Sulle rotte dell’olio – Sofisticazioni Olio Extravergine di oliva – Presa Diretta 10 marzo 2014La scienza non ha dubbi, usate l’olio extravergine di olivaRisultati delle prove di lavaggio delle olive con la lavatrice continua CAMA.Risultati del test eseguito con la stampante Primera LX900eAcque reflue frantoio, un problema che potrebbe diventare un’opportunitàDieta mediterranea, patrimonio dell’UnescoMagnegas, il nuovo biogas ottenuto dalle acque reflueCampagna per la valorizzazione dell’olio extra vergine di olivaCome fare l’olio d’oliva in casa?Test Rovesciatore 165 FLAP

La scienza non ha dubbi, usate l’olio extravergine di oliva

cesta-bottiglia

Usate l'olio extravergine di oliva, lo dice la Scienza

Ormai non ci sono più scuse, i diversi e svariati studi scientifici hanno dimostrato la straordinaria importanza per la nostra salute nell’utilizzo quotidiano dell’olio extra vergine di oliva. Quello che è bene approfondire però, sono, le peculiarità specifiche di questo nutrimento prezioso sia dal punto di vista prettamente nutrizionale che per le sue caratteristiche chimiche.

Una visione più ampia dei benefici di quest’alimento c’è lo spiega, nel video sottostante, la dott.ssa Carla Ferreri studiosa di Lipidomica, primo Ricercatore presso l'ISOF-CNR nell'Area di Ricerca di Bologna, già dal 1990 collaboratrice, con il dott. Chatgilialoglu, nel campo dei radicali liberi.

La Lipidomica studia come noi utilizziamo i grassi, anche quelli dell'alimentazione, per vivere meglio. Per quanto riguarda l'olio d'oliva, il suo principale componente – spiega la dott.ssa Ferreri in un'intervista esclusiva per Tuttosteopatia.it-  è l’acido oleico, un acido grasso mono insaturo contenuto almeno nel 70 per cento nell'olio d’oliva, che rende fluide le membrane cellulari ed ha un ottimo impatto col funzionamento del metabolismo in generale. Questo significa che le persone in sovrappeso o obese, possono fare affidamento sulle grandissime capacità che ha l’acido oleico di attivare meccanismi di smaltimento dei grassi.

IL MESSAGGIO per le aziende produttrici di alimenti confezionati è chiaro:
"Ci sia augura che anche con la diffusione di queste notizie – puntualizza la dott.ssa Carla Ferreri – le aziende produttrici di alimenti confezionati inizino a cambiare il loro modo di scelta degli oli, e particolarmente dell’olio di palma, in favore di un'alimentazione che finalmente si dedichi al benessere delle persone, optando cioè per l’olio extravergine d’oliva".

Dott.ssa. Carla Ferreri, 1° Ricercatore CNR-Fondatrice di Lipinutragen

Fonte: www.tuttosteopatia.it

Risultati delle prove di lavaggio delle olive con la lavatrice continua CAMA.

Test Drive Lavatrice con griglia rotante in continuo CAMA

test drive lavatrice camaQuesto nuovo Test Drive è stato reso possibile grazie anche alla collaborazione dell’azienda CAMA officina metalmeccanica, che progetta e realizza strutture in acciaio inox per esigenze specifiche nel settore industriale, alimentare, e agricolo.

La lavatrice CAMA è stata installata presso il Frantoio Oleario Preiti Marina in Fraz. Caroni di Limbadi Via Roma (VV) Calabria. Insieme alla lavatrice è stato installato tutto il sistema (sempre in acciaio inox) di trasporto olive dalla tramoggia di carico fino alla lavatrice.

Iniziamo subito a sottolineare che la lavatrice è completamente in acciaio INOX, lavora in continuo senza l'assistenza di personale qualificato ed è dotata di un sistema di separazione dei corpi estranei presenti nella massa di olive davvero particolare e forse unico nel settore oleario.

vista-alto

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Questo innovativo sistema di lavaggio e avanzamento delle olive permette una ottima pulizia. Le olive vengono fatte rotolare dolcemente per mezzo di un cestello cilindrico, simile a quello che c'è nelle defogliatrici/imperatrici, fino alla tramoggia per una pulizia senza nemmeno un granello di sabbia e/o terriccio. Le olive durante il dolce rotolamento in questo cestello cilindrico non entrano in nessun modo a contatto con l'acqua e durante questo percorso, obbligatorio, vengono anche ripulite da eventuali erbacce e/o foglie/rametti senza essere minimamente danneggiati.

