distributore-olioPresentato a Verona, in anteprima mondiale, in occasione di Vinitaly-Sol-Enolitech, il primo distributore al mondo di olio fresco, battezzato DAD’OLIO.

L'immagine indicata non rappresenta il distributore citato in questo articolo

Da quando marchi come Bertolli, Carapelli, Dante, San Giorgio e Sasso, che rappresentano il 50% del mercato italiano, sono diventati di proprietà del gruppo spagnolo Sos Cuétara, mi sono chiesto quale futuro potessimo avere noi poveri olivicoltori italiani.

E’ chiaro che i fratelli Salazar, che sono i leader del gruppo Sos Cuétara, hanno come obiettivo quello di dominare il mercato mondiale e siccome l’olio italiano è universalmente riconosciuto come qualitativamente superiore a quello spagnolo, stanno strategicamente lavorando in due direzioni: far scendere il prezzo dell’olio extravergine di oliva a 2,10-2,20 euro al Kg all’ingrosso per uccidere l’olivicoltura italiana, sbarazzandosi così definitivamente di un concorrente fastidioso, e abituare pian piano i nostri palati all’olio spagnolo e anche magrebino veicolando, come già stanno facendo, per italiano, attraverso i marchi suddetti, un olio che d’italiano ha soltanto il nome stampato sulla bottiglia.

Potrebbe proteggerci la tutela del made in Italy, ma subiamo l’ostracismo dell’Ue che è succube delle più importanti industrie olearie europee che sono quasi tutte, se non tutte, spagnole.

Come se tutto ciò non bastasse c’è da aggiungere che la posizione dei nostri oliveti (Monte Pisano) ci ha da sempre costretti a sopportare altissimi costi di produzione (la sola raccolta incide qualcosa come 5/6 euro al Kg a cui vanno aggiunte le spese di potatura, concimazione, sfalcio dell’erba, frangitura, ecc.).  Assistere indifferenti al progressivo abbandono della coltura secolare dell’olivo e al disfacimento di oltre 1.936 Km di terrazzamenti in pietra, mi faceva male al cuore ed allora, insieme ad altri due amici olivicoltori,  abbiamo deciso di ribellarci. Riteniamo che l’unico modo di fare concorrenza alle Grandi Marche e alla Grande Distribuzione sia quello di attaccarli là dove sono più deboli, se non addirittura impossibilitati a scendere in campo.

I loro 3 punti di forza principali sono le grandi possibilità finanziarie che gli permettono di dettare regole e acquisire e imporre qualunque prodotto sul mercato, le enormi quantità d’olio che riescono a spostare da un paese all’altro e la loro capillare organizzazione commerciale.
Escludendo naturalmente il potere finanziario, i restanti punti di forza potrebbero diventare un grande punto di debolezza se, per farci concorrenza, dovessero garantire, oltre alla qualità, anche la freschezza del prodotto.

Ed è su questo che vogliamo attaccarli ed è per questo che a maggio del 2007 è nata la Olivicoltori Riuniti srl.

Un anno e mezzo fa ci siamo chiesti quali differenze potessero esserci tra un olio che, dal momento della frangitura, fino al momento del suo consumo fosse stato conservato rigorosamente al buio e ad una temperatura di cantina, rispetto ad un altro che aveva viaggiato in cisterne per mare e/o su gomma, confezionato ed esposto a luce e a variazioni di temperatura ed infine messo per giorni e giorni in bella mostra sullo scaffale di un supermercato: una bottiglia Bertolli, Carapelli, Dante, Sasso ecc.  per intenderci. Abbiamo commissionato al Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Bologna uno studio in tal senso e la risposta che abbiamo ottenuto è esattamente quella che speravamo che fosse: si tratta di due prodotti diversi, non paragonabili tra di loro.

