Il crollo del prezzo dell’olio di oliva, mentre i prezzi degli oli vegetali aumentano.

Nel mondo continua il trend rialzista dei prezzi delle principali commodity agricole, trainati dal forte rialzo degli oli vegetali, dove l'olio di palma è tra i principali responsabili dell'impennata,  mentre per il prezzo all'origine dell'olio di oliva si registra un crollo record.

Aumenti dei prezzi degli oli vegetali

Indice prezzi FAO

Nello specifico l'indice FAO dei prezzi degli oli vegetali, a dicembre 2019 si è attestato a una media di 164,7 con un aumento di 14,1 punti (sale del 9,4%) rispetto a novembre, è il livello più alto in 25 mesi.

L’ultimo rialzo registrato è stato ancora una volta trainato dai prezzi dell’olio di palma, sostenuti sia dalla forte domanda, soprattutto dal settore dei biocarburanti, sia per i timori per la riduzione delle scorte. Anche i prezzi internazionali dell’olio di soia sono cresciuti, grazie alla robusta domanda d’importazione delle forniture sudamericane, infine si sono registrati aumenti anche per i valori degli oli di soia e girasole.

I prezzi dei generi alimentari sono aumentati in tutto il mondo nel 2019 e in dicembre hanno raggiunto il picco in cinque anni a causa proprio dell'aumento dell'olio di palma.

Mentre per l'olio di oliva la situazione è diametralmente opposta, con un crollo dei prezzi (all'origine) a doppia cifra che per la prima volta ha scaturito una forte protesta in Spagna.

Dati sulla produzione mondiale dell'olio di oliva

Evoluzione del prezzo di oliva spagnolo

La produzione mondiale è prevista di oltre 3 milioni di tonnellate, le importanti giacenze olearie, soprattutto in Spagna, e il boom produttivo in Tunisia spiegano in gran parte i prezzi bassi a livello internazionale.

La stessa Spagna ha di recente comunicato che la produzione totale di olio di oliva in questa campagna olearia si chiuderà come da previsione tra 1.200.000 - 1.300.000 tonnellate di olio di oliva.
Con questo dato sulla produzione, non ci sono indicazioni per prevedere rimbalzi a breve termine, soprattutto dopo le piogge di questo periodo che avranno delle conseguenze positive in termini produttivi per la prossima campagna olearia spagnola.

In Tunisia, con 330 mila tonnellate si registra una campagna olearia da record, si ricorda che gli importatori europei possono acquistare quest'anno olio d'oliva dalla Tunisia senza dazi (per 57.000 tonnellate) per la categoria dell'olio lampante; oltre ad un'altra quota/quantità di olio extra vergine di oliva.
Seguono la Grecia con 240 mila tonnellate, la Turchia 160 mila tonnellate e il Portogallo con 130 mila tonnellate.

Andamento della produzione nazionale di olio dal 2009 a oggi.

Fonte: Edagricole. Andamento della produzione nazionale di olio dal 2009 ad oggi.

In Italia la campagna olearia volge al termine con una produzione nazionale che si aggira attorno alle 300/320 mila tonnellate di olio di oliva, quindi la peggiore campagna olearia di carica degli ultimi 10 anni, che precede la campagna olearia precedente (2018/2019), considerata la peggiore di sempre.

Il declino produttivo dell'olivicoltura italiana

Quindi si conferma il declino produttivo nazionale, dato che non si riesce a soddisfare le 500 mila tonnellate/annue di olio di oliva richieste soltanto dal mercato italiano, ma con un andamento anomalo dei prezzi all'origine in caduta libera rispetto ai prezzi di 12 mesi addietro.

Una vera e propria debacle in un mercato, quello italiano, in cui l'olio extravergine d'oliva ha sempre avuto un importante valore aggiunto.
L'unico dato positivo per il settore oleario italiano è che il 2019 ha registrato una tenuta dell'export (+1,1%), con una leggera crescita sui mercati UE ed un aumento più significativo nei Paesi Terzi, questo nonostante le tensioni internazionali.

Perché anche il prezzo dell'olio di oliva italiano è crollato?

Ma una domanda nasce spontanea: nonostante il trend positivo dell'export, come è possibile un crollo dei prezzi all'origine in Italia se nelle ultime due campagne olearie (non una campagna) non si è raggiunto neanche il totale di 500 mila tonnellate di olio prodotto?

Primo indizio: da inizio campagna olearia una serie di articoli di varie testate hanno enfatizzato un aumento quasi record della produzione nazionale, in realtà trattasi di un "aumento" di una scarsa campagna olearia di carica dopo la disastrosa campagna olearia precedente.

Secondo indizio: c'è chi vuole sminuire il prodotto made in italy perché vendere a pochi euro significa omologare la produzione.

Terzo indizio: nonostante le leggi a tutela dell'olio made in Italy, non ci sono sufficienti controlli alle dogane per mancanza di uomini e mezzi/tecnologie adeguati.

ToreJeo
Author: ToreJeo

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