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L'espulsione dei fanghi che si deposita sul fondo della macchina avviene tramite due oblò laterali con diametro di 200mm.
Il lavaggio vero e proprio delle olive con l’acqua avviene nel primo settore, immediatamente dopo la caduta delle olive in lavatrice.

Dispositivo di scarico terriccio-pietre

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La lavatrice viene venduta dall'azienda per capacità lavorativa di 30-35 q.li/ora (vedi scheda tecnica link), dai test che abbiamo fatto, raggiunge senza particolari problemi anche i 40 q.li/ora*.
*questo risultato si raggiunge con olive pulite provenienti da raccolta meccanizzata con poco terriccio e/o foglie rametti.

Il consumo energetico è minimo, mediamente si aggira intorno a 1.5Kw  mentre il contenuto di acqua della vasca è di 800 litri.
La lavatrice durate il lavaggio è molto silenziosa, si sente molto di più il rumore della caduta delle olive che quello dei motori.
L’unico problema riscontrato è stato il dispositivo, non molto comodo e veloce, dello scarico manuale dei pietre/terriccio (vedasi foto). Infatti nelle partite di olive dove c’erano quantità più elevate di terriccio (principalmente quando lo stesso era molto fine), il terriccio si depositava sul fondo del sistema di scarico fungendo da tappo, sopra il quale ovviamente c’era l’acqua. Quando si procedeva alla pulizia dello stesso, si doveva fare molta attenzione, altrimenti veniva giù all’improvviso creando un non piacevole disagio. Questo piccolo problema è stato già segnalato all'azienda CAMA per le opportune modifiche che saranno fatte su tutte le nuove macchine.

Griglia deposito foglie ramettiLa pulizia della macchina alla fine della giornata è veloce e semplice, aprendo i due oblò laterali, gli 800litri di acqua in un attimo portano via tutto il fango depositatosi sul fondo della vasca e con pochi gesti, quello rimasto, si spazzola in pochissimo tempo.

I pregi:

  • tutti i componenti sono di acciaio inox
  • lavaggio olive e pulizia da corpi estranei eccellente
  • facilità di utilizzo
  • risparmio energetico ottimo
  • molto silenziosa
  • facile e veloce nella pulizia a fine giornata
  • permanenza delle drupe nell'acqua molto bassa

I difetti:

  • dispositivo scarico manuale dei detriti/terriccio non comodo

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I marchi commerciali e i corrispondenti citati, appartengono ai rispettivi proprietari.

Risultati del test eseguito con la stampante Primera LX900e

stampante-testata Prove di stampa con Primera LX900e, il nostro staff tecnico ha provato la nuova stampante per etichette a colori di Primera Technology Europa. Questa stampante consente di poter stampare etichette in completa autonomia nella quantità e modalità necessarie alle proprie esigenze.

Questo test drive è stato possibile grazie a Primetec s.r.l, Partner e Distributore Ufficiale per l’Italia di Primera Technology Europa.
Abbiamo impiegato circa cinque minuti per l’installazione della stampante, cartucce, carta in bobina e software (NiceLabel SE) necessario per il suo corretto funzionamento (tutto incluso nella confezione).
Durante il montaggio della stampante ci siamo accorti subito di un vantaggio da non sottovalutare, infatti l’apparecchio ha cassetti individuali per le Cartucce, Ciano, Magenta, Giallo e Nero. “Questo significa, che si deve sostituire solo il colore che si è consumato.” Inoltre esiste una sola Testina di stampa per tutti e quattro i colori, in altre stampanti di solito ce ne sono quattro (una testina per ogni colore).

