Fertirrigazione Confinata e Controllata acque olearie

schema3-p.jpgNel panorama dell’offerta tecnologica per la valorizzazione dei residui dell’agroindustria, si inserisce l’impianto di Fertirrigazione Confinata e Controllata (FCC) proposto da ISRIM che, sfruttando le sostanze nutritive presenti nel refluo oleario e la sua componete acquosa, mira a produrre biomassa ligneocellulosica utilizzabile a fini energetici.

 

L’impianto di Fertirrigazione Confinata e Controllata (FCC), la cui proprietà intellettuale è stata difesa da ISRIM con il Brevetto Europeo EP1216963 (Santori, Cicalini-2006), è stato ideato e progettato per il trattamento delle Acque di Vegetazione (AV) provenienti dalla molitura delle olive nel frantoio. Tali reflui sono caratterizzati da un elevato tasso inquinante e fitotossico a causa della loro acidità, della presenza di composti fenolici, di sostanze in sospensione e, soprattutto, per l’elevato carico organico (COD 50.000 - 150.000 mg/l). Tali caratteristiche, unite alla stagionalità della produzione (mediamente da Novembre a Marzo) ed all’elevata frammentazione dell'attività produttiva, sono state determinanti nell’imposizione del divieto di scarico diretto del refluo nelle acque superficiali e nell’imposizione di limiti quantitativi per lo spandimento sul suolo.
L’impianto FCC si colloca nel più ampio panorama dei processi di fitodepurazione ed è il frutto di anni di sperimentazioni effettuate da ISRIM sulla rizosfera, intesa come l’area nelle immediate vicinanze dell’apparato radicale, sede di un’intensa attività microbica.
Approfonditi studi sull’attività e sulla composizione della popolazione microbica hanno infatti dimostrato che le piante tolleranti il refluo selezionano, nel corso del trattamento, una rizosfera specializzata nella degradazione dei composti fenolici e nell’abbattimento del carico organico. Da tali comunità microbiche sono stati formulati inoculi in grado di condizionare la rizosfera di piante arboree selezionate ottenendo, al contempo, effetti benefici sia sui processi degradativi che sullo sviluppo della biomassa lignocellulosica.

schema

L’impianto FCC è costituito da un bacino chiuso ad evapotraspirazione totale, privo di acque in uscita, distinto in due comparti: uno strato drenante che funge da contenitore di stoccaggio ed uno strato di suolo in cui avviene il processo di fitodepurazione.
Un impianto idraulico di subirrigazione veicola le AV dal primo al secondo comparto durante le stagioni Primavera-Estate, fino al completo esaurimento del refluo per evapotraspirazione; all’inizio dell’Autunno l’impianto è pronto ad accogliere i reflui provenienti dalla nuova stagione di molitura delle olive.

Fig.1 Andamento del livello del refluo all’interno di un impianto FCC
fig_1

Le analisi chimiche e biologiche (BOD5, COD, fenoli solubili, fosforo e potassio, enzimi detossificanti, ecc.) eseguite sul suolo degli impianti realizzati, evidenziano un aumento in concentrazione durante la fase di ricircolo del refluo ed un progressivo decremento nei mesi successivi al trattamento fino al ripristino delle condizioni iniziali. Le analisi chimiche ed ecotossicologiche condotte da Enti Pubblici di controllo sull’area adiacente all’impianto non hanno evidenziato alcun impatto ambientale attribuibile al processo.
Dal 2004 ISRIM progetta e realizza impianti sia consortili che a servizio di singoli frantoi utilizzando cloni di pioppo selezionati ed inoculati da ISRIM per la produzione di biomassa energetica. Studi condotti negli impianti realizzati hanno dimostrato che la quantità di biomassa lignocellulosica prodotta è assimilabile a quella delle piantagioni energetiche condotte a Short Rotation Forestry (SRF).
Le voci di costo per la costruzione degli impianti FCC sono imputabili per circa il 65% ad opere di movimentazione terra, per il 25% all’impermeabilizzazione, per il 5% al sistema elettrico ed idraulico e per il 5% alla fornitura e piantumazione delle essenze arboree; i tempi di ritorno dell’investimento iniziale si aggirano intorno ai 3-4 anni, non essendo presente alcun costo di gestione e di funzionamento dell’impianto.
Il processo di fitodepurazione migliora inoltre le condizioni di lavoro degli operatori dell’industria olearia in quanto permette il conferimento diretto ed automatico del refluo dal luogo di produzione all’impianto di fitodepurazione, grazie alla predisposizione di condutture sotterranee. Gli operatori del frantoio possono quindi dimenticarsi, durante l’impegnativo periodo della molitura, del problema dello smaltimento del refluo, con laprospettiva di riutilizzarlo in maniera automatica per l’irrigazione dell’impianto FCC nel periodo primaverile-estivo.

L’impianto è un’area verde costituita da un arboreto specializzato calpestabile, percorribile con i tradizionali mezzi agricoli, completamente automatizzato e perfettamente integrato nell’ambiente circostante; esso rappresenta quindi una valida alternativa ai metodi di smaltimento delle AV ad oggi in uso.

Francesca Santori, Alberto Zingaretti
ISRIM S. Cons. a r. l.
Loc. Pentima Bassa, 21
05100 Terni


Consulta scheda tipi di Impianti smaltimento refluo oleario ->>

Nessun commento ancora

Lascia un commento

E' necessario essere Accesso effettuato per pubblicare un commento