Campagna Olearia 2019-2020: Previsione Produzione Olio di Oliva in Italia e prezzi olio.

PREVISIONE PRODUZIONE OLIO DI OLIVA IN ITALIA PER LA CAMPAGNA OLEARIA 2019 - 2020

La Campagna Olearia 2019/2020 è appena iniziata in diverse aree olivicole italiane, e si prevede che in Italia la produzione di olio di oliva sarà di circa 315.000 tonnellate di olio (dati di previsione di Coldiretti), in crescita del *+80% rispetto alla  precedente campagna olearia 2018/2019 che con le 172.000 tonnellate prodotte (dati Ismea - Agea) si è rilevata la peggiore degli ultimi 30 anni.
Invece, secondo la recente l’indagine condotta da CIA, Italia Olivicola e AIFO nella campagna olearia 2019/2020 si dovrebbero superare le 330.000 tonnellate di olio di oliva.

Purtroppo, nonostante i toni trionfalistici della stampa italiana, la previsione di produzione della Campagna Olivicola-Olearia in corso resta ancora lontana dagli standard di un'annata olearia ordinaria (in media 450.000 - 550.000 tonnellate di olio), infatti si prevede al di sotto della media degli ultimi 10 anni, quindi sarà la campagna olearia di carica più scarsa dell'ultimo decennio.
In diverse zone olivicole sono già due anni consecutivi di scarica.

Andamento della produzione nazionale di olio dal 2009 a oggi.

Fonte: Edagricole. Andamento della produzione nazionale di olio dal 2009 al 2019.

* Quindi il segno positivo non deve ingannare, proprio perché la campagna olivicola - olearia dello scorso anno è stata la peggiore degli ultimi 30 anni.

Infatti, se si fa un raffronto con le due precedenti campagne olearie di carica: campagna 2015/2016 (474.620 tonnellate di olio di oliva prodotto) e  la Campagna Olearia 2017/2018 (428.922 tonnellate di olio), la produzione prevista (di 330.000 tonnellate di olio) per la Campagna Olearia 2019-2020 presenta un trend negativo preoccupante, segno evidente che la ripresa produttiva rimane molto lontana, sia per colpa del cambiamento climatico, per la devastante Xylella, il tripide e da qualche anno la cimice asiatica, e sia per la totale assenza di interventi seri e rapidi per far ripartire l'olivicoltura italiana.

Nel nord Italia sono previsti crolli produttivi dal 50% fino al 95%:

- In Liguria è previsto un calo che sfiora il -50%, nelle rimanenti regioni un calo drastico con un picco massimo in Lombardia e nel Veneto (-65%), sul lago di Garda  il calo di produzione è stimabile intorno al 95%, causa principale il cambiamento climatico. Chiesto lo stato di calamità naturale alle Regione Veneto e Lombardia.

Mentre nelle regioni dell'Italia centrale la previsione di produzione oscilla tra il -30% dell'Umbria fino al +55% delle Marche:

- Nelle Marche in un'annata segnata da un inverno mite, mentre il mese di maggio è stato il più freddo degli ultimi 60 anni, ad ogni modo si stima un aumento della produzione di circa il +55% rispetto alla tragica campagna precedente che ha segnato oltre un -60%.

- In Abruzzo è previsto un + 50% (rispetto alla disastrosa campagna precedente) con una alternanza di zone a buona produzione e zone meno produttive con una distribuzione che si caratterizza per fasce altimetriche.
Lungo la fascia litoranea del pescarese si osserva un calo produttivo dell'ordine del -20%. Nella fascia pre-montana e in montagna ci si attendono dei buoni risultati. Nel teramano la produzione si presenta a macchia di leopardo con aree in cui alcune aziende non reputano valga la pena di raccogliere. Il monitoraggio della produzione sul territorio fa stimare una riduzione del -50% rispetto allo scorso anno.
Per la provincia di Chieti, che è quella che maggiormente incide sulla produzione regionale, si stima invece un incremento di circa il +70%.

- Nel Lazio, su prevede una produzione in calo di oltre il -20% , sopratutto nelle zone collinari a causa del freddo tardivo di maggio, qualche problema può presentarsi per il caldo record di ottobre, ad ogni modo si produrrà meno olio extravergine di oliva, con un calo di produzione che va oltre il -50%, nelle zone dove è previsto un aumento di produzione rispetto alla campagna precedente, come a Cori in provincia di Latina, è previsto comunque un calo rispetto alla media delle annate precedenti di carica.

-  In Toscana è previsto un -20%, in alcune zone, ci potranno essere perdite anche più consistenti nella zona centrale della regione con cali di produzione anche del 30 - 50% tra le province di Firenze, Siena e Arezzo, e nelle zone interne della provincia di Lucca e di Pisa. Nella fascia costiere e nel sud grossetano è prevista una annata di carica.

- In Umbria si prevede un calo di oltre il -30%, specie tra Spoleto e Terni sempre a causa della fioritura tardiva e della siccità.

