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Impianti a biogas con gli scarti oleari

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Lunedì 02 Febbraio 2015 14:58
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seminario-agroenergia-biogas0Di impianti a biogas alimentati solo con gli scarti oleari di piccole dimensioni (fino a 100 Kw) se ne è discusso in un seminario organizzato da Agroenergia che si è svolto a Lamezia Terme (CZ) il 23 gennaio 2015 dal titolo  "Trattare, gestire, valorizzare energeticamente le sanse” in cui l’argomento principale è stato proprio l’utilizzo degli scarti di lavorazione delle olive per produrre biogas.
Al seminario hanno partecipato un centinaio di frantoiani e non solo, provenienti dalle varie zone olivicole della Calabria (secondo produttore di olive e quindi di sanse in Italia).
Di seguito i temi trattati durante il seminario:
- Piero Mattirolo di Agroenergia, dopo un saluto ai numerosi operatori del settore oleario presenti, ha introdotto i temi del seminario e i partecipanti alla discussione:
- Beniamino Tripodi, responsabile per il Gruppo Pieralisi, dopo una sana riflessione sul settore oleario italiano, dei problemi attuali e delle sfide da affrontare , ha parlato della  produzione di biogas in agricoltura derivata dalla riutilizzazione dei cosiddetti scarti di produzione (sansa e patè di olive) illustrando la tecnologia DMF-Pieralisi, la nuova tecnologia estrattiva dell’olio di Oliva al servizio della qualità, e della potenzialità di utilizzo/impiego (biogas, alimentazione e cosmesi) del sottoprodotto patè. Una breve e interessante parentesi anche sui polifenoli da estrarre durante la lavorazione delle olive.
Durante l'intervento, Beniamino Tripodi, ha evidenziato che dalle centrifuge con tecnologia DMF si ottiene oltre che un olio di ottima qualità, senza utilizzare acqua per l’estrazione con importanti vantaggi ambientali ed energetici, anche due sottoprodotti di buon valore economico, la sansa vergine da destinare alla combustione, e il paté, che costituisce una materia prima pregiata per la produzione di biogas attraverso la biodigestione.
- Fabrizio Trevisi relatore di Schmack Biogas azienda che costruisce impianti biogas, nella sua presentazione "valorizzazione energetica del patè di olive negli impianti di biogas di piccola taglia", ha illustrato una prospettiva importante, quella che si apre per i frantoiani: il trattamento e lo smaltimento dei reflui oleari e della sansa rappresenta un principale problema ambientale, che con la digestione anaerobica può trasformarsi in una fonte di risparmio, di reddito e di tutela dell’ambiente allo stesso tempo.
Ha inoltre sottolineato che la disponibilità stagionale degli scarti olivicoli impediva fino ad oggi, la realizzazione di impianti da 100 Kw alimentati con biomasse disponibili in azienda, ora con il paté che può essere stoccato per parecchi mesi, diventa realizzabile il concetto di piccoli impianti di biogas, su misura per le necessità dei frantoiani.
Dai dati storici sul quantitativo di olive molite dai frantoi in Italia si potrebbe garantire la piena funzionalità ad oltre 120 impianti biogas da 100 Kw, superando il problema della stagionalità degli scarti oleari, attraverso appunto allo stoccaggio del patè di olive.
Infine, in chiusura del seminario, ci sono stati alcuni interventi da parte di operatori del settore oleario calabrese, che hanno evidenziato il problema dello stoccaggio dei sottoprodotti oleari e la necessità di garantire l'approvvigionamento dell'impianto per l'intero anno, magari utilizzando sottoprodotti della lavorazione di altri prodotti agricoli disponibili nel territorio circostante.
Salvatore Tripaldi