Inverno in oliveto

Panorama varietale dell'olivicoltura - Cultivar nazionale - Le varie tecniche di coltivazione degli ulivi in Italia.

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Sergio Enrietta
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Inverno in oliveto

Messaggioda Sergio Enrietta » mer gen 11, 2017 10:0 1 am

Finalmente un inverno, dopo il 2012, che fu troppo, :( qui pareva scomparso e le Bactrocere continuavano a riprodursi senza ritegno.
Qui ormai sono alcuni giorni che si va sotto -5/6° e da un paio di giorni si sta sotto zero.

Avendo le pecore brucato parecchio, fin troppo :mrgreen: avevano già cominciato la potatura fin dove i denti arrivavano, il manto erboso è alquanto ridotto, quindi le mosche dovrebbero stare ben esposte al gelo, :twisted: mi piacciono le Bactrocere congelate.

Questo per ora il positivo, poi per i guai eventuali sulle chiome vedremo tra un mese e mezzo.
Per ora pecore in stalla, e io ad accudire la stufa, resto comunque ottimista.

Appena smette un po' il freddo riprendo la preparazione del terreno per a Marzo/Aprile piantare ancora un centinaio di olivi, dovrebbero essere gli ultimi, avendo finito il terreno, e anche un po' le forze sia fisiche che economiche, he he he. :mrgreen:
torejeo
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Re: Inverno in oliveto

Messaggioda torejeo » sab gen 14, 2017 5:0 1 pm

Il freddo si è fatto sentire anche nel resto della penisola, l'ulivo è una pianta molto forte, ma teme le lunghe gelate.
Dall'oliveto sperimentale alpino, sarebbe interessante capire quale cultivar è più resistente al freddo/gelo.
Sergio Enrietta
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Re: Inverno in oliveto

Messaggioda Sergio Enrietta » dom gen 15, 2017 8:0 1 pm

:D
Hai perfettamente ragione, però dal 2012 che fu eccessivo, qui l'Inverno pareva scomparso, vedremo quest'anno, per ora siamo nella media di un inverno poco freddo, anche se il tempo per soffrire c'è ancora tutto, i disastri maggiori qui avvengono a Febbraio.

Io intanto da una settimana ho chiuso le pecore in stalla, ci staranno fino a fine Febbraio, in modo che l'erba ricominci a crescere distogliendo la loro attenzione per la potatura "bassa". :lol:

Per non perdere tempo sto preparando un pezzo di terreno per questa Primavera, piantare ancora un centinaio di olivi, direi che con il 2017 chiuderò con gli ampliamenti, poi non resterà che analizzarne i risultati, che, se di rilievo, non mancherò di segnalare.
reposti69
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Re: Inverno in oliveto

Messaggioda reposti69 » mer gen 25, 2017 6:0 1 pm

Buonasera a tutti.
Da qualche parte ho letto che la pianta di ulivo può resistere al freddo prolungato per un max di 7/8 giorni.
Mentre su questo sito ho trovato questo articolo http://www.frantoionline.it/olivicoltura/ulivo-protezione-dal-gelo.html dove sono elencate alcune cultivar resistenti al freddo, sarebbe utile se Sergio ci può fornire le cultivar che meglio sopportano il freddo nel suo interessante uliveto.
ruby
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Re: Inverno in oliveto

Messaggioda ruby » dom feb 05, 2017 11:0 1 pm

Secondo i dati meteo almeno in Calabria, il mese di gennaio è risultato il più freddo è piovoso degli ultimi 5 anni.
Non risultano danni alle piante di ulivi.
Sergio Enrietta
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Re: Inverno in oliveto

Messaggioda Sergio Enrietta » lun feb 06, 2017 11:0 1 pm

In molti e anch'io, all'inizio abbiamo cercato le varietà di olivo resistenti al gelo, ma è un'inutile chimera, tempo perso. :shock:
Da cosa per ora ho potuto constatare, tra -12° e -14/15° per alcuni giorni consecutivi, gelano tutti, per la semplice ragione che sono olivi, ossia una parte di linfa sta nel loro tronco anche in inverno, per cui il gelo porta a spaccatura del tronco, o spaccature nei canali linfatici, compromettendo così per il futuro l'efficienza di tutta la chioma a monte.