Nel nostro test abbiamo importato un’etichetta che era già stata progettata con un altro software, Corel Draw, (non in dotazione con la stampante). Con un semplice copia ed incolla l’etichetta è stata passata al software di gestione/creazione di etichette “NiceLabel SE” (incluso con la stampante) e senza apportare alcuna modifica abbiamo eseguito la prima stampa di prova. Il software in dotazione alla stampante “NiceLabel SE” è comunque abbastanza valido anche per chi intende creare un’etichetta o altre stampe partendo da zero.
stampante etichette a coloriLa velocità di stampa è veramente impressionante, solo pochi secondi, la qualità ed i colori sono brillanti, precisi e senza sfumature. Come potete notare dal video, sul bordo della bocca di uscita dell’etichetta, esiste un dispositivo, di colore bianco, per un taglio perfetto della carta.
La stampante si presenta un po’ ingombrante ma tutto ciò è giustificato dal vano interno dove viene posizionata la carta in bobina, meccanismo simile alle stampanti di etichette professionali. Naturalmente si può inserire la carta, nel formato e nelle dimensioni, in base all’etichetta che si vuole stampare. Oltre alle etichette per alimenti, con questa macchina e un po’ di fantasia,  si possono stampare veramente tanti gadget.

La nuova proposta di Primera Technology, è una stampante a getto d´inchiostro tra le più veloci per la produzione di etichette professionali.
Questa stampante è orientata a tutte quelle aziende di imballaggio, bevande, industrie alimentari e produttori di articoli cosmetici, dedicate a soddisfare l’esigenza per micro, piccole e medie tirature. In poche parole questa stampante consente di poter stampare etichette in completa autonomia nella quantità e modalità necessarie alle proprie esigenze del momento. Il risultato ottenuto permette di avere un notevole risparmio ti tempo e denaro.
La risoluzione di questa stampante arriva fino a 4.800 dpi che per una stampante di etichette è un risultato eccellente. Da sottolineare anche il sistema rfid-chips nelle cartucce, il quale tramite il software, ti informa su quanto colore é ancora presente e calcola quante etichette si possono stampare.

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Conclusioni:
La stampante Primera LX900e si è dimostrata una validissima macchina per la stampa di etichette con qualità e velocità professionali.
Subito dopo la sua prima messa in opera, si acquisisce padronanza della stampante e del software in dotazione “NiceLabel SE” che presenta un interfaccia molto semplice ed intuitiva la quale consente di creare velocemente etichette di svariati dimensioni e forme.
Con questa stampante si possono apprezzare innovative caratteristiche adottate dall’azienda Primera Technology che sono:

  • qualità di stampa eccezionale (fino a 4.800 dpi);
  • stampa di etichette a colori con codici variabili o codici a barre;
  • velocità di stampa eccellente;
  • controllo della quantità di colore per singole cartucce:

I pregi:

  • facilità di utilizzo e ottime prestazioni;
  • testina per tutti i quattro colori separata;
  • possibilità di stampare su molti supporti per etichette e cartellini compatibili;
  • velocità e qualità di stampa eccellenti;
  • realizzazione di pre-tiratura e test di mercato;

I difetti:
Non si sono riscontrati difetti particolari legati alla macchina e al suo utilizzo che rimane di estrema semplicità.

I marchi commerciali e i corrispondenti citati, appartengono ai rispettivi proprietari.


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Acque reflue frantoio, un problema che potrebbe diventare un’opportunità

acque-vegetazioneLe acque reflue dei frantoi oleari sono un problema che assilla continuamente tutti i frantoiani alle prese con le severe norme di tutela ambientale che disciplinano la materia (link). La soluzione potrebbe arrivare dai dati ottenuti dalla conclusione della prima e vera sperimentazione dell’innovativo riciclatore Magnegas.

Ci eravamo già occupati tempo fa del Magnegas di cui avevamo scritto un articolo (leggi articolo), oggi la soluzione al problema più fastidioso del settore potrebbe essere, finalmente definitiva, infatti, con questo sistema il problema acque reflue dei frantoi diventa una interessante opportunità.

La sperimentazione sul campo per il trattamento delle acque di vegetazione della lavorazione delle olive da cui si estrae l’olio di oliva, è stata realizzata presso il frantoio Mastrodonato di Bagnoli del Trigno.
Il riciclatore utilizzato, fornito da Nuova Magnegas Italia con la collaborazione di MAASE (Magnegas Arc Applied Solutions Europe), è una innovativa tecnologia capace di trasformare con zero emissioni in atmosfera, i rifiuti liquidi immessi (in questo caso acque reflue dei frantoi) con il risultato di ottenere biogas.

