distanza delle piante

Discussioni su varietà, qualità, costi di produzione, coretta conservazione dell'olio extravergine di oliva ecc.

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Franco6666
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distanza delle piante

Messaggioda Franco6666 » mar dic 25, 2012 11:0 1 am

salve sono francesco posseggo 6 ettari di terreno in collina (butera prov di clatanissetta) vorrei esattamente sapere a che distanza devo mettere le pinte e se qualcuno mi puà consigliare che qualità io già posseggo le tre nocellare belice, etnea, messinese grazie anticipatamente
Antico Frantoio il Chiastrone
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Re: distanza delle piante

Messaggioda Antico Frantoio il Chiastrone » lun dic 31, 2012 10:0 1 am

Buongiorno e Buon Anno Francesco.
per poter rispondere in maniera esaustiva alla sua domanda avrei bisogno di conoscere alcune variabili importanti, quali l'altimetria dei terreni, l'esposizione, il ph de terreno, e molte altre, ma sopratutto dovrei capire che tipo di olio intende produrre.
Al di là di considerazioni prattamente agronomiche, faciilmente ottenibili sul web e nella letteratura scientifica, oggigiorno è fondamentale capire ed anticipare i gusti dei nostri potenziali clienti!
Possiamo produrre l'olio migiore da un punto di vista biochimico, col massimo dei polifenoli ma se poi al nostro cliente-consumetore non piace perchè troppo intenso, troppo fruttato, molto amaro e piccante, non avremo raggiunto il nostro obiettivo.
Per cui, al di là delle caratteristiche intrinseche di un olio è importante capire e conoscere i meccanismi, le regole ed i metodi per ottenere il miglior olio sia da un punto di vista organolettico che "emozionale". dove per qualità emozionale intendo tutte quelle sensazioni che il cliente-consumatore richiede e ricerca al miomento dell'acquisto, che partono dal packaging per arrivare al prezzo, passando per il gusto e le sensazioni positive che evoca il consumo di quell'olio.
Senza dilungarmi molto, consiglierei di inserire all'interno dell'oliveto alcune varietà che apportino caratteristiche "complementari" a quelle possedute dalle tre nocellara e quindi cv che esaltino l'amaro ed il piccante, come la Coratina, la frantioiana o l'ogliarola del basento.
Lo scopo è quello di ottenere oli diversi per poi, previo assaggio, creare almeno due oli distinti, uno più intenso e fruttato ed un più dolce e vellutato così da poter "rispondere" alle reali esigenze dei nostri clienti-consumatori. realizzerei l'impoanto per appezzamenti o per file omogenee così da raccogliere all'invaiature cle diverse cv al loro personale grado di maturazione. Considerando la latitudine, non scenderei sotto i 5*5 metri se si è in possesso di un trattore modello frutteto o 6*6 con un trattore convenzionale.
Adotterei un portamento a vaso policonico e utilizzerei piantoni di due anni ottenuti da talee autoradicate certificate.
al momento dell'impianto non toccherei le radici per non creare traumi alle piante e farei una concimazione di fondo previa analisi del terreno.
Non ultima e di primaria importanza è la scelta del metodo e delle tecniche di lavorazione del frantoio.
A parità di olive, la scelta dele metodo, tradizionale o continuo, delle temperature di gramolazione, dei tempi di gramolazione, della quantità di acqua di diluizione in fase di estrazione sono parametri fondamentali per l'ottenimento di un olio di qualità superiore.
Sarebbe troppo lungo approfondire il discorso, ma se vuole mi può scrivere una mail e sarò lieto di risponderle a temi specifici.


Dott.Agr. Passerini Roberto
Oleologo
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Sergio Enrietta
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Re: distanza delle piante

Messaggioda Sergio Enrietta » lun dic 31, 2012 12:0 1 pm

:)
Complimenti per l'esposizione delle problematiche che dovrebbero essere presenti al momento dell'impianto di un oliveto.

Io stò dall'altra parte della penisola, quella nord sulle Alpi, quindi le regole di impianto sono totalmente diverse da voi, ma tutte le altre problematiche elencate sono comuni.

Se l'olio deve essere piazzato, non basta che soddisfi noi o i numeri, ma bensì il palato dei compratori che hanno sempre ragione. :mrgreen:

Colgo l'occasione per farti un paio di domande:
Dato che ho un Frantoino continuo con decanter, domestico, e che stò sperimentando e interrogandomi su qual'è il migliore metodo di lavoro.