Verrebbe da dire, allora siamo fregati. :twisted:
Ma non è detto.
Anche le più distruttive gelate, in ambienti comunque vocati, non hanno portato alla morte delle ceppaie, anzi il loro ricaccio ha permesso di ricostituire chiome molto fruttifere in quanto giovanili.
Certo si perdono 2/3 anni ma poi si riprende con buone produzioni.
Questo ovviamente non con tutte le varietà, alcune si riprendono, però passa molto più tempo prima che le nuove chiome producano, per cui il danno risulta più elevato.
Quindi non resta che cercare di coltivare olivi con messa a frutto più precoce, in modo da minimizzare il danno, che, secondo me è inevitabile se si raggiungono i valori su citati.
Dirò di più, secondo me passate di rame, o non concimazioni, per "sic fermare la vegetazione durante i periodi freddi, sono delle baggianate" e perdite di tempo con aggiunta di costi, però faranno riempire di chiacchiere e consulti i cosiddetti esperti che come gli stregoni, ad ogni autunno spiegano con valenza universitaria i trucchi per farla franca dal gelo.
Vale quanto accendere un cero a qualche santo.
Messa così non resta che cercare le varietà che dopo una gelata sterminante, riprendano a produrre il prima possibile.
Io per ora, ho ancora poca esperienza di post gelata, perché al 2012 avevo troppo poche varietà in prova, comunque, posso dire che sono di ottima ripresa:
Frantoio, Pendolino, Leccino, Sant'Agostino.
Media: Coratina, Phicoline, Piangente.
Scarsa o da scartare: Ascolana tenera, Santa Caterina.
Come detto, i miei dati sono per ora poco significativi, perchè vengono da un solo evento distruttivo, sarà dopo la prossima grande gelata, :mrgreen: che per quanto mi riguarda, spero arrivi il più tardi possibile, che potrò dare più valide risposte su tutto il mio parco di oltre 60 varietà.
Voi avete fretta di una risposta, ma io non ho affatto fretta di verificare. :lol:
Gelate non distruttive, qui da me in genere sono quasi garanzie di buoni raccolti, vedremo se l'annata entrante confermerà. :D
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Re: Inverno in oliveto

Messaggioda reposti69 » mer mar 08, 2017 10:0 1 am

Scusa Sergio, perché non introduci il cultivar Ottobratica (ci sono 2 o 3 varianti), le olive iniziano a maturare nella seconda metà di ottobre.
Ho trovato questo interessante articolo sulle cultivar resistenti al freddo: http://www.informatoreagrario.it/ita/riviste/vitincam/Vic1107/pag29.pdf
Sergio Enrietta
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Re: Inverno in oliveto

Messaggioda Sergio Enrietta » mer mar 08, 2017 7:0 1 pm

Ormai io ho finito, di introdurre nuove varietà, con le ultime 90 (80 Frantoio e 10 Coratina) non ne pianterò più.
Ho finito il terreno, le forze e anche i soldini, he he he.
Come già detto nell'intervento precedente, ormai ho raggiunto la mia personale certezza che ricercare varietà resistenti al gelo è solo una perdita di tempo.
Le priorità per quanto mi riguarda sono:
- Buona qualità dell'olio, in base ai valori chimici che la varietà permette.
- Buona conservabilità.
- Buona fruttificazione in tutti i contesti.
- Buona resistenza alla Bactrocera.
- Facilita di raccolta.
- Buona ripresa dopo una gelata distruttiva.
- Precoce inoliazione.
- Buona resa al frantoio.
Le varietà sopra citate, sopratutto Frantoio qui da me non hanno rivali.
Ovviamente ogni territorio ha le sue peculiarità, e quindi sarebbe molto sbagliato se le mie esperienze volessi anche considerarle valide per areali diversi.
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Re: Inverno in oliveto