Le prime prove di laboratorio sono assolutamente promettenti e lasciano intravedere una soluzione che tutela l’ambiente, risolve il problema e genera risorse. I risultati definitivi, elaborati in due diversi laboratori in Italia e Stati Uniti saranno presentati a fine gennaio alla comunità scientifica ed agli operatori del settore.

Quella realizzata in Molise è la prima sperimentazione fatta nei frantoi ed il risultato è che questo rifiuto particolarmente inquinante e difficile da smaltire, viene trasformato interamente in gas. E non un gas qualsiasi ma con proprietà talmente particolari da poter essere utilizzato come carburante (come il metano) e migliore dell’acetilene quindi utilizzabile per il taglio dei metalli.

Per comprendere il funzionamento di questo innovativo sistema si consiglia di vedere il filmato del riciclatore Magnegas mentre è in funzione
Fonte:
moliseversoil2000.it
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Dieta mediterranea, patrimonio dell’Unesco

olio_bruschettaIl prossimo 14 novembre inizierà, a Nairobi in Kenya, l’iter per iscrivere la dieta mediterranea tra i patrimoni immateriali dell’umanità tutelati dall’UNESCO. Quale sarà il paese che si aggiudicherà titolo di “città della Dieta Mediterranea”?

Gli alimenti principali della dieta mediterranea sono: la pasta, il pane, l’olio extra vergine d’oliva, le verdure ed il bicchiere di buon vino. Molti studi hanno dimostrato che la dieta mediterranea è un’alimentazione che allunga la vita grazie alla prevenzione di malattie cardiovascolari (maggiore responsabili dei decessi) e prevenzione de i tumori.
L’olio extravergine d'oliva è il “Re” indiscusso della dieta mediterranea, perché? La risposta è semplice, nella dieta mediterranea non esiste pietanza (antipasto, primo, secondo, contorno e dolce) dove non viene utilizzato almeno un filo d’olio extravergine, esiste perfino il gelato fatto con l’olio extravergine di oliva, nato dall’idea di alcuni chef Italiani.
La richiesta di riconoscimento della “Dieta Mediterranea”, come patrimonio immateriale dell'umanità, è stata presentata da quattro paesi del bacino mediterraneo: Italia, Spagna, Grecia e Marocco. Viene naturale pensare che tutti i paesi coinvolti che talaltro rappresentano i maggiori produttori di olio di oliva, tenteranno di sfruttare il riconoscimento dell'Unesco per ampliare il proprio business.
In particolare, nel nostro paese, ci sono due comuni italiani Pioppi-Pollica in Campania e Nicotera in provincia di Vibo Valentia (Calabria), che sono le principali antagoniste per acquisire il titolo “città della Dieta Mediterranea”.
A Nicotera in Calabria c’è uno studio che risale al 1957 “THE NICOTERA DIETIN” the seven countries study (La Dieta di Nicotera nello Studio dei Sette Paesi – 1957-’60), dove un team di ricercatori internazionali, guidati da Ancel Keys, ha codificato la dieta con tanto di indicazione degli ingredienti e delle rispettive quantità. Le ricerche condotte da Keys ha messo insieme 7 Paesi: Stati Uniti, Giappone, Finlandia, Grecia, Olanda e Italia.
La dieta studiata a Nicotera a fine anni cinquanta da Ancel Keys, era una dieta equilibrata che è stata definita dagli scienziati, negli anni ’90, “dieta mediterranea italiana di riferimento” ed associata ad una bassa frequenza di fattori di rischio di malattie cronico degenerative.
Daniela Monti sul “Corriere della Sera” del 9 luglio 2002 scrisse,  “Mangiare come a Nicotera. Così si campa cent’anni”. Tutt’oggi a Nicotera  esiste un Osservatorio che raccoglie informazioni sin dai lontani anni ’50. Nicotera ha ottenuto il riconoscimento, da parte del ministero delle Politiche Agricole, del titolo di Dieta mediterranea di riferimento nel 2005 (dieta di Nicotera).

