Si rischia di tappare la bocca al WEB

pc-cucitoIl Rischio di far chiudere tanti siti web si può concretizare con la Legge Levi-Prodi.
In attesa di approvazione da parte del parlamento, su diversi siti web si sta parlando, discutendo di questa legge.

Vi proponiamo alcuni passi dell'articolo pubblicato sul Blog Beppe Grillo, che cerca di spiegare i rischi che si corrono:

 "...La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.............

L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete. Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura. ......
"

 

Dal sito www.calabresi.net una piccola indagine di Paolo Barbalace:

Chiunque tenti di cercare delle informazioni riguardo le regioni italiane su internet, inserendo le seguenti parole chiavi nel motore di ricerca GOOGLE, si accorgerà che esistono milioni di siti che riportano notizie riguardante la regione ricercata.

 

Posizione

Parola Chiave

Numero risultati

Posizione

Parola Chiave

Numero risultati

1

Marche

105.000.000

11

Liguria

27.300.000

2

Toscana

41.600.000

12

Puglia

27.200.000

3

Calabria

38.400.000

13

Umbria

26.300.000

4

Lazio

36.800.000

14

Basilicata

20.800.000

5

Sicilia

36.400.000

15

Abbruzzo

24.600.000

6

Veneto

36.200.000

16

Molise

20.400.000

7

Lombardia

31.600.000

17

Emilia-romagna

2.930.000

8

Sardegna

30.400.000

18

Friuli-Venezia Giulia

2.430.000

9

Campania

30.300.000

19

Valle d'Aosta

2.320.000

10

Piemonte

28.300.000

20

Trentino-Alto Adige

2.280.000

 

Dalla tabella possiamo notare il numero di siti che il motore di ricerca ha trovato per ogni regione ricercata; da questa si evince anche che con la parola MARCHE, sono stati riscontrati ben 105.000.000 di pagine web.

Stilinado una classifica la nostra regione riesce a posizionarsi al 3° posto, solo dopo Marche e Toscana, mantenendo la sua presenza in ben 38.400.000 pagine web. Questo significa che la Calabria, conta un ottima presenza con portali web, siti professionali ed amatoriali, blog, testate giornalistiche, ecc., in queste 40 milioni di pagine troveremo svariate notizie dalla semplice vetrina aziendale al blog privato, dal noto quotidiano on-line e dal sito turistico allo sconosciuto sito di storia e tradizioni popolari e gastronomiche

Non possiamo quindi negare, che la Calabria non sia attiva nel porre la sua presenza nel World Wide Web, questo avviene anche grazie ai numerosi e volenterosi bloggers o semplici appassionati che promuovono o contrastano questa terra con le proprie notizie. Già le proprie notizie, che potremmo definire dai mille colori, semplicemente vere, raramente false e comunque innocue; di queste notizie, che non si trovano mai sui giornali o in tv, di cui questo portale ne fa il cavallo di battaglia, potremmo non sentirne parlare più nel prossimo futuro e molti siti e blog come calabresi.net rischiano di essere bavagliati da un vergognoso decreto legge (Ddl Levi-Prodi) proposto dal sottosegretario alla presidenza del consiglio il Sig. Levi Ricardo Franco.

Questo Ddl creato ad hoc per tappare la bocca a chi usa internet per esprimersi in libertà (Vedi caso Grillo), rischia di di far scattare l'inizio dell'apocalisse virtuale in internet, riducendo la rete allo stato di espressione in cui si trova in molti stati definiti canaglia, come la Cina, l'Iran, la Birmania, ecc.

Il governo con questa legge, imporrà a tutti i Bloggers di dotarsi di una casa editrice che abbia almeno un giornalista iscritto all'albo come direttore responsabile, ciò vuol dire notizie controllate, poi ancora una nuova spesa o meglio una nuova tassa, altrimenti saranno costretti al silenzio; pena la galera.

Ma quanti siti e quanti blog sopravviveranno a questo web-eccidio? Siamo ancora in un paese libero e democratico? Cosi facendo non si alimenta ancora di più il vento dell'anti-politica? La pazienza degli Italiani è veramente cosi illimitata?

Dopotutto, ancora una volta gli USA (che si spostano nella direzione opposta all'Italia), si confermano una grande Democrazia, almeno nel settore editoriale. Grazie alla nuova proposta di legge Free Flow of Information Act, (accolta alla camera dei rappresentanti con 398 voti favorevoli e 21 contrari e che attende ora, solo la firma dell'amministrazione Bush) i bloggers, cioe coloro che fanno informazione libera e ricavano un ritorno economico dalla pubblicità, si vedranno riconosciute le stesse tutele dei giornalisti professionisti.

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