Messaggioda reposti69 » dom mag 07, 2017 12:0 1 pm

Quasi tutte le priorità elencate sono raggiungibili dalla cultivar Ottobratica, l'altro giorno ho notato delle piante secolari a 1.000 metri dal livello del mare.
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Re: Inverno in oliveto

Messaggioda Sergio Enrietta » dom mag 07, 2017 3:0 1 pm

Tu mi tenti, he he he, però io "non posso più" ampliare l'oliveto, comunque, se mai il caso si manifesterà di potermi procurare la cultivar Ottobratica saprò sicuramente trovare lo spazio per qualche pianta.
E' cosa buffa che sin dall'inizio ero stato incuriosito dal nome evocatore di precoci maturazioni, però alla fine mai la riuscii a trovare.

Ora ho perso quello slancio innovatore che caratterizzava gli inizi, meglio, un po' "mi hanno" fatto perdere lo slancio innovatore, ma qui apriremmo un capitolo piuttosto deprimente che riguarda chi vorrebbe fare qualcosa di appena diverso dalla piagnucola, dei bei discorsi che fanno proseliti con alla fine vuoto di contenuti materialmente quantificabili se non con altri costi, le iniziative spesso di illuminati amministratori pubblici che immancabilmente finiscono con altro debito che Pantalone ancora sarà chiamato a pagare ecc.

Insomma io sono già passato alla raccolta dei dati, l'analisi ormai è fatta, e porta a concludere che a poco vale se non per soddisfazione personale, produrre e innovare con attenzione maniacale alla natura e al suo equilibrato compromesso con l'uomo.

Mentre quindi ormai sono ampiamente convinto l'uomo si merita e meriterà ancora di più quanto per cui opera, e non sarà a me che potrà dare colpe, he he he.

Quanto alle ormai circa 800 piante dell'oliveto nato inizialmente, nel 2006 come ornamento per un nostalgico delle lanceolate e argentee chiome, non mi ha mai deluso, anzi mi ha sempre dato più di quanto il più ottimisticamente mi aspettavo, e da cui quindi anche solo per calcolo statistico mi sento di aspettare ancora interessantissimi risultati per i prossimi anni, poi verrà il tempo di partire, le mie radici non si rinnovano come quelle dell'olivo, he he he.

Insomma mi arrendo. :twisted: :mrgreen: :lol:

Non si arrendono invece gli olivi che stanno preparando una buona mignolatura, tra circa un mese e mezzo i fiori, fa effetto o no parlare di ancora tanto tempo per solo ricominciare la corsa verso il frantoio/ino. Eppure benchè con fioritura tanto tardiva che al Sud vorrebbe dire raccolto nullo, qui ancora tutto è possibile.
Al contrario dell'Inverno con le sue giornate più corte rispetto al Sud saranno quelle più lunghe dell'Estate che permetteranno la rincorsa. :D

PS Per stare in tema Inverno, ho notato su molti olivi di varietà diverse, ma in posizione particolarmente esposta per cui anche in Inverno stanno in sviluppo, ebbene parecchi rametti nei giorni con punte a (meno) - 8°hanno avuto spaccature longitudinali della corteccia, senza però portare per ora alcun danno ne alle foglie, ne alla mignolatura, la corteccia si sta saldando come se si trattasse di spaccatura da eccessiva crescita. Il buffo è che sono per varietà, quasi indistintamente colpite tutte le piante che erano nella posizione più assolata e riparata, mentre niente nelle parti più pianeggianti quindi meno assolate.
Forse solo Bianchera tra le molte varietà esaminate in ogni caso, non ha segni.

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