Ennesimo sequestro di olio

olio-olivaLa Guardia di Finanza e Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari del Ministero delle Politiche Agricole ha sequestro olio di oliva in un’azienda di Andria (Bari) che “avrebbe venduto – 740 tonnellate di olio estero spacciandolo come se fosse italiano. Un danno all’immagine degli imprenditori agricoli serii e dei consumatori di olio di oliva italiano.

La Coldiretti Pugliese si costituisce parte civile contro chi froda nel settore dell'olio d'oliva. Ora va applicata la legge per l'indicazione obbligatoria dell'origine. 

Esprimiamo plauso per l’attività svolta da Guardia di Finanza e Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari del Ministero delle Politiche Agricole che ha portato all’ennesimo sequestro di olio proveniente presumibilmente da Spagna, Tunisia e Grecia e spacciato per pugliese. Pesanti sono i danni arrecati dall’agropirateria a carico degli imprenditori agricoli veri e dei consumatori, oltre che all’immagine complessiva dell’agroalimentare pugliese di qualità. E’ nostro fermo intendimento costituirci parte civile contro questa ennesima aggressione al settore oleario, al territorio e al ‘made in Puglia’”. Così il Presidente della Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni, ha commentato la notizia diffusa dalle agenzie di stampa del sequestro probatorio di olio in un’azienda di Andria (Bari) che “avrebbe venduto – si legge – 740 tonnellate di olio estero attestando che fosse italiano”.

Intanto, si registra l’aumento dell'8 per cento dell'importazione di olio di oliva da imbottigliare in Italia per essere spacciato come ‘Made in Italy’ a causa dei ritardi accumulati nell'obbligo di indicare in etichetta la provenienza delle olive, contenuto nel decreto recentemente emanato dal Ministro per le Politiche Agricole. Oltre Ia metà dell'olio “italiano” venduto nei supermercati è spremuto da olive di cui non si conosce la provenienza che, grazie al provvedimento ministeriale che attende l’approvazione della Commissione UE, dovrà essere indicata in etichetta per fare finalmente chiarezza e consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli.
“L'emanazione del decreto sull'indicazione obbligatoria d'origine nell'etichettatura dell'olio vergine ed extravergine – conclude Salcuni - rappresenta un necessario passo in avanti nella battaglia per la trasparenza dell'informazione iniziata con la legge 204 del 3 agosto 2004, ottenuta con il sostegno di un milione di firme raccolte da Coldiretti e che obbliga a indicare la provenienza dei prodotti agricoli in tutti gli alimenti”.

Fonte: www.coldiretti.it

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Informazioni utili da sapere:
L'olio d'oliva rappresenta nel mondo solo il 3% dei consumi di grassi vegetali, in Italia i consumi medi si aggirano intorno a 650 - 700 mila tonnellate/anno e se ne produce mediamente circa 700 mila tonnellate/anno, per un valore complessivo di 3 mila milioni di euro circa. Non a caso, il consumo nazionale di olio in Italia è pari a 12- 15 kg all’anno per persona. Pertanto, la produzione italiana non riesce a garantire il fabbisogno nazionale, specialmente se si tiene conto delle annate in cui la produzione di olio di oliva non rientra nella media di produzione nazionale su citata.

L'Italia esporta circa il 30% 40% della produzione (verso Stati Uniti, Germania, Giappone). Il paese che consuma più olio è la Grecia (24 kg pro capite annui), seguito dall'Italia e dalla Spagna con 10kg.
Nel corso del 2006, l'esportazione di olio di oliva è salita, con un aumento rispetto al 2005, di quasi l'11 per cento. Insomma, importiamo olio dai nostri maggiori fornitori, nell'ordine Spagna, Grecia, Tunisia, Turchia, Siria e Marocco soprattutto per soddisfare i consumi interni e ne esportiamo quasi altrettanto, ma di valore e qualità superiori.
In totale le esportazioni di olio d'oliva hanno riguardato circa 3.000.000 quintali (-13,29 per cento sul 2005) per un valore di oltre 1.300.000.00 euro (+10,97% sul 2005) di cui circa 1.000.000.00 euro di olio da pressione (più 10,9% sul 2005), a un prezzo medio di 4,17 euro.

Il primo paese in cui l'italia esporta di più sono gli Stati Uniti che, nel 2006, hanno acquistato olio italiano per oltre 1.200.000 mila quintali ed un valore di quasi 500 milioni di euro, seguiti dalla Germania con più di 376.000 quintali per un valore di 167.405.153 euro, seguono Francia, Giappone, Regno Unito, Canada, Australia, Svizzera, Olanda e Belgio.

Visualizza la tabella produzione olio di oliva nelle regioni Italiane

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