Le Acque di Vegetazione ARV , uso e modalità di spandimento

Le Acque di Vegetazione prodotte in Italia

Secondo recenti dati editi dall’Istat ,la superficie investita ad olivo nel nostro Paese risulta pari a 1141 mila ettari, risultando la terza coltivazione per estensione, a livello nazionale, Sempre secondo tali stime la produzione di olive risulta pari a 3,79 milioni di tonnellate, mentre in termini di olio prodotto, si sono raggiunti, negli ultimi anni, quantitativi compresi fra le 250 e le 500 mila tonnellate.
Per quanto riguarda la produttività, risulta caratterizzata da un’elevata presenza di aziende di piccole dimensioni, generalmente destinate a soddisfare le esigenze di autoconsumo ed una limitata incidenza di grossi olivicoltori, cui si deve invece buona parte della produzione. Considerando che gli impianti censiti lavorano circa un terzo della quantità totale di olive avviate all’estrazione nel nostro Paese, ed ipotizzando che il rapporto medio tra olive lavorate e reflui prodotti si mantenga costante, si può stimare che la produzione di reflui oleari si attesti attorno ai 3 milioni di tonnellate per anno.

 Il PROCESSO TECNOLOGICO
Le tecnologie estrattive utilizzate influenzano tutti i prodotti dell’industria olearia, rivestendo particolare importanza proprio nella caratterizzazione sia quantitativa che qualitativa delle acque reflue.
Dal frantoio a tre fasi si originano, oltre all’olio, due tipologie di sottoprodotto: le sanse vergini, di consistenza più o meno solida derivanti dalla polpa delle olive, e le acque di vegetazione, di formulazione liquida, costituite essenzialmente dalle acque di lavaggio e da quelle di processo, oltre che dalla frazione acquosa dei succhi della drupa.
Le sanse rappresentano in un certo senso un’ulteriore fonte di reddito per i frantoiani, che
usualmente le conferiscono con profitto ai sansifici. Le acque di vegetazione, invece, secondo la normativa vigente (Legge 574/96), devono essere smaltite mediante lo spargimento sul terreno agrario.

LE CARATTERISTICHE DEI REFLUI OLEARI

Le acque di vegetazione presentano una colorazione scura che può arrivare sino al nero e sono caratterizzate da un odore tipico. Sono costituite di una soluzione acquosa di sostanze organiche (di zuccheri riduttori, ma anche acidi organici, polialcoli) e minerali (potassio, fosforo, calcio) .
Con la progressiva sostituzione dei frantoi tradizionali a pressione con i nuovi sistemi a estrazione centrifuga si sono venuti a modificare le caratteristiche, la più macroscopica delle quali riguarda l’incremento dell’umidità delle sanse ed una maggiore diluizione della componente solida presente nelle acque di vegetazione. Per questo motivo la legge vigente prevede dosi massime diversificate a seconda del metodo di estrazione adottato.
A causa del contenuto di acidi organici presenti nelle olive (in particolare acido
malico e citrico), hanno una reazione da sub-acida ad acida e presentano valori di pH compresi tra 4,5 e 5,9.

Le ARV dal sistema a centrifugazione presentano, rispetto a quelle per pressatura, un quantitativo di olio maggiore. Ciò è dovuto al fatto che le acque di centrifugazione contengono una certa quantità di minuti frammenti vegetali di polpa di olive che, durante il processo di frangitura, il decanter trasferisce dalla sansa al refluo liquido.
Gli zuccheri riduttori presenti sono costituiti essenzialmente da glucosio (90% c.a.) e
fruttosio (10% c.a.).
Il contenuto medio in ceneri varia in valore percentuale dallo 0,6 al 2% rispettivamente
per le acque da impianti a centrifugazione e a pressione

 L’IMPIEGO DEI REFLUI OLEARI IN AGRICOLTURA

inizialmente ostacolata è stata la consuetudine di procedere al loro spargimento sul terreno agrario in quanto considerate un refluo fra i più inquinanti nell’ambito dell’industria agro-alimentare. Infatti oltre ad un elevato carico organico, le acque di vegetazione presentano anche una bassa biodegradabilità a causa della presenza di polifenoli ad attività antimicrobica, da esami effettuati risulta che questi reflui non sembrano possedere un’effettiva tossicità e al più possono provocare qualche effetto indesiderato, comunque temporaneo, sulla funzionalità degli agroecosistemi interessati al loro sversamento.
La distribuzione diretta sul terreno agrario delle acque di vegetazione rappresenta dunque la via preferenziale per procedere al loro recupero, e ciò sia per motivi di ordine economico che per esigenze di tipo agro-ecologico.

➡ Per questo motivo le acque di vegetazione sono regolamentate da una specifica legislazione.