Non più solo Biologico, IGP o DOP, noi vogliamo introdurre anche il concetto di “fresco” e cioè mantenuto e conservato fino al momento del suo consumo alle condizioni ottimali  di “cantina”.
E per garantire al nostro consumatore tale importante e distintiva caratteristica, introduciamo per primi la filiera cortissima della distribuzione dell’olio extravergine d’oliva. Ogni produttore potrà installare uno o più DAD’OLIO presso le migliori pescherie o panetterie della sua zona e senza dover ricorrere ad alcuna intermediazione, fornirà il proprio prodotto al consumatore finale in una forma ed in condizioni fino ad oggi ineguagliabili sia da un punto di vista chimico, sia organolettico ed il mercato potrà finalmente capire la differenza tra un prodotto mantenuto “vivo” ed un prodotto “morto” presente sullo scaffale di un supermercato.

In questo modo l’olivicoltura italiana potrebbe tornare ad essere un’attività reddituale e molti giovani potrebbero scoprire e trovare interessante lo svolgere un lavoro che non teme nessuna concorrenza. I consumatori d’olio extravergine d’oliva al mondo stando crescendo in modo esponenziale e, mentre si può copiare una tecnologia, un’auto, una borsa o un vestito, ecc. l’olio italiano sarà sempre, globalizzazione o non globalizzazione,  inimitabile.

Metteremo a disposizione di tutti i produttori italiani il nostro Dad’Olio attraverso la moderna formula del franchising che andrà sotto il nome di OR. Il franchisee OR potrà avvalersi di un marchio e di un prodotto innovativo, ma con una solida tradizione alle spalle, oltre che di un completo supporto di immagine e comunicazione. Potrà valorizzare al massimo il proprio olio grazie ad una perfetta conservazione e ad una presentazione di alto livello. Uscirà dal giogo delle usuali filiere che lo obbligano a rinunciare ad una parte consistente di profitti su ciò che produce. Diventerà un punto di riferimento innovativo ed esclusivo nella vendita dell’olio. Opererà con un’azienda leader di grande esperienza. Investirà il capitale in un’attività redditizia e in crescita con il minimo dei rischi d’impresa e realizzerà un’ottima diversificazione d’investimento del capitale.

Noi vogliamo battere la grande concorrenza non sul piano della quantità, ma su quello della qualità. Il nostro slogan è “non multa sed multum” e possiamo ipotizzare di raggiungere il numero di 2.000 DAD’OLIO distribuiti sull’intero territorio nazionale nei prossimi 5 anni con un consumo di oltre 10.000 q.li d’olio per un giro d’affari di oltre 40 milioni di euro l’anno.

Per battere la Sos Cuétara  abbiamo anche bisogno di potere finanziario e quindi di investitori che credano in noi . Il nostro obiettivo è quello di riuscire a portare il capitale della Olivicoltori Riuniti a 5 milioni di euro nel più breve tempo possibile offrendo quote della società a tutti quegli olivicoltori (in Italia se ne contano diverse centinaia di migliaia) che vorranno riconoscersi in un marchio nazionale che vuol essere la sfida italiana allo strapotere spagnolo. Davide contro Golia in un momento di crisi economica e per vincere abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, Governo, Istituzioni, Associazioni di categoria e Consumatori per risvegliare quel sentimento nazionale che talvolta sembra soccombere ai voleri delle lobby internazionali.

I have a dream (Ho un sogno) è la frase con cui viene identificato il discorso tenuto da Martin Luther King il 28 agosto del 1963 davanti al Lincoln Memorial di Washington al termine di una marcia di protesta per i diritti civili. Quasi mezzo secolo dopo la stessa frase viene pronunciata da noi olivicoltori di Vicopisano per difenderci da una crisi che sta investendo da qualche anno il comparto olivicolo-oleario italiano e per proteggere un’eredità che ci è stata tramandata per secoli, di cui siamo orgogliosi, che amiamo, che ci appartiene e che contribuisce a dare  lustro e al nostro Paese in campo mondiale.
In tanti non saremo né piccoli, né deboli e potremo competere ad armi pari.

di  Antonio Rossi

Olivicoltori Riuniti srl

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