Collaborazione italo-spagnola per le biomasse

Un miliardo di euro dall'utilizzo delle biomasse energetiche provenienti dal settore olivicolo. Queste alcune delle conclusioni di un seminario organizzato a Roma che ha visto il consolidarsi dell'intesa Unaprol-Confederazione cooperative spagnole. 

Collaborazione italo-spagnola nel settore delle bioenergie. L'Unaprol-Consorzio olivicolo italiano stringe un patto con la Confederazione delle cooperative spagnole come emerge dal recente workshop organizzato a Roma sul tema "Opportunità per il comparto olivicolo europeo, la frontiera delle bioenergie in Italia e Spagna". L'iniziativa è stata realizzata nell'ambito delle attività cofinanziate dal regolamento Ce 2080/2005.

L'utilizzo delle biomasse può rappresentare una notevole risorsa per più di due miliardi di persone che vivono nelle aree rurali. Qui infatti realizzare un impianto per la fornitura di energia elettrica costa sette volte di più di quanto non costi realizzarlo in città.
La nuova frontiera delle bioenergie è una sorta di "ritorno al futuro". Soltanto nel settore olivicolo nazionale possono essere utilizzati i derivati della raccolta delle potatura degli oltre 220 milioni di piante e dalle acque di vegetazione e le sanse prodotte dai quasi 6 mila frantoi coinvolti nell'attività di trasformazioni delle olive in olio. Una grande risorsa quella del settore olivicolo che potrebbe contribuire considerevolmente all'incremento della produzione di energia rinnovabile proveniente dall'utilizzo delle biomasse vegetali. Le biomasse energetiche del sistema olivicolo potrebbero generare nel nostro Paese almeno un miliardo di euro di fatturato e determinare un circolo virtuoso in grado di ridistribuire valore lungo tutta la filiera, e trasformare in reddito per il sistema delle imprese ciò che prima generava solo un costo per le aziende olivicole.

Questo tipo di energia, possiede infatti al contrario delle energie eolica, fotovoltaica, idrica o geotermica, ampi margini di crescita e può essere realizzata a breve termine sostenendo le iniziative di co-combustione nei grandi impianti di generazione alimentati a carbone ed a medio e lungo termine, favorendo la realizzazione di questo tipo di impianti dedicati. Una prospettiva allettante anche per i nuovi giganti energetici del settore come ad esempio il gruppo Enel-Endesa, con il quale il consorzio Unaprol sta avviando un confronto e che potrebbe coinvolgere 50 filiere olivicolo olearie sull'intero territorio nazionale per mettere a sistema i risultati sviluppati in alcuni studi di fattibilità.

"Il confronto italo-spagnolo, ha riferito Ranieri Filo della Torre direttore di Unaprol, può rappresentare per le imprese dei due stati un'opportunità per conoscere ed accedere a soluzioni tecnico-scientifiche innovative e più idonee per le rispettive realtà aziendali".
Esperienze pilota come quelle del riutilizzo delle acque di vegetazione destinate ad esempio a produrre acque minerali ed essenze chimico-farmaceutiche di vitale importanza, limitando lo spargimento sui terreni agricoli con rischio di inquinamento delle falde acquifere. Il riutilizzo delle sanse destinate a divenire mattonelle per stufe a gas, pellet per l'alimentazione animale, torba per la filiera florovivaistica o prezioso parquet.
"Prima omnia arborum". Primo tra tutti gli alberi. Gli antichi romani avevano già all'epoca visto lontano - come ci tramanda lo storico Columella. Attribuivano all'olivo questo primato per la sua grande versatilità: olio di oliva, unguenti, olio combustibile, ma anche preziosa legna da ardere.

 

Fonte:  www.aiol.it

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