In Italia si prevede una riduzione della produzione di olio d’oliva per la campagna 2018/2019

Per la Campagna Olearia 2018/2019 previsto un calo della produzione di olio d'oliva italiano di almeno il 38%

Per la Campagna Olearia 2018/2019, le prime stime fornite da Ismea indicano un calo della produzione di olio d'oliva italiano di circa il 38% (stima provvisoria), prevista a quota 265.000 tonnellate circa, contro 428,920 tonnellate di olio di oliva della precedente Campagna Olearia 2017/2018.

Trattasi di una delle peggiori annate di scarica, degli ultimi sei anni, che ormai si presentano con flessioni produttive la cui intensità supera l’abituale fisiologica alternanza. È il caso delle 222 mila tonnellate prodotte nel 2014, annata caratterizzata dalla presenza massiccia di mosca dell’olivo, alla quale, due anni dopo, ha fatto seguito un 2016 con la pessima produzione pari a 182 mila tonnellate, una delle più basse degli ultimi decenni.

Le principale cause del calo della produzione di olio di oliva in Italia

L'Ismea ha considerato, che dopo il record produttivo della Campagna Olearia 2017/2018, un prevedibile calo fisiologico dovuto alla produzione olivicola alternata, ma ha anche considerato altri elementi come: le cattive condizioni meteo registrate in inverno/inizio primavera e che, in primo luogo, hanno causato danni da gelo (specie in Puglia, nel barese specie nei comuni di Corato e Ruvo di Puglia, e sopratutto nella provincia di Barletta-Andria-Trani, vero e proprio bacino olivicolo nazionale) e successivamente il clima caldo umido che ha favorito gli attacchi di agenti patogeni, e infine l’irrisolta problematica Xylella nel Salento. Nel complesso la Puglia potrebbe arrivare a una produzione al di sotto delle 100 mila tonnellate, addirittura inferiore a quella già particolarmente scarsa del 2016. 

Previsione produzione olio di oliva in Italia secondo ISMEA

Previsione produzione olio di oliva Italia 2018/2019

A livello regionale, secondo ISMEA (vedi tabella), emerge una chiara divisione tra il centro-nord e il sud dell'Italia. Così, nel nord si prevede che la produzione si riprenderà di oltre il 30% rispetto all'anno precedente, grazie alla buona situazione in Liguria (6.248 tonnellate, + 50%), mentre nelle aree del centro aspetta un leggera flessione a causa delle difficoltà legate al gelo incontrate nel Lazio (14.859 t., -20%), in Abruzzo (11.571 t., -20%) e nelle Marche (3.272 t., -40%), che non vengono compensati da aumenti stimati in Umbria (5.350 t., + 20%) e Toscana (17.820 t., + 15%).
Tuttavia, la situazione nel mezzogiorno pesa sul risultato complessivo, da cui proviene oltre l'80% della produzione nazionale totale. Oltre il crollo produttivo della Puglia (-58%) dove le zone più colpite dalle gelate sono state le provincie di Bari e BAT (soprattutto nell'entroterra che registra perdite anche superiori al 70%, mentre lungo la fascia costiera la produzione ha tenuto discretamente bene), è previsto un drastico calo in Calabria (-34%), in Sicilia (-25%) e in Campania (-30%), ma le ultime stime sono molto peggiori.

Aggiornamento calo produzione campagna olivicola 2018-2019

I dati di previsioni pubblicati da ISMEA potrebbero peggiorare secondo un'indagine, risalente all'ultima settimana di settembre, eseguita dagli osservatori di mercato Italia Olivicola , dove emerge una previsione di produzione di poco superiore alle 215 mila tonnellate di olio di oliva a livello nazionale, in pratica il 50% in meno rispetto alle 428,920 mila tonnellate della scorsa Campagna Olearia.

lebbra delle olive

lebbra delle olive

Ad incidere al crollo produttivo sulla campagna olivicola 2018/2019, certamente, le condizioni meteorologiche altalenanti che hanno prodotto danni considerevoli alle piante, tali da indurre alcune autorità locali a richiedere lo stato di calamità naturale nelle zone più colpite. Nel crollo della produzione olearia pesano soprattutto le difficoltà riscontrate nelle due Regioni olivicole più importanti d'Italia, la Puglia e la Calabria.

Oltre al calo produttivo confermato della Puglia (-56%), peggiora il dato della Calabria (-70%)
 che ha sofferto particolarmente gli attacchi degli agenti patogeni e l'estate ballerina, così come peggiora il dato della Basilicata (-85%) che vedrà la propria produzione ridursi a poco più di 1000 tonnellate.
Ulteriori cali rispetto alle previsioni ISMEA: sfiora il 40% di riduzione anche la Campania, mentre è negativa anche l'annata olearia nelle isole con la Sicilia in calo del 47% e la Sardegna che registra un -63% rispetto allo scorso anno.

Sebbene il grado di riduzione della produzione sia ancora molto incerto, il mercato italiano sta rispondendo, tuttavia, a crescenti aumenti dei prezzi dell'olio extravergine di oliva. Sempre secondo i dati di Ismea, dall'inizio dell'estate i prezzi dell'olio extravergine italiano hanno iniziato a salire notevolmente, dopo diversi mesi di tendenze flessibili e un minimo "relativo" raggiunto a maggio, quando il prezzo medio dell'olio extravergine italiano ha raggiunto 4,04 euro al chilo.

Previsione produzione olio di oliva in Spagna

Mentre la produzione spagnola (prevista in forte aumento) di olio di oliva sarà determinante per il 50% sulla disponibilità totale a livello mondiale, che compenserà in parte il calo produttivo previsto in Italia, Grecia e Tunisia. Tuttavia in Spagna, il prezzo dell'olio extravergine di oliva , dopo una lieve ripresa a luglio/agosto, è da diverse settimane di nuovo in ribasso sotto le 2,70 euro al chilo.

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