Olio, la provenienza delle olive è obbligatoria

Stop miscugli di olio esteroSul sito coldiretti.it, è stato pubblicato un comunicato sull’entrata in vigore, 17 Gennaio 2008, del decreto sull'indicazione d'origine in etichetta per l'olio d'oliva (Gazzetta Ufficiale N.243 del 18 ottobre, “Norme in materia di indicazioni obbligatorie nell'etichetta dell'olio vergine ed extravergine”).


ATTENZIONE! il presente Decreto è stato abrogato dal DM 8077 del 10/11/2009 Art. 11 (Abrogazioni), consulta la pagina normativa olio.

Le nuove norme, assicura Coldiretti impediranno di "spacciare come Made in Italy miscugli di olio spremuto da olive spagnole, greche e tunisine, come è avvenuto fino a ora, e cosa più grave, senza alcuna informazione per i consumatori". Le battaglie fatte in piazza ed in Parlamento grazie alla mobilitazione della Coldiretti, saranno premiate. I cittadini potranno finalmente sapere da dove proviene l'olio che consumano tutti i giorni. Un risultato storico, da segnare in agenda,

Secondo Coldiretti:

“Occorre attivare i controlli negli stabilimenti per assicurare che tutti gli oli etichettati, d'ora in poi, rispettino le condizioni fissate dal Decreto che - sottolinea la Coldiretti - prevede che sulle confezioni di vergine ed extravergine siano indicati obbligatoriamente lo Stato nel quale le olive sono state raccolte e dove si trova il frantoio in cui è stato estratto l'olio, mentre se le olive sono state prodotte in più paesi, questi andranno tutti indicati in ordine di quantità decrescente, con la possibilità di multe fino a 9.500 euro per i trasgressori di ogni singola violazione.

Di fatto, fino ad ora, quasi Ia metà dell'olio “italiano” venduto sul territorio nazionale - spiega la Coldiretti - è spremuto da olive di cui non si conosce la provenienza che, grazie al provvedimento, dovrà invece essere indicata in etichetta per fare finalmente chiarezza per consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli. Si tratta – precisa la Coldiretti - di una risposta coerente al desiderio di sapere da dove viene il cibo che acquistano espresso, secondo l'indagine Coldiretti/Swg, dal 98 per cento degli italiani e dal 97 per cento degli europei.”

Continuando nel comunicato la Coldiretti ci spiega come non cascare nella trappola degli acquisti di olio extravergine non italiano.

“Per non cadere nelle trappole del mercato ed aiutare i cittadini a fare scelte di acquisto consapevoli, la Coldiretti ha organizzato una iniziativa dimostrativa per svelare i segreti per riconoscere il vero extravergine Made in Italy e riconoscere dalle etichette l'origine dell'extravergine che si acquista. E' possibile essere sicuri di acquistare olio ottenuto esclusivamente da olive italiane scegliendo - sostiene la Coldiretti - uno dei 38 extravergini a denominazione di origine (Dop) prodotti in Italia, acquistando direttamente nelle aziende agricole oppure verificando attentamente che sulle etichette ci sia scritto il luogo di origine delle olive come “da olive raccolte in Italia”, “da olive coltivate in Italia”, “da olive prodotte in Italia” o “100% olive italiane” e non solo il luogo di confezionamento dell'olio.”

Naturalmente tutti questi consigli sono già stati ampiamente trattati all’interno di frantoionline.it (vedi, la febbre dell'olio giallo ->) , non possiamo che essere soddisfatti di questo risultato raggiunto, adesso speriamo solo che tutti i sistemi di controllo si attivano al più presto per far rispettare le regole.

Se l'extravergine in vendita nei prossimi giorni non riporterà queste indicazioni significa - precisa la Coldiretti - che si tratta di olio straniero o ottenuto da miscugli di olive con origine anche diversa da quella nazionale. L'assenza di indicazioni sull'origine delle olive può invece significare due cose: o il mancato rispetto della legge o il fatto che si tratta di olio imbottigliato prima del 17 gennaio per il quale il decreto concede la possibilità di 18 mesi di tempo per la commercializzazione.

Nel frattempo la Coldiretti segnala che nei primi nove mesi del 2007 si è verificato un aumento record del 25 per cento degli arrivi di olio di oliva estero proveniente soprattutto da Spagna, Tunisia e Grecia. Mentre la produzione di olio in Italia (campagna olearia ormai in conclusione in tutte le regioni) segna un meno 15% con valori di poco superiori ai 5 milioni di quintali.

 

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