Il comune di Pioppi invece, è stata la residenza di Ancel Keys dove è vissuto per oltre 20 anni. In questo periodo ha effettuato ripetute analisi mediche che hanno confermato la longevità degli abitanti del Cilento.

A confermare la validità degli studi condotti sullo stile alimentare degli abitanti di Nicotera e Pioppi basterebbe pensare alla lunga vita di Keys, morto a 100 anni, e a quella dei componenti dell’Osservatorio calabrese che superano la soglia dei 90.

Ancel Keys fu il primo a misurare la composizione del corpo ed a comprendere i rapporti strutturali e funzionali fra il muscolo della magra del corpo, lo scheletro ed il tessuto grasso. Dal 1950 al 1970, con i colleghi della Minnesota University Henry Taylor e Henry Blackburn ed altri collaboratori di altri Paesi, ha studiato intere popolazioni che contrappongono nella dieta diversi stili di vita stabilendo quali fenomeni culturali, diete e attività, sono le cause principali dei tassi differenti della malattia di cuore fra la popolazione.

Fonti: www.indim.it, www.rivistasitiunesco.it,

Focus Scienza 21/02/2009 Rai International (www.international.rai.it)
Ospite in studio di Maria Teresa Fabris è il prof. Antonio De Lorenzo, direttore della scuola di specializzazione in Scienza della Alimentazione presso l'Università di Roma Tor Vergata. Argomento del dibattito è la prevenzione alimentare. Come è noto, la prevenzione alla salute inizia in cucina. Sorpassata la vecchia piramide dell'alimentazione, oggi è il "Tempio della Alimentazione" che detta le regole per una dieta corretta. Durante la puntata vengono elencati i principali cibi anti tumore indicati dall'Airc (l'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) e viene ricordato come con una giusta alimentazione può prevenire il 30% dei tumori. Clicca qui per vedere il filmato ->

 


Consulta la sezione "Ricette" dove troverai numerose ricette semplici e gustose.

 

Magnegas, il nuovo biogas ottenuto dalle acque reflue

stoccaggio acque reflueIl Magnegas è un gas ottenuto dai reflui (siero, liquami zootecnici, acque reflue di frantoi) che produrrebbe carburante per macchine a gas, anche per quelle già in commercio. Il Magnegas è un nuovo biogas gas ultra pulito in grado di ridurre di 21 volte l'emissione di monossido di carbonio, di 3 volte l'anidride carbonica e di 9 volte l'emissione di idrocarburi.

Con questi numeri, il Magnegas risulta meno inquinante del metano e quindi il più ecologico di tutti i gas. Il Magnegas è stato ottenuto in Florida grazie a una speciale macchina ideata dal prof. Ruggero Maria Santilli (laureato in fisica presso l'università di Napoli. Dal 1967 ricercatore presso le università statunitensi), oggi Santilli è il presidente dell'Ibr (Institute for basic research). Il nuovo biogas viene ricavato dal trattamento di rifiuti, trattati a temperature di 10.000 °C in una sorta di mini-reattore.
Uno prototipo di questa macchina è stato sperimentato in Italia, in provincia di Benevento, dove è stato alimentato (nella scorsa campagna olearia) dai reflui dei frantoi mentre l’energia elettrica per il suo funzionamento è stata fornita dalle pale eoliche.
In alcune interviste, il prof Santilli, spiega che attraverso un riciclaggio continuo, il Magnegas può ricavare da 1.000 litri di rifiuti liquidi anche 1,2 milioni di litri di carburante, per via del passaggio da liquido a gassoso.
Due le linee in cui è può essere articolata la produzione:

  • Linear, per ottenere da 1.000 litri di percolato 1-2% di Magnegas e il restante 90% di acqua sterilizzata per usi agricoli
  • Total, una linea più lenta che permette di ricavare 1.200.000 litri di gas da 1.000 litri di scarti liquidi.

Al link sottostante è possibile visualizzare un video dove il prof. Ruggero Maria Santilli spiega il principio di funzionamento della macchina Magnegas e gli sviluppi futuri (si consiglia di vedere tutto il filmato).

