Lente di ingrandimento per poter scegliere consapevolmente un extravergine d’oliva

lente-ingrandimentoIn base al Regolamento comunitario N.182 del 6 marzo 2009, dal primo luglio 2009 in tutti i paesi facente parte della comunità europea è stato reso obbligatorio per legge, indicare, sull’etichetta dell’olio vergine ed extravergine di oliva, l’origine delle olive impiegate.

Origine obbligatoria in etichetta
La designazione dell’origine può figurare sull’etichetta unicamente per l’olio extra vergine d’oliva e per l’olio d’oliva vergine, per essa si intende l’indicazione di un nome geografico (art. 4 Reg. CE 1019/02  e successive modifiche).
In particolare è obbligatorio indicare sull'etichetta l'origine delle olive impiegate:

  • comunitaria o un riferimento all'Unione europea (es UE, Made in UE o simili)
  • Stato membro dell'UE (es Italia, Made in Italy, prodotto italiano o simili)
  • Stato extra UE (es Tunisia, Made in Tunisia o simili)

Nel caso di miscele di oli di oliva ottenuti da oli provenienti da Stati membri o paesi terzi, in etichetta dovrà essere apposta una delle seguenti diciture: “miscela di oli di oliva comunitari” oppure un riferimento allo Stato d’origine comunitario; “miscela di oli di oliva non comunitari” oppure un riferimento al Paese d’origine non comunitario; “miscela di oli di oliva comunitari e non comunitari” oppure un riferimento allo Stato d’origine comunitario e non comunitario.

Un indagine della Coldiretti ha portato alla luce una anomalia praticata sulle bottiglie di olio presenti sul mercato Italiano, le scritte sull’origine delle olive sono troppo piccole, ci vuole una lente d'ingrandimento.
in quattro bottiglie di olio extravergine su cinque in vendita in Italia è praticamente illeggibile la provenienza delle olive impiegate, nonostante sia obbligatorio indicarla per legge in etichetta dal primo luglio 2009.
In occasione del Vinitaly 2011 il Presidente della Coldiretti Sergio Marini ha portato esempi concreti di bottiglie “incriminate” all’incontro promosso dal Corpo Forestale dello Stato sul tema "Sulle tracce dell'olio deodorato, a difesa della qualità e del territorio", allo stand del Ministero delle Politiche Agricole. E’ praticamente impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva. La scritta è riportata in caratteri molto piccoli posti dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione sull’etichetta che la rende difficilmente visibile. Inoltre spesso bottiglie con extravergine ottenuto da olive straniere sono vendute con marchi italiani e riportano con grande evidenza immagini, frasi o nomi che richiamano all’italianità fortemente ingannevoli.
I consumatori - ha precisato Marini - dovrebbero fare la spesa con la lente di ingrandimento per poter scegliere consapevolmente. L’inganno dell’extravergine straniero che si vuole fare intendere come italiano è - ha precisato la Coldiretti - particolarmente rilevante in un Paese come l’Italia dove nel 2010 le importazioni di olio di oliva sono state pari a 564 milioni di chili, superiori alla produzione nazionale di 500 milioni di chili. In altre parole è a rischio inganno più di una bottiglia di olio su due.
“La Coldiretti chiede di intervenire per rendere l’indicazione di origine più visibile, con l’obbligo di indicarla nella etichetta anteriore delle bottiglia, con caratteri di un’altezza non inferiore a 1,5 centimetri ed in modo da assicurare un contrasto significativo tra i caratteri stampati e lo sfondo.
Un’altra richiesta molto importante fatta dalla Coldiretti, sulla base delle indagini svolte dal Corpo Forestale delle Stato, chiede che per l’Italia venga fissato un limite di contenuto di alchil esteri inferiore o pari a 25 mg/kg poiché quello di 75 fissato a livello comunitario (Regolamento (UE) N. 61/2011) è non può sfuggire a nessuno che gli oli extravergini che raggiungono questi limiti molto probabilmente sono sottoposti alla pratica illegale e fraudolenta della deodorazione.”

Fonte:
Elaborazioni Coldiretti

Considerando quanto sopra esposto lo staff di FrantoiOnline.it condivide completamente quanto sollevato dalla Coldiretti e si auspica che quanto prima si faccia in modo che queste furberie vengano vietate magari con un nuova normativa europea volta ad accogliere le richieste fatte dall’organizzazione.

Avvertenze e consigli per il consumatore: si consiglia di acquistare sempre prodotti correttamente etichettati a norma di legge vigente (vedi esempio etichetta). Per essere certi di comprare olio vergine o extravergine di oliva 100% Italiano bisogna prestare molta attenzione alla designazione di origine, il vero produttore italiano ha tutto l’interesse e la volontà di indicare in etichetta questo dato in modo chiaro e ben leggibile, viceversa oli non italiani, miscele ottenute da oli provenienti da Stati membri o paesi terzi, vengono segnalati (ricordiamo che è obbligatorio) nel retro etichetta, spesso, in caratteri piccoli che si confondono con le storielle sulla genuinità del prodotto ecc. ecc.

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