PALMI - Olioveritas: tutta la verità, nient'altro che la verità sull'olio extravergine di oliva. In una sola battuta, si può così riassumere quanto discusso il 20 marzo scorso a Palmi sull'etichettatura dell'olio extravergine di oliva.
Il convegno internazionale, organizzato dal CNO e dall'APOR nell'ambito
di programma Ce, ha visto alternarsi, tra i relatori, uomini politici
e, tutti nelle insolite vesti di esperti del settore olivicolo.
Dopo un
primo indirizzo di saluto curato dal presidente dell'APOR Rocco Rotolo,
Antonio G. Lauro del Servizio Marketing dell'ARSSA, nella duplice veste
di moderatore e relatore del convegno, ha introdotto i lavori,
presentando i relatori previsti in scaletta.
Enzo De Santis e Nunzio
Lacquaniti, assessori del Comune di Palmi, hanno posto l'accento, anche
con piglio storico/culturale su alcune problematiche del settore
olivicolo ed in modo particolare su quelle connesse alla presenza di
residui di agrofarmaci all'interno di oli provenienti da altre regioni
del Mediterraneo.
Il presidente di PrimOlio, Mimmo Fazari, nel suo
intervento ha lanciato un segnale di allarme sulla crisi
"irreversibile" cui versa il settore olivicolo calabrese, augurandosi
che si dica sempre più la "verità", come recita il titolo del convegno,
sull'olio di oliva imbottigliato.
Stimolo a continuare sulla strada già
intrapresa dall'APOR è giunto da parte di Giuseppe Zimbalatti,
dellUniversità Mediterranea di Reggio Calabria,(UniRC), rammentando che
non sono mai troppi i convegni specialistici organizzati in tema di
olivicoltura di qualità. Stuzzicato dal tema del convegno, l'On.
Armando Veneto ha poi posto l'accento sulle reali problematiche
dell'agricoltura, viste dall'osservatorio privilegiato di parlamentare
europeo, puntando l'attenzione sul II° pilastro della PAC dell'Unione
Europea (Sviluppo Rurale) e sulle problematiche del "Made in...".
Le
relazioni programmate hanno avuto inizio con l'intervento di Antonio
Lauro, realizzato in collaborazione con Carmelo Orlando dell'ARSSA, che
ha inquadrato le problematiche sull'etichettatura dell'olio di oliva,
proponendo alla platea un escursusstorico sulle normative nel settore
olio di oliva dal 1908, anno di introduzione della norma
sull'etichettatura degli oli, fino alle recentissimi determinazioni del
legislatore europeo, culminate con l'approvazione dei Regolamenti 640
del 2008 e 182 del 2009.
La seconda relazione, a firma di Rosario
Barresi, direttore dell'Ispettorato Centrale Controllo Qualità sede di
Cosenza, ha riguardato gli effetti della normativa europea
sull'etichettatura sul settore olivicolo. Citando i regolamenti europei
(Reg. Ce 1019/2002) e la normativa nazionale (DM del 2007) ha messo in
guardia i confezionatori sull'uso di terminologie o simboli non
corretti in etichetta, incassando anche la disponibilità dell'Ente da
lui rappresentato, a fornire ragguagli per la corretta realizzazione
dell'etichetta aziendale.
Attese le relazioni dei gruppi di lavoro maghrebbini. Il primo gruppo
di lavoro, composto da Ourida Abidat, Amal Chabi e Lamia Louadj, ha
discusso, per bocca del proprio portavoce Angelo M. Giuffrè (UniRC),
sull'olivicoltura algerina, fornendo dati strutturali ed indicando
quali, ad oggi, sono le norme di etichettatura nel paese.
Il secondo
gruppo, composto da Ezziden Abusriwel e Sinhem Fellah e coordinato da
Antonio Dattola, ha trattato dell'olivicoltura nordafricana, con
l'esempio della Tunisia, oggi esportatrice di gran parte della sua
produzione oleicola.
All'On. Mario Pirillo - Assessore Regionale
Agricoltura Foreste e Forestazione della Regione Calabria - sono
toccate le prime conclusioni, che hanno abbracciato tutto il settore
olivicolo, con particolare riguardo verso la capacità di spesa e di
redistribuzione delle risorse alle aziende agricole, grazie anche agli
interventi di ingegneria finanziaria, non mancando di raccontare
qual'è, ad oggi, lo stato dell'arte delle misure previste dai bandi del
nuovo Piano di Sviluppo Rurale della regione (PSR 2007/2013).
Claudio
di Rollo, presidente nazionale del Consorzio Nazionale Olivicoltori
(CNO) ha infine tracciato un bilancio, molto positivo, della ricaduta
dei regolamenti comunitari sulla qualità dell'olio (Reg. Ce 2080/2005),
ponendo anche l'accento, da grande esperto del settore, sulle reali
problematiche che oggi le aziende olivicole si trovano ad affrontare.
Il moderatore, nel salutare e ringraziare il numeroso ed attento
pubblico, formato in gran parte da tecnici ed imprenditori del settore,
ha dato appuntamento a nuove iniziative sul settore olivicolo che, come
ha preannunciato Rosario Franco dell'ARSSA. proseguiranno anche in
futuro grazie, all'apporto delle istituzioni e delle organizzazioni di
produttori sempre più attente verso il "percorso qualità" strada
obbligata per le aziende olearie.
Fonte: www.ilfattoonline.com
Scritto da Redazione Il Fatto Online.com
|