Lo staff di FrantoiOnline.it vi invita, prossimamente, a consultare la seguente sezione “Biomasse dal frantoio, trattamento e recupero” dove saranno inserite maggiori informazioni su questa tipologia di trattamento delle acque reflue al fine di ottenere biogas.
Fonti:
www.magnegasitalia.it
www.casertanews.it
www.futuridea.eu

Campagna per la valorizzazione dell’olio extra vergine di oliva

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E’ partita il 02/02/2010 la campagna di informazione del Mipaaf sulle reti Rai e su internet dedicata alla valorizzazione dell’olio extravergine di oliva, lo spot pubblicitario è stato fortemente voluto dal Ministro per le politiche agricole alimentari e forestali.

“L’olio d’oliva è non soltanto un prodotto storico dell’agroalimentare italiano, ma anche ingrediente principe di una dieta sana ed equilibrata. Simbolicamente, per noi, è anche il primo prodotto per il quale abbiamo ottenuto l’indicazione obbligatoria dell’origine in etichetta, una battaglia vinta lo scorso luglio in Europa. Questa campagna di informazione mira a diffondere una migliore cultura alimentare, per formare cittadini consapevoli delle loro scelte”.
Con queste parole il ministro per le Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha lanciato questa interessante campagna di informazione del Mipaaf sulle reti televisive e radiofoniche Rai. Lo spot pubblicitario del pregiato alimento Italiano sarà trasmesso su tutte le reti Rai per due settimane.

Naturalmente, visto il nostro quotidiano impegno, nella divulgazione e valorizzazione tramite internet del pregiato olio extravergine Italiano, nello specifico con il portale www.frantoionline.it, non potevamo che accogliere con grande soddisfazione questa notizia.

L’iniziativa ha uno scopo ben preciso che è quello di porre l’attenzione sulle nuove normative europee che dettano l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza delle materie prime e delle zone di estrazione (REGOLAMENTO (CE) N. 182/2009 DELLA COMMISSIONE del 6 marzo 2009 che modifica il regolamento (CE) n. 1019/2002 relativo alle norme di commercializzazione dell'olio di oliva.).

Il video spot va a sottolinearne la qualità, le caratteristiche nutrizionali, il valore culturale e il legame territoriale e storico di un prodotto conosciuto e amato in tutto il mondo.

Lo spot, della durata di 30 secondi, è ambientato in un ristorante e ha come protagonista una coppia di innamorati che introduce lo spettatore alla conoscenza e alla degustazione dell’olio extra vergine di oliva italiano.
La regia è di Franco Bernini, la fotografia di Roberto Romei, la musica di Paride Odierna: il brano, intitolato "Dedicato a Nino Rota", è stato ispirato da Ennio Morricone.

Come fare l’olio d’oliva in casa?

Fare l'olio extravergine in casa con il Bimby

premitutto per estrarre l'olio di oliva

Premitutto

Ogni anno nel periodo di raccolta delle olive, diversi utenti di FrantoiOnline.it  che possiedono pochi alberi di ulivo (magari nel proprio giardino), ci chiedono: è possibile fare, in casa propria, del buon olio di oliva? Da qui l'idea di fare un piccolo test per verificare se sia possibile effettuare in casa una bella spremuta di olive ed ottenere il prezioso condimento.

Questo test è rivolto a tutte quelle persone che raccolgono un quantitativo di olive, che spesso non raggiunge i 40-50 Kg e con queste piccole quantità, è veramente difficile trovare un frantoio oleario disponibile per la molitura. Si fa presente che per quantitativi maggiori è comunque consigliabile rivolgersi a un frantoio oleario o valutare l’eventuale acquisto di un minifrantoio (leggi articolo minifrantoio->).
A seguito delle richieste pervenute di diversi utenti del nostro portale Frantoi Online, è nata l’idea di coinvolgere uno di loro che insieme ai consigli del nostro staff, ha cercato di ottenere il prezioso olio di oliva.

Foto olive nel Bimby

Olive nel Bimby

La sig.ra Maria con i nostri consigli e con l’utilizzo di strumenti più o meno reperiti in casa, è riuscita ad ottenere una bella spremuta fresca di olio extravergine d’oliva senza spendere nemmeno un euro o quasi.

