Sequestrato olio di oliva, per un valore commerciale di 10 milioni di euro

stop olio di oliva non italianoCirca tremila tonnellate di olio extravergine di oliva, commercializzato come “Made in Italy” è stato sequestrato nelle province di Agrigento, Bari e La Spezia. Il titolare, di una grossa impresa del settore oleario di Agrigento, è accusato di frode aggravata nell'esercizio del commercio.


Le indagini erano partite, nel mese di novembre scorso, con il sequestro di oltre 43.000 Kg. di olio d’oliva presso il porto di La Spezia. Successivamente le indagini dei NAC hanno portato ad individuare la “centrale operativa” di commercializzazione del prodotto in una azienda di Sciacca (Agrigento) dalla quale partivano grossi quantitativi di olio per altri due centri di smistamento in provincia di Genova e Bari.
2.450 tonnellate sono state sottoposte a sequestro proprio presso l’azienda di Sciacca mentre in provincia di Bari (500 tonnellate), a Genova e La Spezia (50 tonnellate).

L'olio sequestrato, di probabile provenienza tunisina e dichiarato come ''extravergine di oliva Made in Italy'', in seguito ad analisi di laboratorio è risultato in alcuni casi ''olio lampante'' (considerato dalla normativa vigente non commestibile - leggi ->) e in altri solo come ''olio di oliva vergine'' (qualità inferiore rispetto a quella dichiarata in etichetta).

La destinazione di questo olio era prevista per i Mercati Italiani, della Cina e degli Stati Uniti.
Le indagine e le operazioni sono state svolte dal nucleo antifrodi dei Carabinieri di Parma e dalla Compagnia dei Carabinieri di Sciacca (Agrigento), in collaborazione con l’Ufficio Antifrode dell'Agenzia delle Dogane di La Spezia.

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