Causa maltempo, rischio calo del 50% della produzione di olio

Verso un crollo record della produzione di olio di oliva in Italia

In Italia,  il settore olivicolo è stato tra i più danneggiati dal maltempo che ha investito diverse zone di produzione olivicola. Bombe acqua, grandinate e venti forti, che sommati ai danni per il gelo di inizio 2018 (l'anno nero dell'olivicoltura italiana), hanno definitamente compromesso la Campagna Olearia 2018/2019,  il raccolto delle olive è andato perso, e quasi 30 milioni di alberi di ulivo sono stati danneggiati compromettendo anche la produzione per i prossimi anni.

Si riscontrano danni quasi ovunque, la situazione in Puglia è particolarmente critica, regione già colpita dalla Xylella e dalle gelate, sebbene tutte le regioni abbiano riportato danni significativi, dalla Sicilia alla Liguria e dalla Calabria al Lazio.

Secondo le stime iniziali, in cui si prevedeva una diminuzione record della produzione nazionale del 38% a causa delle gelate registrate lo scorso febbraio/marzo 2018, alla luce dei danni causati dal maltempo di questi mesi, la produzione olearia è destinata a peggiorare ancora di più, con il serio rischio di raggiungere il 50% in meno rispetto alla Campagna Olearia 2017/2018. Un nuovo record negativo in soli tre anni.

In questo contesto è facile capire l'importanza di un piano nazionale per l'olio d'oliva che non solo aumenta la superficie olivetata con nuovi oliveti, ma che sia orientato all'olivicoltura 4.0 per mitigare gli effetti devastanti del cambiamento climatico, per ottimizzare i costi di produzione, migliorare e valorizzare un patrimonio di biodiversità unico al mondo, con 533 varietà olive, e con record in Europa nel numero di oli extra vergini di oliva con DOP e IGP.

Nessun commento ancora

Lascia un commento

E' necessario essere Accesso effettuato per pubblicare un commento