Lo scorso 17 gennaio, è entrato in vigore il cosiddetto decreto ‘salva olio’, IL DECRETO DIRIGENZIALE ATTUATIVO DEL DECRETO MINISTERIALE 10 OTTOBRE 2007, quello cioè che prevede l’obbligo di indicare sull’etichetta dell’olio di oliva extravergine e vergine non solo la provenienza delle olive (se da più Paesi devono essere esplicitati tutti in ordine di percentuale dei frutti impiegati), ma anche il luogo del frantoio dove le olive sono state molite.cesta bottiglia olio

NB. Il primo Luglio 2009, è entrato ufficialmente in vigore l'obbligo di indicare in etichetta l'origine delle olive impiegate per produrre l'olio vergine ed extravergine di oliva in tutti gli stati membri dell'Unione Europea.

Truffa sull'olio di oliva 21/04/2008 -Video Fonte: www.la7.it

Una buona notizia per l’ingrediente che fa davvero la differenza nella cucina italiana: l’Olio di oliva.

Un provvedimento doveroso dunque per il made in Italy, che tutela anche i consumatori (metà dell’olio usato in Italia proviene dall’estero) e contribuisce a fermare frodi e inganni. Magari riuscirà pure a risollevare i consumi calati nei primi nove mesi del 2007 di ben l’1.2% (secondo i dati Ismea Ac Nielsen): ogni italiano pare usi 14 kg di olio a testa in un anno, con preferenza netta per l’olio extravergine d’oliva .
Quindi le aziende confezionatrici di tali prodotti devono munirsi del previsto riconoscimento regionale, con identificazione alfanumerica (dapprima facoltativo) e ora divenuto obbligatorio, indicante la sigla della provincia dove lo stabilimento è ubicato e un numero progressivo attribuito secondo l’ordine cronologico di concessione del codice es. (RA AQ 001) e il Registro Carico-Scarico, anch’esso divenuto obbligatorio ed essenziale, nel quale verranno annotati, per ogni tipo di olio in entrata e in uscita, i movimenti e le rispettive provenienze e destinazioni.

Vi sono 18 mesi di tempo dall’entrata in vigore del decreto per smaltire le scorte di prodotto confezionato prima della sua entrata in vigore, mentre il termine ultimo per dotarsi del registro carico-scarico è fissato per il 31 maggio 2008.

L’ammenda per chi non ottempera l’obbligo può arrivare fino a 9500 euro.
Per coloro i quali sono già provvisti di un codice alfanumerico, per adempiere agli obblighi del Decreto, è necessario esclusivamente aggiungere ad esempio, un semplice collarino indicante appunto la nuova indicazione: OLIO OTTENUTO DA OLIVE RACCOLTE E MOLITE IN ITALIA oppure semplicemente aggiungere la nuova dicitura  sull’etichetta esistente.

L’ iter per l’ottenimento del codice alfanumerico, divenuto oramai obbligatorio, si articola in diverse fasi: si parte con una raccolta documentale per analizzare i requisiti dell’azienda per poi procedere con le dovute richieste agli enti competenti
Un passo impegnativo dunque, ma decisivo per la salvaguardia di un prodotto italiano che oramai vede sempre più contraffazioni e col fine di garantire la rintracciabilità dell’origine dell’olio di oliva vergine ed extravergine.
di Giuseppe Fiorentino
ONEPA
(Osservatorio Normativo Etichette Prodotti Agro-Alimentari)


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