Al momento la gramolatura avviene a freddo, sarebbe conveniente farlo a 30/31° :?:

Posso scegliere l'immissione di acqua da 0 a 20/30 litri ora di acqua, io al momento cerco sempre di inviarne il meno possibile, però potrebbe essere meglio agire diversamente :?:
:wink:
Al momento sono molto soddisfatto dei risultati, però viste le piccole quantità i risultati devono solo soddisfare me, non sarà cosi se avrò la ventura di produrre di più.

Ho fatto un intervento circa le varianti al mio Frantoino sul post "Le gramole non servono più" purtroppo non ho avuto pareri, saresti così gentile di darmi il tuo :?:
Mi scuso per l'invadenza
Saluti
Sergio
GIULIANO LODOLA
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Re: distanza delle piante

Messaggioda GIULIANO LODOLA » lun mar 02, 2015 3:0 1 pm

SergioE ha scritto::)
Complimenti per l'esposizione ................
Colgo l'occasione per farti un paio di domande:
Dato che ho un Frantoino continuo con decanter, domestico, e che sto sperimentando e interrogandomi su qual'è il migliore metodo di lavoro.
Al momento la gramolatura avviene a freddo, sarebbe conveniente farlo a 30/31° :?:
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Leggo da tutte le parti che se superiamo la temperatura di 27° , è vero che si ottiene un poco più di resa, ma la qualità non mantiene i livelli come nella temperatura più bassa, perciò se questo è vero, e il frantoino lo hai preso proprio per avere quella qualità personale che desideri , conviene seguire le buone regole della bassa temperatura, ho risposto a questo tuo vecchio intervento soltanto perchè non hai avuto nessuna risposta da altri, ma credo non sia più attuale questa tua domanda in quanto ricordo hai anche modificato il frantoino proprio nel cuscinetto della gramola che lavorando scaldava eccessivamente e avevi il dubbio facesse aumentare anche la temperatura di gramolazione a discapito dell'unica caratteristica che chiedi all'olio, la qualità.


Posso scegliere l'immissione di acqua da 0 a 20/30 litri ora di acqua, io al momento cerco sempre di inviarne il meno possibile, però potrebbe essere meglio agire diversamente :?:
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Anche qua ormai sarai diventato un esperto e potrai insegnare agli altri , ma aspettando di essere corretto da te,ti dico la mia di inesperto,correggimi quando hai letto, altrimenti penso essere sordo a non sentire mai nessuno.
Sempre leggendo da tutte le parti,mi sembra ricordare che che l'acqua nelle gramole vada aggiunta il meno possibile,e comunque soltanto quando l'impasto è troppo asciutto e le lame a elica vite senza fine lavorerebbero male,questo è a giudizio del frantore e sua esperienza che giudicherà l'impasto asciutto o meno a causa delle olive che contengono meno acqua di vegetazione , o perchè troppo mature o per motivi meteo, troppo caldo o troppo ventilato o altro.
Leggevo che i preziosi Polifenoli ;potenti antiossidanti,contenuti nell'olio fresco e buono,questi Polifenoli contenuti nell'impasto,al contrario dell'olio,sono idrosolubili e troppa acqua potrebbe portare il rischio che alla fine, una parte di essi possa essere eliminata con la centrifugazione e successiva eliminazione delle acque di vegetazione,peggiorata se l'operazione è a tre stadi o fasi.
Se questo è vero, e la densità dell'impasto è corretta, che lavori nella sua acqua naturale di vegetazione senza aggiungere in eccesso.



Ho fatto un intervento circa le varianti al mio Frantoino sul post "Le gramole non servono più" purtroppo non ho avuto pareri, saresti così gentile di darmi il tuo :?:
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Peccato non ricordo a quale intervento ti riferisci sulle gramole non servono più, altrimenti ne avrei inventato uno io soltanto per te di interventi, se me lo ricordi quando mi correggerai su quello che ho scritto ora, risponderò al tuo dubbio, se però l'intervento riguarda quel cuscinetto che ritenevi scaldasse in modo anomalo, credo tu abbia fatto bene a modificare per farlo lavorare meglio meccanicamente.



Saluti
Sergio
Spero leggere le tue correzioni a quello che ho scritto, dico le tue, perchè se non ha risposto nessuno a te, immagino a me.
Giuliano.

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