Xylella, i produttori rifiutano i diktat

Xylella, i produttori rifiutano i diktat: ‘Pianteremo un milione di ulivi

Protesta anche da parte dei vivaisti che chiedono un incontro a Emiliano


“Non siamo disposti ad accettare le imposizioni di quanti stanno facendo morire i nostri alberi, e diciamo ‘no’ a un’Europa che vieta il reimpianto di ulivi nel Salento”. Sul caso Xylella a tuonare, stavolta, sono i produttori dell’associazione “La Voce dell’ulivo” che minacciano di piantare un milione di ulivi tra Lecce e Brindisi per ripopolare un territorio devastato dalla grave epidemia. “La nostra intenzione - dicono - è quella di acquistare alberelli dai vivai salentini e piantarli a febbraio, il momento più propizio, per sostituire quelli malati e tagliati”. Secondo i rappresentanti degli agricoltori, in questi due anni ci sarebbero state solo carte bollate, con l’unico risultato di aver provocato l’inesorabile disseccamento delle piante senza alcun vantaggio visibile. Il Ministero, intanto, ha inviato alla Commissione europea la relazione circa le misure di contrasto adottate per arginare l’infezione. Secondo i dati, il territorio italiano è ufficialmente indenne dalla Xylella fastidiosa, ad eccezione del Salento, nelle province di Lecce e Brindisi. Oltre 33mila, sinora, le ispezioni effettuate lungo lo Stivale, dal Corpo Forestale dello Stato, che ha verificato i possibili focolai e, in particolare in Puglia, il rispetto delle cosiddette buone pratiche agricole, unica arma in grado di abbattere sensibilmente il rischio contagio.
Tra i danneggiati dalla #Xylella, però, ci sono anche i vivaisti, con l’intero mercato delle piante ornamentali che già risente dell’epidemia. Leonardo Capitanio, vicepresidente nazionale dell’Anve, l’associazione nazionale vivaisti esportatori, ha lanciato l’allarme e ha chiesto un incontro urgente al governatore Emiliano, in quanto il settore rischia di essere coinvolto nei provvedimenti restrittivi in Puglia e nel resto d’Italia. “C’è già una grave emergenza vivai nella zona del Salento - ha spiegato Capitanio - dove è vietata la piantumazione e la movimentazione di una lunga lista di specie arboree, ornamentali e frutticole, segno che il problema non è solo dell’ulivo”. A rischio, insomma, ci sono piante mediterranee come l’oleandro, il rosmarino, la ginestra, il mirto e altre specie utilizzate per decorare ville e resort. Il 9 luglio, a Bruxelles, è fissata una nuova riunione del Comitato fitosanitario europeo in cui verranno probabilmente decise misure restrittive e aggiuntive. Capitanio chiede ora a Emiliano di essere al fianco dei vivaisti, un comparto che a livello nazionale occupa oltre 32mila unità lavorative, per un giro d’affari di quasi 2 miliardi di euro, 20% dei quali solo in Puglia.
 
fonte: Informazione Libera

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