Olio Bertolli, comprato dalla spagna

Discussioni su varietà, qualità, costi di produzione, coretta conservazione dell'olio extravergine di oliva ecc.

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domaer
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Olio Bertolli, comprato dalla spagna

Messaggioda domaer » mar lug 22, 2008 9:0 1 am

Avete letto la notizia sulla vendita del marchio italiano Bertolli alla società Sos Cuetara di Madrid.
Il marchio Bertolli è stato venduto per 630 milioni di euro, nell’affare sono compresi anche i marchi, già ben conosciuti dai consumatori italiani come Maya, Dante e San Giorgio.
L'acquirente spagnolo, conta di raggiungere un fatturato a livello mondiale di 1,4 miliardi di euro, il 22% del totale. Sos Cuetara si era già aggiudicata negli anni scorsi la Carapelli, Minerva e olio Sasso.
Il direttore Unaprol, Ranieri Filo della Torre, In una intervista apparsa in diversi quotidiani, ha lanciato l'allarme, la Spagna negli ultimi dieci anni ha rafforzato la propria leadership mondiale di produzione di olio. Con l'acquisto anche della Bertolli, gli spagnoli hanno raggiunto il 50% del mercato dell'olio d'oliva in Italia e il 33% dell'extravergine.
Speriamo che i controlli sull’attuazione del decreto salva olio Made in italy siano capillari, altrimenti la vedo nera per noi produttori. Che ne pensate?
amoremio22
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Messaggioda amoremio22 » mar lug 22, 2008 5:0 1 pm

La gente che capisce poco e niente di olio lo va a comprare al supermercato per 3euro o anke meno...non lo compra in aziende serie che davvero offrono qualità....poveri noi piccoli produttori,sovrasstati dalle multinazionali...facciamo del bene alla Spagna....sulla normativa riguardante l'etichettatura ancora nn è chiaro un bel niente :evil: ......
nikinik
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acquisizione del olio Bertolli San giorgio Dante Maya

Messaggioda nikinik » gio lug 24, 2008 11:0 1 am

Quali saranno le conseguenze di questa operazione sia per il mercato degli oli di oliva in Italia sia per il mercato globale (dove la quota nelle mani della Sos raggiunge in questo modo il 22%), sia per la stessa Sos è difficile dirlo. Sicuramente se una multinazionale come Unilever ha deciso di disfarsi (non certo a buon mercato) di un ramo cosi importante, in quanto Leader globale del settore degli oli di oliva, non ritenendolo strategico, sarà forse perchè questo ramo non era poi così remunerativo e non autosufficiente e comunque di difficile gestione. L’olio di oliva è un comparto in cui il valore aggiunto è molto limitato.
L’acquisizione di Bertolli da parte di una azienda spagnola era una conseguenza abbastanza logica visto che la Spagna oggi mostra un netto vantaggio rispetto a tutti gli altri paesi produttori per quantità prodotta e soprattutto per quanto concerne i costi di produzione della materia prima, che sono nettamente più bassi rispetto al resto dei Paesi produttori.
A mio parere quindi se da un lato ci sono i margini di miglioramento della competitività del marchio Bertolli, dall’altro c’è indubbiamente l’incognita della reazione, ad esempio, dei “vecchi “ fornitori che prima rifornivano, senza alcun timore l’olio alla Unilever; il gruppo SOS potrà dunque dimostrare la stessa affidabilità ed immagine?
Indubbiamente questa è un occasione persa per l’Italia di riportare a casa propria un marchio che nasce in Italia ma che di Italiano non aveva già nulla o quasi ed è comunque, purtroppo un ulteriore passo indietro per la competitività del Made in Italy.
Tuttavia per rispondere ad amoremio22 trovo che sia stupido banalizzare dicendo che tutto l'olio venduto nella grande distribuzione sia cattivo, e che amoremio22 conosce poco o niente del mondo oleario e dell'industria olearia. L'unico modo per capire se un olio sia buono o meno è quello di assaggiarlo. Se si pensa che acquistare un olio presso unfrantoio dia delle garanzie maggiori si sbaglia enormemente se si considera che solo il 30% degli oli extra vergini prodotti in Italia è da considerarsi di buona qualità, il resto presenta difetti più o meno intensi. Non so cosa accadrà ai prodotti bertolli ora che è in mano di una azienda spagnola per quanto riguarda il profilo organolettico degli oli che imbottiglia, ma sicuramente le aziende imbottigliatrici, potendo scegliere in tutto il mondo gli oli più buoni e ad un prezzo più competitivo, e non dovendosi limitare alla produzione di un appezzamento di terreno soggetto alle diverse annate anno dopo anno, da sicuramente più garanzie di un frantoio che ti vende la propria produzione. Una azienda seria dispone di personale competente, di assaggiatori che sanno riconoscere i difetti degli oli e che quindi non acquistano oli difettosi, che miscelano diversi oli extra vergini per ottenere dei blend equilibrati, che dispongono di economie di scala grazie alle quali far risparmiare il consumatore, che certificano la qualità del prodotto che vendono a garanzia del consumatore stesso.
Certo un prezzo troppo basso deve mettere in allarme, ma negli scaffali dei supermercati si trovano degli oli eccellenti a prezzi ottimi in considerazione della qualità che offrono, che spesso non ha nulla da invidiare, anzi, rispetto a dop e igp che garantiscono solo origine e non qualità. l'olio va assaggiato, lasciatevelo dire da un assaggiatore di olio.
Non si vogliono spendere i 3 euro? Si possono spendere dai 4 ai 6 euro nei supermercati ottenedo degli oli ottimi. Il problema è solo uno e cioè che gli oli non vengono assaggiati se non nei piatti preparati dove la gente, se ritrova qualcosa di strano nel gusto del piatto stesso, spesso non sa più attribuire l'origine di quel cattivo gusto.
foxhy
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Il blend olio nella grande distribuzione

