Tecnologia innovativa per il trattamento dei reflui oleari

Lo spargimento controllato in campo dei reflui tal quali comporta inconvenienti in termini organizzativi e di gestione, in particolare per le sanse umide provenienti dal ciclo estrattivo a due fasi.

Gli studi preliminari effettuati dalla Sezione Olivicoltura del CNR- ISAFOM con contributo finanziario del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, si sono recentemente ulteriormente concretizzati con la realizzazione del progetto europeo LIFE00 ENV/IT 000223 TIRSAV, nell’ambito di un partenariato che comprende il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano in qualità di beneficiario, la Provincia di Salerno, la Ditta Verdegiglio Macchine Agricole s.r.l., la Cooperativa Nuovo Cilento e l’Azienda Monacelli quali partners e la Sezione Olivicoltura del CNR-ISAFOM quale sub-contraente, responsabile scientifico del progetto. Le attività progettuali, ancora in corso, hanno consentito di realizzare due impianti per il riciclaggio delle sanse e delle acque di vegetazione, attualmente operativi presso i frantoi dei partners privati del progetto, entrambi situati all’interno della zona parco e caratterizzati da impianti estrattivi a due e a tre fasi. Tali macchine, pertanto, si prestano a soddisfare le esigenze di tutte le diverse tipologie di frantoi a ciclo continuo oggi maggiormente diffusi.

La tecnologia messa a punto è volta al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

  • Processare automaticamente ed in continuo i reflui direttamente in frantoio, per produrre un substrato confezionato in sacchi a rete, non percolante, non maleodorante, di facile ed immediato trasporto dal frantoio all'azienda; - Ottenere un materiale organico con caratteristiche chimico-fisiche assimilabili a quelle di un concime organico od organico minerale, attraverso la miscelazione dei reflui con altri sottoprodotti agricoli e dell’industria (paglie, residui di potature, cascami di lana, etc.). Ulteriori vantaggi ascrivibili al sistema innovativo realizzato sono:
  • lo stoccaggio opportuno del materiale organico in azienda garantisce una sua “maturazione” che migliora l’efficacia del suo impiego agronomico; - si riduce, almeno in parte, l’impiego dei concimi minerali; - viene meno la produzione dell’olio di sansa, di qualità scadente, con conseguente eliminazione delle problematiche ambientali causate dai sansifici;
  • la possibilità di recuperare, a monte dal refluo, il nocciolino da destinare ad altri impieghi economicamente vantaggiosi (produzione di energia, sabbiatura di componenti esterne, produzione di carbone attivo); - la possibilità di valorizzare un’olivicoltura di qualità, eco-compatibile, poiché il substrato che scaturisce dal sistema può essere certificato per un suo impiego in Agricoltura Biologica. L’output del processo ideato è attualmente in corso di sperimentazione agronomica, oltre che come ammendante/concimante in oliveti, anche come substrato di crescita per barbatelle di olivo, per fragola coltivata fuori suolo e per l’allevamento di funghi in ambiente condizionato.

In definitiva, la tecnologia innovativa sviluppata dalla Sezione Olivicoltura dell’ISAFOM offre una soluzione alternativa allo smaltimento dei reflui oleari, consentendo di ridurre significativamente l’impatto ambientale dell’intera filiera olivicola.

Fonte: www.cnr.it

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