- In Sardegna nonostante le previsioni rosee con un +183%,  vengono segnalati delle aeree di produzione con problemi di cascola.

Procedendo verso il sud dell'Italia, quindi nelle aree olivicole più produttive, abbiamo la regione Puglia che fa da traino produttivo per l'intero Paese, produrrà il 60% dell’olio di oliva italiano:

Previsione di Produzione olio 2019.

Fonte: CIA - Italia Olivicola - A.I.F.O.

- In Puglia, tranne che nel Salento dove previsto un crollo produttivo di oltre il -50% per colpa della Xylella , si prevede una annata eccellente con un +175% sulla pessima campagna olearia precedente. La Puglia da sola produrrà quasi il 60% dell’olio extravergine d’oliva nazionale. Sono le province di Bari, Bat e Foggia a primeggiare, quelle più colpite dalle gelate del 2018.

- Situazione ottima in Basilicata (+340%), discreta in Campania (+52%) e nel Molise (+40%), anche se a macchia di leopardo, comunque si prevede una produzione regionale in crescita rispetto alla campagna olearia precedente.

Ripresa a doppia cifra rispetto all'annata 2018/2019 per altre Regioni del Sud Italia, ma comunque quasi sempre sotto la media del potenziale produttivo olivicolo regionale:

In Calabria è previsto un +116% (sempre rispetto alla disastrosa campagna precedente), che conserva la seconda piazza tra le Regioni italiane davanti alla Sicilia.
La produzione olivicola - olearia è a macchia di leopardo, bene nel Crotonese, alto Jonio cosentino, lunga la costa Jonica e Tirrenica è prevista una buona produzione, mentre si registrano una produzione al di sotto del potenziale in ampie zone produttive del Vibonese e del Reggino, dove durante la fioritura gli effetti delle temperature fredde di aprile e di maggio, specie nell'entroterra,  hanno compromesso la produzione.

Nonostante che per la Sicilia si possa stimare una annata in crescita del +35% di produzione in più rispetto alla disastrosa campagna del 2018/2019 che porterebbe il quantitativo stimato a superare le 24.000 tonnellate di olio di oliva.
La produzione olearia siciliana è infatti stimata meno della metà di quella espressa in passato in annate di carica.

Due fenomeni meteorologici hanno spezzato le speranze degli olivicoltori siciliani: il vento di scirocco che in alcune zone ha letteralmente bruciato la mignola, specie nelle province orientali (nella zona di Marsala, ad esempio, quasi la totalità della produzione è andata persa per questo motivo) e l’elevata umidità atmosferica che ha appesantito il polline facendolo precipitare sul terreno invece di essere disperso dal vento.

Ci sono poi zone olivicole in cui la produzione si è salvata grazie al diverso comportamento delle cultivar. Per le province di Catania, Siracusa la campagna si presenta complessivamente discreta, una mezza carica.
In provincia di Palermo la produzione viene stimata in crescita, raddoppiata rispetto all’anno precedente.

Previsione prezzo olio di oliva per la Campagna Olearia 2019 - 2020

Il mese di Ottobre 2019, sta segnando le prime operazioni di frangitura nei frantoi oleari in Sicilia , in Puglia e in  Calabria,  a seconda delle zone olivicole e delle cultivar.
Le ultime notizie che giungono dalle varie aree olivicole riguardante la nuova produzione, al momento (in data 21/10/2019), sembrano essere positive sul piano della qualità dell'olio prodotto, mentre per le rese è ancora presto per formulare una tendenza.

Resta il fatto, tuttavia, che l’olio italiano a disposizione è molto limitato e che si vive una fase di temporanea transizione in attesa del nuovo olio prodotto e della nuova Campagna Olearia appena iniziata.

Tenendo conto che la previsione "ottimistica" della produzione mondiale di olio di oliva aumenterà tra 2% e il 3% nella Campagna Olearia 2019-2020, dai primi dati globali provvisori dei principali concorrenti dell’Italia su scala mondiale relativi alla campagna di produzione dell’olio di oliva 2019/20, evidenziano che la Spagna dovrebbe produrre 1,35 milioni di tonnellate di olio d’oliva, un po’ meno rispetto al 1,77 milioni di tonnellate dell’anno precedente, mentre la Grecia raggiungerebbe le 300 mila tonnellate di olio di oliva, in crescita rispetto alle 185 mila tonnellate della campagna olearia precedente.
Rimane l'incognita dei dazi U.S.A. sull'olio spagnolo, e sulla produzione della Tunisia dove è previsto un aumento di produzione record, fattori che possono destabilizzare il prezzo mondiale dell'olio di oliva.

In Italia su alcune piazze, dove ci sarà una scarsa produzione, è probabile che il prezzo dell'olio subirà degli aumenti specie per la categoria Extra Vergine, Olio IGP e DOP.

Salvatore Tripaldi

Author: ToreJeo

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