Messaggioda foxhy » gio lug 24, 2008 2:0 1 pm

Ciao nikinik, benvenuto in questo forum.

Le tue riflessioni le condivido in parte ma in alcune cose sei decisamente fuori dal mondo oleario. Nel particolare di voglio chiedere, da quale pianeta arrivi? più precisamente sei frantoiano, grossista, commerciante o un produttore.
No! perché secondo me non sei un frantoiano.
Nellla prima parte sulla vendita di Bertolli mi trovo con quello che tu dici.
Come anche su:
nikinik ha scritto:L'unico modo per capire se un olio sia buono o meno è quello di assaggiarlo.
Qui invece devo dire la mia:
nikinik ha scritto:Tuttavia per rispondere ad amoremio22 trovo che sia stupido banalizzare dicendo che tutto l'olio venduto nella grande distribuzione sia cattivo, e che amoremio22 conosce poco o niente del mondo oleario e dell'industria olearia.

Caro nikinik, a differenza tua lutente amoremio22 e un frantoiano, lo sappiamo perché amoremio22 durante la registrazione al nostro portale ha inserito dati veritieri e non come te che ai indicato, nome e cognome inventati.
nikinik ha scritto: Se si pensa che acquistare un olio presso un frantoio dia delle garanzie maggiori si sbaglia enormemente se si considera che solo il 30% degli oli extra vergini prodotti in Italia è da considerarsi di buona qualità, il resto presenta difetti più o meno intensi.
Se quello che tu dici è verità, allora il discorso vale per tutti inclusi i grandi imbottigliatori e la maggioranza delle bottiglie presenti sugli scaffali che coprono l'80% delle vendite di olio di oliva in Italia (dati Ismea) se sai cosa è.
I difetti di cui parli sono magistralmente eliminati, dai grossi commercianti, con la rettifica degli oli, utilizzando più o meno sistemi sofisticati.
nikinik ha scritto:le aziende imbottigliatrici, potendo scegliere in tutto il mondo gli oli più buoni e ad un prezzo più competitivo, e non dovendosi limitare alla produzione di un appezzamento di terreno soggetto alle diverse annate anno dopo anno, da sicuramente più garanzie di un frantoio che ti vende la propria produzione.
Questa tuo politica di cui vai tanto fiero sta distruggendo le piccole e medie imprese sia essi frantoi che olivicoltori.
Sulla qualità degli oli provenienti da altri paesi fuori dell'Italia, ti posso dire che c'è ne sono centinai di buoni che hanno conquistato palati molto fini e vinto concorsi di pregio internazionale.
Ma il problema, se non te ne sei accorto è lo spacciare olio estero per Made in italaly.
Una bottiglia di olio di oliva su due venduta in Italia non è olio Italiano (vai sul sito Coldiretti.it e leggi comunicati).
nikinik ha scritto:Una azienda seria dispone di personale competente, di assaggiatori che sanno riconoscere i difetti degli oli
Non lo metto in dubbio sarà sicuramente cosi.
nikinik ha scritto:Una azienda seria non acquistano oli difettosi.
Ci voglio credere, ma spesso capita che nemmeno loro sono a conoscenza dei processi che ha subito quell'olio per abbassare acidità e difetti. Altrimenti come lo spieghi che il restante 70% di olio (pieno di difetti come tu dici) della produzione Italiana (circa 4 milioni di quintali/anno) viene comunque venduto/ceduto ai grossi commercianti per poi rimetterlo sul mercato Italiano o estero.
