Adotta un Ulivo secolare per salvare il territorio

Un quarto degli uliveti italiani è in stato di abbandono, e quando un uliveto (soprattutto se è secolare) viene abbandonato rischia di essere perso per sempre, perché diventa una boscaglia ed è facile preda degli incendi, e successivamente dalle frane.

Perché è necessario adottare un ulivo secolare?

Diverse zone olivicole italiane, sono caratterizzati da uliveti secolari. Essi risultano spesso non compatibili con le normali tecniche di conduzione dell’olivicoltura moderna, basate sulla ricerca dell’ottimizzazione dei costi delle principali operazioni colturali (potatura e raccolta soprattutto), e quindi sono destinati al completo abbandono.

La mancanza di tecniche di conduzione adeguate o di valide alternative (riconversione/ristrutturazione, utilizzazione alternativa delle produzione) rischia di determinare un progressivo abbandono degli oliveti secolari e del territorio, compreso lo spopolamento dei piccoli borghi.

Quali implicazioni comporta l'abbandono degli ulivi?

A) SOCIALE: a fronte di ricavi non remunerativi da oltre un decennio è in atto l'abbandono degli uliveti secolari, che in passato erano una fonte di reddito per molti contadini e quindi utile per evitare lo spopolamento dei piccoli borghi rurali del Bel Paese.

B) AMBIENTALE: l’abbandono degli uliveti determina maggiori pericoli di incendio ed in generale una diminuita tutela ambientale, che comporta un dissesto idrogeologico diffuso.

C) PAESAGGISTICO: l'abbandono comporta la perdita del paesaggio italiano, dove gli oliveti secolari hanno una indubbia funzione naturalistica e paesaggistica non ancora sufficientemente sfruttata.

Perché aderire e quali sono i vantaggi?

raccolta-delle-olive

Il progetto "Adotta un Ulivo secolare" del portale web storico Frantoionline.it è un'iniziativa che si prefigge di contribuire:

1) a promuovere la cultura dell'olio extravergine di oliva biologico monovarietale ottenuto da olive provenienti da cultivar autoctone (oltre 500 cultivar da tutelare diffuse in tutta Italia, in 18 Regioni su 20) con alte concentrazioni di polifenoli;

2) salvaguardare gli ulivi secolari non più redditizi, recuperare gli oliveti abbandonati da più anni che spesso vengono distrutti dagli incendi estivi, e preservare gli olivi coltivati nei territori con elevato rischio idrogeologico;

3)  per sviluppare un'agricoltura eco-sostenibile, promuovere un turismo rurale teso a valorizzare la storia, la cultura contadina e i piccoli borghi dell'entroterra (che rischiano di scomparire);

4) salvaguardare il paesaggio, il patrimonio di antichi sapori e di tradizioni contadine (messe a dura prova dalla globalizzazione e dal cambiamento climatico);

5)  favorire il ricambio generazionale in agricoltura/olivicoltura ed ampliare le piccole aziende agricole/frantoi oleari esistenti condotte da giovani agricoltori/frantoiani;

6) tutelare e promuovere il prodotto principe della Dieta Mediterranea, riconosciuta dall'UNESCO Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità;

7) Infine, attraverso l'adozione a distanza di un albero di ulivo secolare si ha diritto all'acquisto certificato dell’olio extravergine biologico, prodotto dalle olive raccolte dagli ulivi secolari.

Soluzioni gestionali e tecniche adottate per salvare gli ulivi secolari

ricerca e università

💡 Attraverso l'agricoltura di precisione e l'intelligenza artificiale prevenire le malattie degli ulivi secolari ed ottimizzare i processi della coltivazione come irrigazione e concimazione.

💡 Costituire una filiera olivicola basata sull'utilizzo degli oliveti secolari nelle zone olivicole dove sono maggiormente presenti, convergendo ad una economia circolare che tutela l'ambiente ed evita lo spopolamento dei piccoli borghi.

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