Gli strumenti utilizzati per fare l'olio in casa sono:

  • robot da cucina Bimby
  • un Torchio premitutto in acciaio inox da cinque litri
  • un telo di juta neutro
  • alcuni contenitori di plastica e di vetro
  • un cucchiaio da cucina

Nel giardino intorno all'abitazione della sig.ra Maria ci sono due piccoli alberi di ulivo dai quali sono stati raccolti, rigorosamente a mano, 42 kg di olive.
27 kg sono stati messi in salamoia e circa 15 kg sono stati utilizzati per cercare di ottenere il pregiato olio extravergine.
Nel video  abbiamo ripreso tutte le fasi della spremitura che per questo test ha interessato in totale 4kg di olive.

olio extra vergine fatto in casa

Olio fatto in casa

Le olive, precedentemente pulite e lavate sotto acqua corrente, sono state inserite nel Bimby (circa 2 kg).
Azionato il robot alla massima velocità per circa 10 secondi, le olive sono state frantumate ottenendo cosi una pasta oleosa. Dopo la frantumazione la pasta olive è stata lasciata a gramolare, con l’ausilio della farfalla in plastica, per circa 20-25 minuti alla minima velocità e alla minima temperatura pari a 37 °C.
Dopo che la fase di gramolazione è finita, la pasta oleosa ottenuta è stata inserita nel Torchietto premitutto con l’ausilio del telo di juta neutro precedentemente immerso in acqua calda per facilitare l’estrazione del mosto olio/acqua. Effettuata la premitura manuale, agendo sul volantino del premitutto, la pasta olive è stata lasciata per circa 15 minuti, dopo di che, ogni 5 minuti si agiva sul volantino per rafforzare la strettoia e man mano che si andava avanti si raccoglieva, in un contenitore, il liquido (olio/acqua) che fuoriusciva dal Torchio premitutto.
Il mosto olio/acqua ottenuto è stato lasciato dentro il contenitore fino a quando l’olio (più leggero) si è separato, in modo naturale, dall’acqua. Utilizzando un cucchiaio da cucina e con molta fermezza nella mano, si è cercato di raccogliere tutto l’olio emerso in superficie.
Alla fine di tutte le operazioni, considerando che la procedura sopra esposta è stata eseguita due volte per un tempo complessivo di circa un’ora, da un totale di 4 kg di olive in ottimo stato, si è ottenuto quasi 400ml di olio extravergine di oliva con acidità 0,6.

Conviene fare l'olio in casa? Conclusioni:

Al di la della piacevole esperienza, nel ottenere in casa una bella spremuta fresca di olio extravergine di oliva, bisogna sottolineare alcuni fattori come: tempo, resa e spese sostenute.
In questo caso visto che tutti gli strumenti utilizzati, erano già in casa della sig.ra Maria (tranne il telo di juta costato 2 euro), le spese sostenute sono state pari a zero. La resa in olio non è stata eccellente, principalmente perchè bisogna effettuare una notevole pressione sulla pasta oleosa, operazione impossibile con un premitutto manuale. Il tempo speso per ottenere quasi 400ml di olio da 4kg di olive è stato di circa un’ora, sicuramente un dato non conveniente.
Con le quantità di olive citate in questo articolo è impensabile sostenere qualsiasi spesa per ottenere il pregiato olio di oliva.
Cimentarsi nelle operazione di spremitura delle olive in casa, non è sicuramente una operazione facile ma se proprio non sapete cosa fare delle poche olive raccolte in giardino allora potete tranquillamente tentare questa esperienza di frantoiano per un giorno e godersi così, in casa propria, un inconfondibile odore di olio nuovo e di olive appena frante (uguale a quello che si avverte in un frantoio).

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Test Rovesciatore 165 FLAP

Test Drive del Rovesciatore idraulico della CM

rovesciatore-binsE' stato pubblicato il Test drive sul Rovesciatore idraulico CM modello 165 FLAP
Luogo del test Frantoio Preiti Marina – Limbadi (VV) - periodo Novembre 2008.

Uno degli strumenti  più utile ed indispensabile all’interno di un frantoio, è senza dubbio il rovesciatore di bins (casse, cassoni, grandi contenitori ecc.). Infatti questo prezioso strumento viene utilizzato per le operazione, ormai obbligate, di movimentazione e ribaltamento di contenitori come bins, casse, cassoni, contenitori di olive.