nikinik ha scritto:Una azienda seria miscela diversi oli extra vergini per ottenere dei blend equilibrati, che dispongono di economie di scala grazie alle quali far risparmiare il consumatore
Questo lo sapevamo già, grazie per averlo ricordato!
nikinik ha scritto:Certo un prezzo troppo basso deve mettere in allarme, ma negli scaffali dei supermercati si trovano degli oli eccellenti a prezzi ottimi in considerazione della qualità che offrono, che spesso non ha nulla da invidiare, anzi, rispetto a dop e igp che garantiscono solo origine e non qualità. l'olio va assaggiato, lasciatevelo dire da un assaggiatore di olio.
Certo che bisogna stare attenti su certi prezzi bassi. Ma da qui a dire che già a 4 euro si può trovare un prodotto di qualità, mi sa che stai esagerando o meglio sicuramente non sugli scaffali, specialmente per quanto riguarda L'olio extravergine Italiano.
Perché vedi caro amico "nikinik". Il prezzo all’ingrosso di un chilogrammo di olio extra vergine di oliva Italiano (un litro di olio ha un peso di 915-919 grammi - alla temperatura di 15°) questo anno ha mantenuto una media di circa 3 euro sul mercato italiano (dati ismea.it), stiamo parlando di merce nuda escluso iva. Come può la stessa merce, con i costi di trasporto confezionamento ecc. ecc..., arrivare sugli scaffali a 4 euro?

Ti consiglio di rivedere un po di cose, prima di scrivere in questa comunita di Frantoiani, olivicoltori, ecc..
amoremio22
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Messaggioda amoremio22 » gio lug 24, 2008 4:0 1 pm

Ciao foxhy,ti ringrazio per aver dato risposte più che giuste a nikinik.
Io nn ho assolutamente detto che l'olio della grande distribuzione sia cattivo,ma di sicuro non può essere paragonabile a quello prodotto in una piccola azienda che utilizza solo olive italiane,non effettua tagli con olio spagnolo etc....
Le mie riflessioni riguardano la mia esperienza.Sono un piccolo frantoiano,lavoro sia le mie olive che per conto terzi e so quanto costa,con tanti sacrifici,produrre un litro di olio extravergine di elevata qualità..Ecco perchè credo sia impossibile poter paragonare il mio olio(inteso quello prodotto da frantoiani cm me) con quello che si trova al supermercato venduto ad un prezzo molto basso...
Il problema principale ora è quello di rende unici questi oli con una normativa adatta....Così almeno gli acquirenti sono informati circa ciò che acquistano e sono liberi di scegliere.....
foxhy
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Messaggioda foxhy » gio lug 24, 2008 4:0 1 pm

Voglio precisare una cosa molto importante.
Questo sito non è nato per reclutare frantoi/aziende olivicole o semplici cittadini per fare guerra ai grossi imbottigliatori.
Lo scopo è quello di riunire le forze e far capire ai consumatori con quanta passione e sacrifici si produce un olio di oliva sia vergine che extravergine ITALIANO.

