Forme di Allevamneto tra i più comuni nell'olivicoltura ?

Panorama varietale dell'olivicoltura - Cultivar nazionale - Le varie tecniche di coltivazione degli ulivi in Italia.

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Paolo
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Forme di Allevamneto tra i più comuni nell'olivicoltura ?

Messaggioda Paolo » ven mar 16, 2007 6:0 1 pm

Le forme di Allevamento più comuni nell'Olivicoltura Italiana sono:
Globo; Siepone ; Monocono ; Cespuglio ; Vaso Policonico.
Le forme di allevamento sono necessarie ed indispensabile per incrementare la resa ad ettaro ottenendo una precoce entrata in produzione.

Quale consigliate secondo la vostra esperienza!!!!!!!!!!!!!!!!!
Paoloadm
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Re: Forme di Allevamneto tra i più comuni nell'olivicoltura

Messaggioda Paoloadm » dom mar 25, 2007 2:0 1 pm

Io consiglio qualsiasi purchè sia fatto ogni anno o dopo 2 anni.
E' importantissimo la potatura sui rami giovani i tagi si cicatrizzano velocemente.
pino59
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Re: Forme di Allevamneto tra i più comuni nell'olivicoltura ?

Messaggioda pino59 » ven gen 07, 2011 4:0 1 pm

buon giorno sono un nuovo iscritto (molto principiante) vorrei sapere i pro e contro dell'allevamento
policonico.
grazie
Sergio Enrietta
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Re: Forme di Allevamneto tra i più comuni nell'olivicoltura ?

Messaggioda Sergio Enrietta » sab gen 23, 2016 1:0 1 pm

:D Ho riesumato questo post direi ingiustamente fermo da troppo tempo.
Grazie al freddo piuttosto pungente, alcune punte di notte a -5/6° e di giorno appena 5° all'ombra, nonché alla pigrizia, invece di lavorare al rifacimento di alcuni muri in pietra che aspettano da un paio di generazioni, :lol: mi sono letto il libro:"Potatura e forme di allevamento dell'olivo".

Il mio punto di vista è ovviamente viziato dalle condizioni territoriali piuttosto atipiche del mio oliveto sperimentale alpino.

Intanto :? noto che la maggior parte delle fonti da cui i dati, spesso incompleti per la maggior parte delle varietà da noi coltivate, sono straniere.
Niente di male, però quando si pretende almeno verbalmente, nel linguaggio del volgo e anche di più, :wink: di avere il monopolio del sapere olivicolo, forse un po' più di umiltà ci vorrebbe, anche perché ci si predisporrebbe a meglio a capire da che parte arriverà la bufera. :mrgreen:

Scagliata la frecciata di cui non posso fare a meno, veniamo al succo di 251 pagine:
:oops:
Non riesco a trovare il bandolo della matassa, a si vediamo provo:
Una moderna olivicoltura dovrebbe ridurre i costi di produzione che globalmente sono rappresentati da: Raccolta e Potatura (per potatura si intende tutto quanto sta in coda alla forma dei nostri olivi) gli altri costi essendo marginali hanno meno necessità di interventi.

Intanto, subito si può dire che il Monocono, almeno da come l'ho capito io e dal poco che per esperienza ho visto, dati i suoi alti costi di formazione, mantenimento, poca produttività, nonché infine esausti di insuccessi anche riconversione, meriterebbe il titolo di "cantonata" del secolo passato. :twisted:

Restano le varie forme di Vaso, ancora molto costose in ore di potatura, però almeno in contesti di terreno favorevole si prestano alla scuotitura meccanica.

Ci sarebbero le forme intensive, ma richiedono territori adeguati e si può contare solo su tre varietà: Arbequina, Arbosana, e Koroneiki, essendo queste varietà ormai diffuse in tutti i continenti, sarebbe inutile una rincorsa all'imitazione degli altri.

Cosa resta per lavorare poco e raccogliere molto? :lol:
Da me è il cespuglio, meglio, quanto previsto per il cespuglio, ma monocaule, almeno per minimo una spanna, questo al fine di "agevolmente" posare le reti avvolgendo il tronco.
Leggo che andrebbero eliminate le pendaglie, :? ma, da me danno ottimi risultati, e se con il Carratù, le aggancio bene da mandarle in risonanza, le olive cadono tutte.
:P
Insomma si salvi chi può. :mrgreen:

PS Dimenticavo, i risultati sulla qualità dell'olio non cambiano al cambiare della tecnica di potatura o non potatura.
riky
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Re: Forme di Allevamneto tra i più comuni nell'olivicoltura ?