Lo staff di FrantoiOnline.it ha testato il rovesciatore, ribaltatore idraulico della ditta CM s.r.l., riportiamo di seguito le prove effettuate sulla funzionalità, ed operatività della macchina in questione.
Il rovesciatore di bins è stato montato su un carrello elevatore (colloquialmente chiamato anche muletto) alimentato a batteria.

Movimentazione contenitore/i bins

Apportate le necessarie regolazioni per un più fluido e corretto funzionamento (intervenendo sulla valvola brevettata che consente tramite un solo comando, sfruttando una sola linea idraulica a doppio effetto, il bloccaggio e successivo rovesciamento del bins), abbiamo da subito, in modo da prendere dimestichezza con l’attrezzo, iniziato con le prime movimentazioni dei cassoni contenitori bins.
Dalle prime operazioni, all’interno del frantoio, si è capito che il rovesciatore idraulico CM modello 165 FLAP è un attrezzo robusto e di facile operatività. Tutte le normali operazione di posizionameto e organizzazione dei contenitori bins, sono state eseguite senza nessuna particolare difficoltà.

Ribaltamento rovesciamento del contenitore bins

Conclusi i primi espedienti con la movimentazione siamo passati alla parte più delicata e importante, e cioè il ribaltamento del contenitore bins.
Questa delicata operazione, viene eseguita dall’operatore con una certa sicurezza, grazie al doppio serraggio del cassone, infatti dal video potete osservare con quanta precisione e sicurezza (vedi il doppio serraggio segnalato con cerchi nel video) viene rovesciato tutto il contenuto presente all'interno del contenitore bins, in questo caso olive, esclusivamente azionando una sola leva.
Il nuovo modello 165 FLAP, a differenza del suo predecessore 165 S/SA 15 (o modelli similari) non ha il braccio blocca cassone bins (che dal centro, ruota dall’alto verso il basso) ed è quindi molto più utilizzabile in ambienti meno spaziosi e con limitata altezza in verticale.

(clicca sulla foto per ingrandire)

modello 165 FLAP

clicca sulla foto per ingrandire

modello 165 S/SA 15
(già in possesso presso
il frantoio Preiti)

Con il braccio presente nel modello 165 S/SA 15 (vedi foto a lato) si riscontra una certa difficoltà o addirittura impossibilità nel posizionamento di una coppia di contenitori bins (presi insieme), da porre su un numero di contenitori bins già posizionati in pile. Da segnalare che, a fine operatività dell'attrezzo, bisogna alzare al massimo o abbassare al massimo il braccio per evitare possibili urti con lo stesso.
Altro inconveniente da non sottovalutare, del modello 165 S/SA 15, è la possibilità, in caso di errore dell’operatore, di far ruotare la parte finale del braccio all’interno del contenitore, con il conseguente danneggiamento dei frutti in esso contenuti.

Conclusioni:

Il rovesciatore modello 165 FLAP si è dimostrato immediatamente un valido attrezzo per la movimentazione e il rovesciamento di contenitori bins. Quasi immediatamente, dalla sua prima messa in opera,  si acquisisce padronanza della macchina e si possono apprezzare le innovative caratteristiche del sistema di rovesciamento ideato dall’azienda CM s.r.l., che sono:

  • è applicabile a tutti i tipi di carrelli elevatori e macchine operatrici;
  • viene fornito ed equipaggiato di valvola brevettata che consente il bloccaggio e successivo rovesciamento del bins con un solo comando;
  • innovativo sistema di serraggio dei bins, che evita ogni contatto fra macchina e prodotto nel rispetto delle più severe normative in merito all'igiene degli alimenti.
  • sistema di aggancio/sgancio rapido e tubi idraulici di alimentazione.

I pregi:

  • facilità di utilizzo e ottime prestazioni;
  • valvola che sfrutta una sola linea idraulica a doppio effetto
  • sistema di serraggio dei bins, che evita ogni contatto fra macchina e prodotto

I difetti:

Non si sono riscontrati difetti particolari legati alla macchina e al suo utilizzo che rimane di estrema semplicità.


Consulta la scheda tecnica dei rovesciatori idraulici C.M. s.r.l. ->

Consulta la sezione Test Drive olearie