Per i grossi imbottigliatori, va spesa una nota positiva.
A tutti questi grandi e medi commercianti/imbottigliatori, bisogna riconoscergli la capacità e la bravura che hanno impiegato (con risorse economiche e di personale) per la diffusione nel mondo del pregiato alimento olio di oliva in tutte le sue forme. E' sopratutto grazie a loro che il mercato dell'olio si è ingrandito. Solo per questo bisogna inginocchiarsi e rendergli GRAZIE.
domaer
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Messaggioda domaer » gio lug 24, 2008 8:0 1 pm

Interessante conversazione..
Sono completamente d'accordo con te foxhy :!:
Volevo aggiungere solo una cosa, purtroppo ci sono anche frantoiani (imbottigliatori) che fanno giochetti di miscugli con oli non italiani e addirittura peggio con falsificazione annessa.
A conferma di quanto dico, cito l'ultima denuncia con 39 arresti (Aprile 2008) per quei abili furfanti che addirittura facevano diventare l'olio di semi in olio di oliva e naturalmente in quella occasione c'era lo zampino di alcuni Oleifici anch'essi denunciati.

Quindi mi sento di dire attenzione e aprite bene gli occhi :shock: leggendo attentamente l'etichetta.
nikinik
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Iscritto il: gio lug 24, 2008 10:0 1 am

Messaggioda nikinik » ven lug 25, 2008 10:0 1 am

Grazie per il benvenuto.
Per rispondere alla tua domanda:
Nel particolare di voglio chiedere, da quale pianeta arrivi? più precisamente sei frantoiano, grossista, commerciante o un produttore.
No! perché secondo me non sei un frantoiano.
Il mondo oleario lo conosco abbastanza bene, collaboro con una azienda imbottigliatrice che oltre che in Italia deve competere a livello mondiale e con i colossi di cui si parla. In particolare mi occupo dell' acquisto degli oli, (quindi l'aspetto dei costi è per me pane quotidiano). Acquisto tanto olio Italiano e anche tanto olio da pualunque paese produttore e ovunque si produca un buon olio.
Se preferite vi lascio discutere fra voi, ma non vi sembra che le vostre discussioni si riducano ad una atoincensazione e ad uno sterile piangervi addosso su un problema che esiste, è reale e non è impossibile risolvere bendandoci gli occhi e chiudendoci all'interno dei confini italiani, con decreti o altro che ci allontannano dall'europa e dalla globalizzazione (che sono processi che vanno avanti volenti o nolenti).
Quella in cui ci troviamo è una situazione che nasce proprio dall'operato dei produttori e dei frantoiani, che in passato, laddove in spagna gli stessi operatori, ad iniziare dagli anni '80 cominciavano a creare programmi di investimento, unendo le proprie forze, utilizzando i fondi comunitari (passando dalle 600.000 ton alle attuali 1.200.000/1.400.000 ton dei giorni nostri), da noi truffavano la comunità producendo olio di carta e investendo i fondi comunitari in appartamenti a Roma ed auto di Lusso.
Da allora ad oggi In Italia la produzione diminuisce continuamente, al punto che oggi la verità non ufficiale, e lo sapete bene, e che non si produce più di 350.000 ton.
Anche dal punto di vista della qualità, la Spagna ha fatto passi da gigante. Le quantità di arbequino, che è una cultivar che da un olio molto buono (dolce e armonico e fruttatino, molto simile al toscano, proprio ciò che il consumatore apprezza), aumentano di anno in anno.
Oggi produciamo, come ho detto, al massimo 350.000 ton, a fronte di un consumo interno di più di 700.000 ton. Inoltre l'italia esporta olio prevalentemente confezionato per circa altr 800.000 ton. Questi sono i numeri.
Inoltre nella grande distribuzione la stragrande maggioranza delle etichette di cui tu parli non ha la dicitura "100% italiano" e di conseguenza si tratta di blend di oli comunitari e extra comunitari (il che non vuol dire necessariamente bassa qualità). Solo laddove c'è questa dicitura, e vi assicuro che sitratta di una minoranza si tratta effettivamente di oli nazionali (il che non vuol dire necessariamente alta qualità). Mi sembra strano che chi opera nel mondo dell'olio non conosca questi aspetti, visto che oggi anche i consumatori lo sanno benissimo.
Suggerisco una bella vacanza in Spagna, in modo che i produttori e i frantoiani vedano con i propri occhi cosa c'è in Andalusia. Anche la Grecia (che produce oli eccezionali) fra non molto sarà nella nostra stessa situazione.
Sono daccordo con l'obbligo di scrivere sulle etichette se si tratta di blend comunitari, extra comunitari o di origine Italiana, ma questi risultati vanno ottenuti a livello comunitario e non con decreti assurdi, e quest'obbligo dev'essere uguale per tutti i paesi della comunità, altrimenti sapete quanta gente andrà a spasso perche non ci saranno gli strumenti per competere a livello internazionale.
Poi per quanto riguarda coldiretti ecc. si danno informazioni frammentarie e non corrette che fanno il giro del mondo penalizzando l'immagine del paese. Nessun paese e tanto autolesionista quanto lo siamo noi.
Comunque, ripeto, se preferite vi lascio ai vostri "si sono daccordissimo con quello che dici..." ecc. ecc.
Ma non serve più risolvere i problemi alla Napoletana, bisogna unire le forze, e creare programmi di investimento a lungo medio e lungo termine, unendo le forze, e non continuando a dire "il mio olio è meglio del tuo" et similia.
Paolo
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Iscritto il: mar gen 09, 2007 4:0 1 pm

