Scarico abusivo di reflui oleari in mare, scatta il sequestro del frantoio

acque-vegetazioneA seguito di una accurata indagine sull’origine delle sostanze inquinanti oleaginose riversate in mare, un oleificio a Sciacca in provincia di Agrigento, è stato sequestrato dall’ufficio circondariale marittimo di Sciacca.

Dagli accertamenti effettuati, condotti dalla polizia giudiziaria del Circolare, è emerso che nel mese di novembre scorso sarebbero state riversate in un torrente in località Foggia diverse sostanze oleaginose (acque reflue di vegetazione) in prossimità della foce del torrente di mezzo in localita’ Foggia. Sostanze inquinanti che successivamente sarebbero arrivate in mare.
L’indagine è iniziata dai campioni prelevati e analizzati dai tecnici dei laboratori dell’Arpa di Agrigento, le analisi chimiche effettuate in laboratorio, hanno evidenziato la presenza di quantità elevate di sostanze riconducibili a scarti provenienti proprio da un frantoio oleario. Gli agenti hanno constatato, risalendo il torrente ed i relativi affluenti, che il letto di tali corsi d’acqua risultava fortemente inquinato da sostanze oleose, tale inquinamento era molto più marcato ed evidente proprio in prossimità dell’oleificio. Per questo motivo, nei scorsi giorni il frantoio oleario, sito in contrada Baiata a Sciacca, è stato sottoposto a sequestro.

Le acque reflue di vegetazione (ARV) sono considerate un grave pericolo ambientale, in particolar modo nei corsi idrici di scarsa portata , dove, le condizione di vita di numerosi organismi possono essere notevolmente danneggiate. Le sostanze contenute nell' ARV impediscono la permeazione della molecola di ossigeno a tutti quei arganismi considerati aerobici, il cui metabolismo è basato sull'utilizzo di ossigeno molecolare con conseguente morte della fauna ittica e delle specie viventi, nonché notevole pericolo al delicato equilibrio dell’ecosistema marino e costiero quando tali acque reflue raggiungono il mare. La vita di questi organismi è garantita grazie al processo aerobico della respirazione cellulare, che permette l'ossidazione di substrati (per esempio gli zuccheri e gli acidi grassi) per ottenere energia.
I problemi legati allo smaltimento di reflui e residui di lavorazione sono dovuti non tanto alla loro natura, quanto piuttosto al fatto di essere prodotti in grandi quantitativi in un arco di tempo limitato (ottobre-dicembre).
Le acque reflue di vegetazione rappresentano il sottoprodotto liquido della lavorazione delle olive (il prodotto primario è l'olio di oliva), la cui quantità, in relazione al ciclo di estrazione impiegato (tradizionale o continuo), varia dai 45-100 litri per 100 kg di olive lavorate.
Si rammenta che i limiti sono stabiliti (Legge 574/96) in 50 m3/ha/anno per le acque provenienti da frantoi a ciclo tradizionale e 80 m3/ha/anno per quelle da impianti a ciclo continuo. Lo spandimento è subordinato alla presentazione al sindaco di una relazione tecnica redatta da un agronomo o perito agrario, agrotecnico o geologo. Le norme della legge si applicano in eguale modo anche alle sanse umide.

Fonte: corrieredisciacca.it
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