I conti non tornano

olio-italiano.jpgAlla luce della significativa riduzione di prodotto ottenuto nella campagna olearia da poco conclusa (circa il 17% ultimi dati Ismea e associazioni di categoria), considerando che le quotazioni rilasciate da Ismea negli  ultimi mesi sono in ribasso, mentre all’estero (Spagna, Grecia ecc) si registrano aumenti e ottimi scambi specie per gli oli raffinati e di semi. Come mai, il prezzo del vero prodotto 100% made in Italy continua a scendere?

Un dato è sicuramente certo: in Italia i consumi medi di olio di oliva si aggirano intorno a 630 mila tonnellate/anno (per un consumo a persona di circa 12-14kg) e se ne produce mediamente ogni anno circa 650 mila tonnellate (Andamento produzione in Italia dal 2003 - 2006). Si esporta però circa il 30% 40% della produzione (verso Stati Uniti, Germania, Giappone), ed il fenomeno è in continua crescita specialmente verso i paesi dell’est. E’ facile capire che per soddisfare il nostro mercato interno mancano all’appello quasi la metà dell’olio che noi italiani consumiamo.

Se poi a quello sopra detto si aggiunge il novello Decreto Gazzetta Ufficiale N.243 del 18 ottobre 2007 entrato in vigore il 17 Gennaio 2008, la delusione e la rabbia dei produttori italiani si impenna alle stelle.

E per i consumatori? La truffa è dietro l’angolo?  Ci sarà un abuso del made in Italy dell'olio extra vergine di oliva?  Il prodotto di altra origine e dubbia qualità finirà sulla tavola degli ignari consumatori italiani? Noi di frantoionline speriamo proprio di NO, e invochiamo tutte le autorità di competenza in una intensificazione dei controlli perchè le nuove norme sull'etichettatura obbligatoria vengano applicate con serietà e rispetto verso consumatori e produttori olivicoli.

 

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Consulta argomento del forum Etichetta di origine olio, ultimo decreto n.243 del 18 Ott ->>.

 

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