Oliveto

Gestione dell'oliveto

La difesa fitosanitaria dell'oliveto rappresenta una scelta molto importante nell'economia aziendale e nell'equilibrio ecologico della coltura. In questo ambito la cultivar e il clima della zona in cui si intende mettere a dimora l'oliveto, condizionano la resistenza della pianta alle diverse fitopatie.

Oliveto

La rusticità della cultivar, permette di applicare con maggior efficacia dette tecniche di lotta propriedell' agricoltura biologica.

Nel caso in cui si utilizzano metodi di difesa integrata, la minore sensibilità ai parassiti, permette di diminuire il numero dei trattamenti, con benefici economici e ecologici.

Avversità di origine animale:

Mosca dell'olivo

mosca-olive_p.jpg La mosca colpisce i frutti provocando la formazione di macchie scure in corrispondenza della zona perforata per l'ovodeposizione. Il controllo della infestazione è rilevabile mediante l'impiego di trappole cromotropiche e a feromoni, o viene effettuato mediante il rilevamento visivo dei danni sui frutti. Per convenzione le soglie di intervento indicano un 10-15% di frutti colpiti per le olive da olio mentre per le olive da mensa la soglia è del 5%. La lotta preventiva con esche proteiche è la più diffusa, non provoca effetti dannosi alla entomofauna utile ed è di costo contenuto.
Quando si superano i livelli soglia si può intervenire con esteri fosforici o negli oliveti condotti con metodi di coltivazione biologica con piretro naturale in soluzione idroalcolica o estratti di quassia e artemisia.

 

 

Tignola

Si tratta di un microlepidotteroche da adulto diventa farfalla. Presenta tre generazioni annue una sulle foglie, una sui fiori e la terza a carico dei frutti. I danni più gravi sono causati dalle ultime due generazioni con la distruzione dei fiori e la cascola dei frutticini. L'intervento di difesa è necessario quando vengono superate le soglie del 20% dei fiori colpiti nella prima decade di giùgno o il 30% di drupe colpite tra giugno e luglio. Si può intervenire con esteri fosforici o negli uliveti biologici con Bacillus Thuringiensis o con formulati a base di Ryana speciosa.

Cocciniglie

La cocciniglia 'mezzo grano di pepe' è sicuramente la più pericolosa tra quelle che attaccano l'olivo. Attacca i rami giovani e le foglie producendo una melata che favorisce la diffusione sulle foglie della fumaggine con conseguente riduzione della attività fotosintetica. I trattamenti solo nei casi di necessità vengono effettuati con oli minerali leggeri in agosto e settembre in presenza di 30 neanidi su 100 rami oppure 60 femmine su 100 rami. La difesa biologica si effettua con sapone di potassio o silicato di sodio.

Tripide

Questo insetto provoca deformazioni, ipertrofie, alterazioni fisiologiche e cascola di fiori, foglie e frutti..
Il parassita si combatte mediante l'impiego di esteri fosforici in primavera. Il metodo biologico consiglia l'uso di piretro naturale.

Margaronia

Le larve di questo lepidottero sono particolarmente pericolose nei giovani oliveti, infatti, possono scheletrire completamente la chioma. L'attacco di margaronia si evidenzia a luglio per poi protrarsi per 4-5 generazioni sino a settembre - ottobre. In casi di attacchi gravi si giustifica la difesa con esteri fosforici o carbammati. La difesa biologica prevede l'uso di Bacillus thuringiensis o piretro naturale.

Oziorrinco

Si tratta di un coleottero che, se generalmente non provoca danni alle piante adulte, erode il lembo fogliare provocando a quelle giovani provocando la distruzione di fiori e gemme. In questi casi si può intervenire con esteri fosforici o mediante l'applicazione al tronco di anelli di colla o di materiale vischioso. La lotta biologica è applicabile con l'impiego di nematodi entomoparassiti.

 

Link:
NAILMA VIVAI s. r. l. Produzione piante di: Olivo, Kiwi, Agrumi, fruttiferi ed Ornamentali.

 

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