Messaggioda riky » lun gen 25, 2016 9:0 1 pm

Se non ho capito male...si tratta di un uliveto in montagna con forte pendenza?
Sergio Enrietta
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Re: Forme di Allevamneto tra i più comuni nell'olivicoltura ?

Messaggioda Sergio Enrietta » mar gen 26, 2016 12:0 1 am

Altro che in pendenza, sul lato più ripido su 80 mt di larghezza da foglio catastale, devo misurare gli effettivi, in quanto il catasto misura senza tenere conto delle pendenze, ad ogni modo su quel tratto il dislivello è di circa 50 metri. Meglio non soffrire di vertigini. :lol:

L'altra parte tutta terrazzata è molto più pianeggiante con muri sui 2/3 metri.
Oggi ho fatto un giro di controllo della vegetazione, e come al solito ho notato che sulla parte scoscesa, gli olivi praticamente non hanno fermato lo sviluppo.
Questo grazie al fatto che i raggi del sole arrivano perpendicolari, scaldano le rocce che dopo restituiscono, infatti le piante si sviluppano quasi strisciando contro le pareti rocciose.

Sul resto tutto fermo ma ai blocchi di partenza, e anche alcune punte di varietà più sensibili al gelo (Kalkidiki), che avevano avuto crescite fino a un mesetto fa, poco prima del gelo, sono secche, potrei chiamarla Margaronia invernale. :lol:

Frantoio e la numerosa famiglia di varietà simili, meglio uguali ma con nomi diversi, sono impazienti di ripartire.
Tra un mesetto faccio alcune potature per liberare lo spazio tra il muro e le piante al fine di poter meglio lavorare in raccolta, sarà tutto.
Dato che non ho tracce di rogna quando poto qualche ramo, lo ripulisco sino alla dimensione del pollice, e lo porto in legnaia, lascio i rametti a terra.
Quando l'erba sarà alta, passero la trincia e tutto come al solito dovrebbe disintegrarsi.

Ovviamente nel tratto molto ripido, non posso passare la trincia, salvo una volta (l'ultima) :twisted: in discesa. :mrgreen:

Tra qualche giorno appena il gelo notturno sale sopra i -3°, riprendo a irrigare a goccia, ho parecchie talee da polloni che ho messo direttamente a dimora questo autunno che non devono soffrire il secco.
Non compro più piante, le poche di cui ancora necessito le ricavo da talee messe direttamente a dimora dove servono.
Aspetto in genere un anno poi partono perfettamente adattate e a costo 0, anzi prendendo le talee dalle piante più produttive, penso di evitare cattive sorprese.
Biancy
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Re: Forme di Allevamneto tra i più comuni nell'olivicoltura ?

Messaggioda Biancy » lun dic 19, 2016 5:0 1 pm

Ciao a tutti sono nuovissimo (primo post), mi sto ambientando, da quello che leggo sono molto interessato a ciò che scrive Sergio Enrietta, anche io sono uno che prova a sperimentare, non di certo hai tuoi livelli, per iniziare mi interesserebbe sapere in che periodo produci le talee.

Per quanto mi riguarda (per tornare all'argomento) il policonico sembra l'allevamento più quotato, anche se sto provando metodi alternativi tipo cespuglio, mi sembra che le piante rispondano meglio al freddo, ma è ancora presto per dimostrarlo...
Sergio Enrietta
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Re: Forme di Allevamneto tra i più comuni nell'olivicoltura ?

Messaggioda Sergio Enrietta » mar dic 20, 2016 11:0 1 am

Il periodo che meglio mi da risultato è "Questo" vale a dire fine Novembre e Dicembre se il freddo non scende sotto i -3°.
Altrimenti appena la temperatura risale sopra lo zero.
Le talee devono essere interrate entro 10/15 cm non di più.
Devono provenire di preferenza da ricacci basali, avere solo poche foglie diciamo tra 3 e 10.
La parte di legno sporgente dalla terra dovrebbe essere in peso, inferiore alla parte sotterranea, questo al fine di avere poche perdite per evaporazione.
Se la stagione è secca per i primi due anni si deve regolarmente irrigare.

Il cespuglio in contesti difficili e con varietà molto pronte nella ripresa dopo ceduazione, è la soluzione che secondo me da risultati tutto sommato migliori.

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