Le indagini hanno evidenziato l’incremento della frazione umica del terreno ed un arricchimento nella dotazione in elementi nutritivi conseguenti alla somministrazione di dosi crescenti di acque di vegetazione mentre numerosi studi su ARV i non hanno quasi mai evidenziato significativi effetti depressivi sulla produttività .
Rispetto alle possibili conseguenze sulle caratteristiche del terreno, il significativo contenuto
in elementi nutritivi quali il potassio (sotto forma di ossido) e il fosforo (come anidride fosforica) ha suggerito l’ipotesi di utilizzare i reflui oleari come fertilizzanti. L’apporto di reflui oleari provoca un aumento del contenuto in azoto totale e fosforo assimilabile e potassio scambiabile e interagiscano con i processi biologici che nel suolo influenzano la disponibilità dei vari elementi.

Le acque di vegetazione risultano sostanzialmente prive di qualsiasi sostanza pericolosa (agenti patogeni, metalli pesanti, ecc.) ed il problema di una loro corretta utilizzazione agronomica riguarda quasi esclusivamente alcuni dei componenti organici caratterizzati da una spiccata azione antimicrobica e/o da una bassa biodegradabilità (polifenoli).

Ciò nonostante l’impiego delle acque di vegetazione in agricoltura deve rispondere a criteri di razionalità in relazione alle quantità, ai tempi, alle modalità dello smaltimento è soprattutto a particolari condizioni del sito destinato a riceverle.

Per questo motivo le acque di vegetazione sono regolamentate da una specifica legislazione:
- Decreto 6 luglio 2005 (D.M. 06/07/2005) sulla utilizzazione agronomica delle acque
dei frantoi oleari
- Legge 11 novembre 1996, n. 574"Nuove norme in materia di utilizzazione agronomica
delle acque di vegetazione e di scarichi dei frantoi oleari

MODALITÀ DI UTILIZZAZIONE AGRONOMICA DELLE ACQUE DI LAVORAZIONE ARV

  • Modalità di attuazione della comunicazione preventiva di cui all’art 3 della legge 574/1996
    La comunicazione di cui all’art 3 della legge 574/1996 deve essere resa obbligatoriamente con utilizzazione del modello presente nel regolamento dipende da regione a regione.
    La dichiarazione è annuale e deve precedere l’inizio della campagna di molitura.

    Ad essa dovrà essere allegata una relazione redatta da un agronomo, perito agrario o agrotecnico o geologo iscritto nel rispettivo albo professionale:
    a) sull'assetto pedogeomorfologico,
    b) sulle condizioni idrologiche e sulle caratteristiche in genere dell'ambiente ricevitore, con relativa mappatura;
    c) sui tempi di spandimento previsti;
    d) e sui mezzi meccanici per garantire un'idonea distribuzione.

    La relazione dovrà essere sottoscritta anche dalla ditta richiedente che con tale sottoscrizione dichiara la veridicità di quanto asserito nella relazione.
    La relazione dovrà essere di data recente.
    Compilare il Quaderno di Molitura e il Registro per l'utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e delle sanse umide dei frantoi oleari.

    Modalità di spandimento delle acque di vegetazione

  • La ditta dovrà comunicare annualmente il piano di spandimento delle acque reflue olearie.
  •  La comunicazione dovrà essere resa con utilizzo di un modello apposito.
    Nella comunicazione la ditta dovrà indicare le piantagioni in atto sui terreni investiti dalle acque reflue.
  • Il piano annuale di spandimento deve essere comunicato contestualmente anche all’Arpa, all’ASL , all’Ufficio tecnico comunale e al Suap, per i successivi controlli ambientali.
    Stoccaggio delle acque di vegetazione e di lavaggio.
  • Lo stoccaggio delle acque di vegetazione deve essere effettuato per un termine non superiore a trenta giorni in silos, cisterne o vasche interrate o sopraelevate all'interno del frantoio o in altra località, previa comunicazione al Sindaco del luogo ove ricadono.
  • I silos, le cisterne o le vasche devono essere autorizzate urbanisticamente .
  • I silos, le cisterne o le vasche devono essere collaudati prima del loro uso da tecnico di fiducia della ditta il quale deve attestare anche la inesistenza di collegamenti con la rete fognante cittadina.
  • La certificazione di collaudo tecnico deve essere rimessa all’ufficio tecnico urbanistico il quale provvederà ad accedere alla medesima con l’assistenza dell’ASL per verificarne la fruibilita’ e le condizioni di cui in precedenza.
  • Per i silos,le cisterne e le vasche non autorizzate ad aggettare le acque di vegetazione sui terreni dovrà essere impiantato un registro dal quale risultino tutti i conferimenti delle acque stesse ad aziende specializzate al loro trattamento.

Le sanzioni previste
Si applicano sanzioni amministrative, a chiunque proceda allo spandimento delle acque di
vegetazione con inosservanza del limite di accettabilità ,a chiunque proceda allo spandimento delle acque di vegetazione in violazione dei divieti a chiunque effettui l'utilizzazione agronomica di effluenti di allevamento, delle acque di vegetazione dei frantoi oleari.

Nessun commento ancora

Lascia un commento

E' necessario essere Accesso effettuato per pubblicare un commento