Produzione biogas dalle acque di vegetazione

Foto scarico acque di vegetazioneGrazie ad un progetto di ricerca e all’ingegno della STC (Science Technology Consulting SrL), in questi giorni è stato depositato un brevetto nazionale e internazionale per la produzione di biogas ottenuto dalla depurazione delle acque di vegetazione provenienti dalla produzione di olio di oliva.


Lo smaltimento delle acque di vegetazione delle olive costituisce uno dei maggiori problemi ambientali nel bacino del Mediterraneo, in particolare per Paesi come la Spagna, l’Italia, la Grecia, la Tunisia. Le acque di vegetazione (A.V) sono reflui con pH leggermente acido, alta conducibilità elettrica, facilmente fermentabili per la presenza di zuccheri e proteine.
Le AV considerati inquinanti, vengono inviati ad impianti di depurazione oppure, vista la legislazione vigente, utilizzati per lo spandimento controllato sul terreno con relativi costi per il frantoiano.
In questi ultimi anni numerosi enti pubblici e privati si sono cimentati in complesse ricerche di eventuali soluzioni per ridurre al minimo fino ad azzerare, l’impatto ambientale delle AV, senza tralasciare l’eventuale possibilità di recuperare, dopo il trattamento delle AV, altre fonti energetiche o altri sottoprodotti per gli svariati utilizzi.
Grazie all'invenzione degli esperti della STC quello che fino ad oggi era un costo per i frantoi diventa, di fatto, una ricavo dal risvolto economico. Biogas che può essere utilizzato ad esempio come combustibile, sia per scopi industriali che civili.
Il processo brevettato dalla STC in provincia di Brindisi, consente di ottenere acqua di elevata qualità e permette altresì il recupero selettivo della frazione fenolica che opportunamente trattata può essere valorizzata nel settore nutraceutico e farmaceutico. Il processo prevede una prima fase di disoleazione finalizzata al recupero dell’olio presente nelle acque (fattore che dipende dal tecnologia di estrazione olio usata nel frantoio), cui seguono dei trattamenti di tipo fisico sulle acque al fine di separarle dal solido grossolano.
Le acque trattate con questo innovativo sistema brevettato vengono inviate ad un reattore per l’ ossidazione biologica al fine di abbattere il tasso di Bod (biochemical oxygen demand) al di sotto dei limiti consentiti per legge per poterle cosi renderle idonee come acqua industriale. In una fase di questa trasformazione avviene l’estrazione del biogas, naturalmente il tutto è ancora coperto da segreto industriale per via di possibili spionaggi industriali. Considerando che un impianto oleario di medie dimensioni produce circa 5.000 m3/anno di acque di vegetazione, è ipotizzabile una produzione di metano di circa 150.000 Nm3 (normal metro cubo).
Il processo innovativo, ideato STC, è stato verificato e testato, nei laboratori tedeschi, dal professore Linke, uno dei massimi esperti mondiali nello studio del biogas.

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