Nei pochi articoli pubblicati in questi anni da Frantoionline.it si è sempre evidenziato il costante crollo produttivo della produzione di olio di oliva in Italia. Uno dei prodotti simbolo del Made in Italy agroalimentare rischia di scomparire.
Produzione olio di oliva italiano in costante calo
Ogni anno impazzano le previsioni di produzione della nuova campagna olearia italiana, ma rimane una costante che in molti ignorano: il costante crollo produttivo che ha di fatto dimezzato la produzione media italiana negli ultimi due decenni.
⇑ In alto, il grafico della produzione dal 2009 al 2022, dove si evince il calo della produzione media.
Nella campagna olearia 2023/2024 la produzione nazionale è risalita a circa 320 mila tonnellate.
Per la campagna olearia 2024/2025 come previsione produttiva vede l’Italia scendere al 5° posto su scala mondiale, con una previsione di 210.000 – 230.000 tonnellate di olio di oliva italiano.
Un crollo produttivo che sta minando l’intera filiera olearia, per decenni vanto del Made in Italy agroalimentare.
Crollo produttivo olio d'oliva, le cause

Ulivo secolare in fiamme. Ph by Salvatore Tripaldi
In Italia non siamo più in grado di produrre neanche l’olio di oliva per il consumo nazionale.
Le cisterne sono spesso vuote anche per due campagna olearie consecutive, intere zone olivicole rischiano di scomparire per diverse cause, di seguito alcune: cambiamento climatico, speculazione, xylella e altre fitopatologie, incendi per l’abbandono degli uliveti a causa del mancato cambio generazionale, mancanza di manodopera, burocrazia elevata specie per i piccoli produttori/frantoi, aumenti dei costi lungo tutta la filiera olearia.
Eppure in questi ultimi mesi, nonostante la carenza cronica di olio di oliva a livello mondiale, sui canali social sono apparse delle offerte di olio extravergine italiano a prezzi al di sotto dei prezzi di mercato all’ingrosso.
Nonostante in questo decennio si è fatto molto per tracciabilità della produzione olearia, soprattutto a carico dei frantoi oleari, qualcosa non torna.
I dubbi sono i seguenti:
1) i dati della produzione di olio di oliva italiano sono attendibili?
2) l’olio di oliva etichettato come Made in Italy, in commercio nei canali distributivi italiani ed esteri, è 100% italiano?
Nonostante la tecnologia ha fatto passi da gigante, si continua a non potenziare gli enti preposti al controllo.
Chi ha distrutto la filiera olearia italiana?
Il declino produttivo è imputabile a molteplici fattori, precedentemente citati, si aggiunge una mancata programmazione sia a livello europeo, nazionale che regionale, con la complicità delle organizzazioni di categoria, che hanno contribuito al crollo produttivo non più in grado di garantire una produzione nazionale che consente all’olio di oliva Made in Italy di mantenere i volumi di vendita nei mercati internazionali conquistati nel secolo scorso.
Dopo i noti marchi, venduti all’estero, abbiamo perso la credibilità produttiva. Una vergogna senza fine che nessuno ha cercato di porre rimedio.
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