Fioritura ed allegagione dell’Olivo

Fioritura ed allegagione sono fasi molto delicate e di fondamentale importanza per ottenere produzioni abbondanti nell’olivo.

Fioritura ed allegagione dell'olivo

L’equilibrio vegeto-produttivo dipende dalle caratteristiche genetiche, dalla temperatura, dalla luce e dal complesso dei fattori ambientali, con una temperatura diurna compresa tra i 20 e i 25 °C, una ventosità diffusa e costante, poca pioggia, soprattutto quando i fiori sono aperti.

I fiori dell’olivo, sono piccoli , bianchi ed inodori, tetrameri actinomorfi, riuniti in panicoli ascellari a loro volta contenuti in una infiorescenza che prende il nome di mignola che può contenere dai 10 ai 40 fiori. I fiori possono essere di tipo staminifero o di tipo ermafrodita.

La mignolatura e di conseguenza la fioritura sono scalari iniziando dalla parte di pianta esposta a sud.  L’impollinazione è di tipoanemofila (trasporto del polline ottenuto dal vento).

L’olivo presenta una generosa produzione di fiori seguita però generalmente da una bassa allegagione e da un’elevata degenerazione e abscissione degli ovari.
La bassa percentuale di fiori portati a frutto nell’olivo, va ricercata principalmente nel fenomeno dell’autoincompatibilità, ovvero quando il polline di una determinata cultivar non è in grado di fecondare gli ovuli presenti nei suoi fiori, ma anche, in misura secondaria, dal grande numero di fiori staminiferi e alla caduta

La fioritura avviene nel periodo maggio-giugno a secondo della zona climatica e dal cultivar.
Il processo di impollinazione ed allegagione nell'olivo è spesso soggetto a varie interferenze che ne condizionano l'esito; a fronte di una produzione di fiori molto abbondante, si ritiene che una allegagione del 2-3% di essi sia sufficiente a garantire un buon raccolto.

Ciò nonostante capita frequentemente che l'allegagione risulti molto scarsa.
Questo dipende spesso dall'andamento climatico nel periodo fiorale (l'olivo predilige un clima temperato-umido), da carenze nutrizionali, da carenze idriche, oppure da eccessivo carico produttivo nella precedente annata, da debilitazioni subite dalla pianta (gelate invernali) o da un eccessivo ritardo nella raccolta delle olive.

ALTERNANZA DI PRODUZIONE NELL'OLIVO

L’Olivo, come altre specie perenni frutticole, viene interessato dal fenomeno noto come “alternanza di produzione” dove a un’annata di abbondante produzione (detta “di carica”) ne segue una con produzione scarsa (detta “di scarica”).

In genere il ciclo è biennale ma in condizioni sfavorevoli l’annata di scarica può protrarsi anche a due o tre anni. L’alternanza si realizza sia a livello di comprensorio olivicolo ma si può individuare anche in un gruppo di alberi di un oliveto o nello specifico anche all’interno della chioma di un singolo albero notando branche con buona carica di frutti e altre con scarsa o nulla carica.

Il meccanismo complesso di induzione a fiore e fruttificazione dell’olivo, coinvolto in questo fenomeno, non è ancora completamente definito, tuttavia sono abbastanza note le cause che portano alla manifestazione di alternanza:
- riduzione della crescita di nuovi germogli con conseguente riduzione del numero di nuove gemme laterali formate;
- considerevole riduzione della percentuale di gemme laterali che svilupperanno fiori nel mese di febbraio.

La biologia di fruttificazione dell’olivo, si compie nell’arco di due anni: il fiore e il frutto si sviluppano a partire dalle gemme a fiore che si formano su un ramo dell’anno precedente. Questo aspetto è cruciale per capire il fenomeno dell’alternanza. Infatti il ridotto numero di nodi e di gemme differenziate a fiore deriva da un ridotto accrescimento del germoglio dell’anno precedente.
Il ridotto accrescimento del germoglio è causato da una forte carica di frutti, poiché questi competono a livello nutrizionale avendo priorità di assorbimento rispetto ai germogli.

Azoto e potassio, nelle annate di carica, vengono infatti preferenzialmente dislocati ai frutti piuttosto che alla vegetazione; al contrario, nelle annate di scarica, è la vegetazione che accumula più elementi minerali e sostanza secca.
Ecco allora che nell’annata con abbondante fioritura e allegagione e conseguente produzione elevata si riduce l’accrescimento dei germogli, e da qui parte lo scompenso che porta all’alternanza.

Nell’olivo è quindi la crescita vegetativa dell'anno in corso a determinare la produzione dell’anno successivo, crescita a sua volta influenzata dalla carica fruttifera.
Il fenomeno continua con il perdurare di questa condizione di squilibrio.

Altri fattori che aumentano in maniera diretta o indiretta il fenomeno dell’alternanza, sono:

- Raccolta tardiva delle olive e permanenza dei frutti sull’albero;
- Elevate umidità nelle fasi di fioritura e allegagione (scarsa mobilità del polline);
- Temperature molto basse o elevate congiunte a bassa disponibilità idrica alla fioritura;
- Attacchi parassitari ai fiori (tignola o tripide o cavallette)
- Fabbisogno in freddo.

COME LIMITARE L’ALTERNANZA DI PRODUZIONE

Va detto da subito che l’alternanza di produzione è un fenomeno che non si può azzerare. Tuttavia lo si può limitare mettendo attenzione sulle pratiche colturali e le scelte gestionali dell'oliveto.

Partendo dalle pratiche colturali, irrigazione, concimazione e potatura hanno influenza sull’attenuazione dell’alternanza.

- L’irrigazione, in caso di carenza d’acqua, è pratica da adottare in particolare in due fasi distinte del ciclo: alla fioritura-sviluppo iniziale del frutticino e nel pieno ingrossamento del frutto (agosto/settembre). Oltre a sostenere la crescita della drupa, soprattutto nella prima fase, sostenere i consumi idrici in caso di siccità, consente di aumentare numero di fiori ma anche di sostenere un buon sviluppo del germoglio anche nelle annate di carica.

- La concimazione, serve a sostenere i fabbisogni della pianta e prevenire possibili carenze nutrizionali. Devono essere equilibrate per non alterare l’equilibrio vegeto-produttivo della pianta ma soprattutto costanti tutti gli anni, non commettendo l’errore (soprattutto per la concimazione azota) di eseguirle solo dopo un’annata di carica portando ad un eccessivo rigoglio vegetativo.

- La potatura, oltre a contenere lo sviluppo dell’albero entro un certo range, serve per rinnovare i rami a frutto e per dare un’opportuna aerazione della chioma e per favorire la penetrazione della luce all’interno della stessa.
L’intensità della potatura va fatta sulla base della produzione dell’annata precedente: intensa dopo un'annata di scarica (per favorire l’attività vegetativa che altrimenti si troverebbe in competizione con con la prevedibile carica di frutti attesa), limitata ai tagli indispensabili dopo un’annata di carica.
Va ricordato che la maggior parte della produzione si localizza nella parte più esterna della chioma.

Olivicoltura 4.0: vedi anche ⇒ aumento della produttività olivicola attraverso l'impollinazione artificiale tramite droni.

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