Aumento della produttività olivicola attraverso l’impollinazione artificiale

Aumento della produttività olivicola attraverso l’impollinazione artificiale tramite droni

L’olivo produce un’elevata quantità di fiori che allegano in percentuale molto bassa (1-3%). Su questo può incidere anche una ridotta impollinazione, nonostante sia spesso considerata una coltura con un’abbondante fioritura che si adatta facilmente agli ambienti mediterranei, sono molteplici gli aspetti che impediscono un'allegagione proporzionata negli oliveti e una produzione quantitativamente soddisfacente e costante negli anni.
Il polline dell’olivo viaggia trasportato dal vento anche per lunghe distanze. In particolari condizioni, come ad esempio l’umidità dell’aria, germina prima del dovuto, risultando poi inefficace ai fini riproduttivi.

Finora l’impollinazione artificiale non è mai stata applicata in maniera estesa sull'olivo. Eppure questa tecnica è oggi una realtà consolidata in molte specie arboree. Sulla base di alcune prove effettuate da aziende olivicole nell’area del Garda e in Toscana, la sua applicazione in olivicoltura potrebbe costituire una soluzione in grado di incrementare la produttività degli oliveti esistenti del 20-25%.

Il progetto, denominato “Olimpolli Montagnani” (l’impollinazione assistita in olivicoltura con l’ausilio di droni), finanziato con fondi europei, ha visto la costruzione di un gruppo operativo formato da Tenuta Montagnani, Coldiretti Toscana con il proprio Centro Servizi alle Imprese CAICT Srl, Ivalsa CNR e Università degli Studi di Siena.

L’obiettivo del progetto Olimpolli Montagnani è quello:
- di studiare gli aspetti legati all'impollinazione artificiale degli impianti di olivo.
- di incrementare la produzione olivicola, distribuendo polline, precedentemente conservato con particolari tecniche che prevedono l’utilizzo dei droni.

Il progetto prevede la messa in funzione, all'interno di alcune aziende agricole olivicole, di un sistema per controllare, tramite droni, della fioritura e distribuzione del polline sui fiori, verificandone l’allegagione estiva e quella a raccolta.

Tenendo conto di diversi contesti pedoclimatici, grazie al Progetto “Olimpolli Montagnani” è possibile mettere a punto i possibili sistemi di impollinazione artificiale negli oliveti verificandone:

-l’effetto sull’allegagione
-la produttività in relazione allo stress della pianta
-la redditività/ha

Il polline, ancora attivo, viene raccolto direttamente dalle piante. Questa operazione può essere fatta dagli olivicoltori, oppure possono decidere di acquistare tale prodotto da terzi, in quanto esistono già aziende specializzate in questo tipo di operazione che vendono polline di olivo a case farmaceutiche per produrre antistaminici. Una volta raccolto e tolte le impurità, il polline, in condizioni ideali di temperatura e umidità, può essere conservato e utilizzato l’anno successivo.

Qual è l’obiettivo del progetto “Olimpolli Montagnani”?

E’ quello di dare nuove opportunità di sviluppo al settore olivicolo, rendendo questa coltivazione adeguatamente remunerata per l’agricoltore. L’utilizzo del drone, ormai alleato dell’agricoltura di precisione, risulta fondamentale per ottimizzare costi.

Nel nostro caso, ci permette di poter applicare il polline su un ettaro di oliveto (circa 300 piante) in pochi minuti rispetto a qualche ora di un ipotetica applicazione manuale. Oltre ai vantaggi produttivi e di conservazione del paesaggio olivicolo, questo progetto risulta interessante anche dal punto di vista occupazionale, in quanto potranno nascere nuove figure professionali che ruotano intorno a tutta la filiera.
Il progetto nasce per preservare l’olivicoltura tradizionale italiana, ma può essere applicata anche a tipologie di impianti come i superintensivi”.

Vedi anchecome aumentare la fioritura e l'allegagione dell'olivo mediante la concimazione

Author: ToreJeo

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