Messaggioda Paolo » ven lug 25, 2008 11:0 1 am

Cosa succede quà!

Voglio ribbadire per l'ennesima volta che il forum è aperto a tutti e nessuno ha l'autorità di infangare o rifiutare intervendi di altri.
Nel particolare nessuno puo scacciare utenti senza l'intervento degli amministratori.

Quindi vi invito a rispettare le regole di questo forum.

Bene detto ciò, dai controlli effettuati risulta che l'utente nikinik non abbia correttamente inserito i suoi dati durante la registrazione a questo forum (nome e cognome). La invito a provvedere quanto prima ad aggiornare i suoi dati, le ricordo che i dati inseriti sono personali e non visibili, ma necessaria agli amministratori per eventuali comunicazione ecc..
Questa operazione può essere eseguita dal Menu utente login in alto a sinistra alla voce Modifica tuoi dati.
Grazie.


Le mie considerazioni sull'argomento:
nikinik ha scritto:Quella in cui ci troviamo è una situazione che nasce proprio dall'operato dei produttori e dei frantoiani, che in passato, laddove in spagna gli stessi operatori, ad iniziare dagli anni '80 cominciavano a creare programmi di investimento, unendo le proprie forze, utilizzando i fondi comunitari (passando dalle 600.000 ton alle attuali 1.200.000/1.400.000 ton dei giorni nostri), da noi truffavano la comunità producendo olio di carta e investendo i fondi comunitari in appartamenti a Roma ed auto di Lusso.

Condivido la sua analisi, il male peggiore dei frantoiani è stato sempre quello di mordersi la coda da soli. L'obbiettivo di questo portale è quello di riunirsi ed iniziare un'altra epoca a fronte di tanti problemi all'italiana.
nikinik ha scritto:Da allora ad oggi In Italia la produzione diminuisce continuamente, al punto che oggi la verità non ufficiale, e lo sapete bene, e che non si produce più di 350.000 ton.

Il nostro portale si basa su dati ufficiali rilasciati da istat, ismea e altre organizzazioni. Di certo possiamo prendere atto di quanto afferma ma con la dovuta cautela inquanto non ufficiali.

Buona discussione a tutti. :)
reposti69
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Messaggioda reposti69 » ven set 05, 2008 2:0 1 pm

Ho letto con grande interesse questa conversazione, una cosa è sicura, si legge lontano un miglio che nikinik è un commerciante.

Per il resto sono in accordo con foxhy e aggiungo un ringraziamento ai realizzatori di questo sito, per aver creato questo importante spazio (il FORUM) donandoci la possibilita a tutti di scambiare idee.

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