ha le stesse caratteristiche della sansa esausta disoleata con la sola differenza che viene fatto un processo di lavorazione aggiuntivo in quanto gli viene tolta la parte polverosa (polpa e altri residui) lasciando soltanto il nocciolo per garantire un prodotto più pulito e consentire di sfruttare tutto il suo potere calorifico. Per questo tipo di prodotto è consigliabile richiedere un certificato che rispetti i parametri di legge per i quali il prodotto rientra nella categoria delle biomasse altrimenti è meglio evitarlo in quanto con il suo utilizzo si può rischiare di essere sanzionati. Il nocciolino di sansa vergine di oliva viene ottenuto con delle macchine chiamate separatori di nocciolino, con questo sistema non vengono utilizzati solventi o sostanze chimiche in quanto l’obbiettivo non è quello di estrarre olio di sansa ma soltanto quello di separare il nocciolo dalla polpa. Il processo di estrazione, solitamente avviene direttamente presso il frantoio, sinteticamente consiste in un procedimento meccanico che sfrutta la forza centrifuga. Il nocciolino cosi ottenuto è un combustibile dall'elevato potere calorifico é completamente ecologico, viene utilizzato all'interno dell'oleificio/frantoio per il riscaldamento dell'acqua impiegata nel processo di estrazione dell’olio di oliva, data la grande disponibilità viene immesso nel mercato, come sostitutivo al pellet di legno per l'alimentazione di caldaie per riscaldamento, acqua sanitaria, per termo-camini, forni e tutti i tipi di caldaie poli-combustibili con alimentatore. Come abbiamo visto in tutti i due casi la materia prima per ottenere il nocciolino è la sansa vergine di oliva ma con una differenza sostanziale. Nel primo caso durante il processo si utilizzano dei solventi che servono per l’estrazione dell’olio di sansa, successivamente, per rendere il prodotto rimanente (sansa esausta) più pulito e commercializzabile, si effettua il lavaggio o ventilazione/depolverizzazione (foto 2 – 4). Nel secondo caso non viene utilizzato nessun solvente e il prodotto è naturale al 100% non ha cattivi odori, si presenta molto pulito e il colore è decisamente più chiaro (foto 1). Nonostante possa essere utilizzato per molteplici scopi, attualmente il nocciolino di oliva viene impiegato principalmente come combustibile per le produzione di calore. Nocciolino di sansa il combustibile biomassa pari al pellets
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Frantoio Smacchia Nicola








Negli ultimi anni, la richiesta di questo prodotto, paragonato al pellet, è aumentata, stimolata anche dall’introduzione sul mercato di caldaie in grado di utilizzare biomasse pellettate, con essa purtroppo sono aumentati anche i venditori furbacchioni che spacciano il nocciolino di sansa esausta per nocciolino di sansa vergine. Ecco una piccola guida per scegliere quello giusto.
