Olio Capitale si riconferma vetrina d’eccellenza degli oli italiani ed esteri

Quest’anno la produzione bene in Italia soprattutto al Sud – Appiattimento del Nord Africa, eccetto il Marocco – Exploit del Medio Oriente. La macchina organizzativa della quinta edizione di Olio Capitale è in moto.

Già raccolte numerose adesioni, si stanno assegnando gli ultimi spazi espositivi e anche quest’anno il salone degli extra-vergini di Trieste, in calendario dal 18 al 21 marzo, si riconferma vetrina d’eccellenza e punto di riferimento per gli operatori dell’intera filiera di importanti regioni produttrici italiane e estere, con aziende provenienti da Sicilia, Puglia, Toscana, Liguria, Molise, Umbria, Calabria, Friuli Venezia Giulia, ma anche Slovenia, Croazia, Spagna… E allora, a poche settimane dalla fine della campagna olearia 2010-2011, si tirano le prime somme ed è già possibile conoscere uno spaccato sulla realtà olivicola che poi verrà presentata anche in fiera.

A livello di macro-aree geografiche se, ormai da qualche anno l'Unione europea ha raggiunto una stabilità produttiva, intorno ai 2 milioni di tonnellate d’olio, anche il Nord Africa sta mostrando dinamiche meno movimentate, con l’eccezione del Marocco. Questa volta a festeggiare sono i Paesi del Medio Oriente, con produzioni in netta risalita e quantità considerevoli.

Riguardo ai paesi dell’Unione europea, non si è assistito a grandi differenze rispetto all'anno precedente. La produzione si attesterà sui 2,1 milioni di tonnellate soprattutto per merito della Spagna, con una produzione di circa 1,4 milioni di tonnellate. Non c'è stato territorio dove non si è registrata una buona campagna olearia. Sorride anche la Grecia, dove, dopo i roghi dell'anno scorso c’è stato il recupero della produzione di Creta, che vale il 30% dell'intero Paese, con una produzione di circa 300mila tonnellate. E un’ottima performance l’ha registrata anche il Portogallo, con una produzione tra le 60 e le 80mila tonnellate, mentre è ben staccata la Francia con sole 6mila tonnellate.

L'Italia – come sostiene l’indagine di Teatro Naturale, partner di Olio Capitale – registra una produzione di circa 300mila tonnellate, con una situazione assai diversificata da regione a regione. È andata bene per il Sud, in particolare per Puglia, Calabria e Sicilia, mentre si sono registrate alcune difficoltà nel Centro nord.

In Puglia a festeggiare in particolare è il Salento e il Gargano, mentre nel barese e nella zona di Andria la produzione ha subito un lieve calo, ma nel complesso la regione ha avuto una buona campagna. L’unico problema, ma questo vale sia per l’Italia, sia per la Spagna, sono state le condizioni atmosferiche dell’ultimo periodo, che hanno in parte compromesso la qualità; ma questo vale per chi non ha fatto in tempo a raccogliere le olive quando il clima era decisamente più favorevole.

Se l'Unione europea non ha registrato una grande campagna, il Nord Africa ha mostrato un certo appiattimento, dovuto soprattutto alla cattiva performance della Tunisia che ha subito un calo del 20% rispetto all'anno passato. Nel centro sud del Paese si è infatti fatta sentire la siccità che ha compromesso la produttività delle piante. Nel Nord, dove generalmente si producono oli più fruttati, la campagna si è dimostrata più buona. In Marocco la produzione è nella media del Paese, con circa 80 mila tonnellate d’olio, mentre in Algeria l'incremento produttivo si aggira intorno al 20%, per una produzione complessiva di 50-60mila tonnellate.

Nel Medio Oriente si è assistito a un ottimo exploit per Siria (150mila tonnellate) e Turchia (160mila tonnellate), rispettivamente +20% e +9% rispetto all'anno passato. Sia per volumi che per incrementi produttivi si presentano come nuove nazioni produttrici dinamiche e in crescita ma il loro olio – sostengono gli esperti di Teatro Naturale – non dovrebbe lambire i nostri confini perché tutto destinato a un export diretto verso Paesi consumatori, come gli Stati Uniti, e a soddisfare una crescente domanda interna. L’occhio di Teatro Naturale sul mondo dei Paesi oliandoli si conclude su Israele (9mila tonnellate) e Iran (8mila tonnellate), che registrano produzioni tra il doppio e il triplo rispetto all'anno precedente.

Tutto ciò sarà in parte rappresentato dalle aziende espositrici della quinta edizione di Olio Capitale, che quest’anno presenteranno i propri oli ai tanti visitatori che giungeranno da ogni parte d’Italia e dall’estero. Le prospettive di mercato dell’olio extra vergine di oliva dovrebbero eguagliare quelle dell'anno precedente.

In occasione della manifestazione triestina ci saranno ampi dibattiti e presentazioni del quadro economico del comparto olio di oliva. Il salone degli oli tipici e di qualità è ormai un solido punto di riferimento, che raccoglie l’interesse di tante aziende.
“Stiamo lavorando intensamente per la buona riuscita della manifestazione - ha riferito il presidente della Camera di Commercio di Trieste, Antonio Paoletti -. Stiamo implementando sempre più i già buoni incontri tra buyer e venditori, facendo il possibile per mettere maggiormente in luce le rispettive esigenze commerciali”.

Info:
Andrea Bulgarelli
+39 040 6701264 – + 39 335 7824405 - andrea.bulgarelli@ariestrieste.it
Susanna de Mottoni
+39 040 6701216 - susanna.demottoni@ariestrieste.it
www.oliocapitale.it

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