Olivo della Madonna – Leucocarpa, mappatura

Mappatura del secolare dell'Olea Europea, variante Leucocarpa (Olivo della Madonna) per lo studio della variante sul territorio calabrese

La varietà di olivo che al momento dell’invaiatura  muta le olive da verdi in bianche (oliva bianca) è la “Olea Europea variante Leucocarpa” ovvero il cosiddetto “olivo della Madonna” (per come è più noto nella tradizione popolare calabrese) o “olivo bianco”.

Le pochissime attestazioni della presenza della varietà fino al 2017, momento in cui è iniziata questa ricerca, sembravano essere legate in particolare alla zona ionica del reggino e qualche indizio sembrava esserci nella provincia di Cosenza. Nel reggino la ricerca dell’albero è iniziata circa 30 anni fa ad opera del professore Orlando Sculli che, come lui stesso scrive, ha identificato alcuni secolari dell’alberi a Bianco, Ferruzzano e Mammola e in pochi altri siti ribattezzando la variante: “olivo del Krisma”. Purtroppo questi pochi alberi identificati, come si evince dagli stessi scritti, sembrano essere stati distrutti dagli incendi che hanno imperversato su quel territorio proprio negli ultimi trent’anni.

Da questo dato sconfortante e dalla constatazione della mancanza di fonti scientifiche che attestino sia l’introduzione dell’olivo bianco” in Italia meridionale ad opera dei monaci “basiliani” sia l’uso di produrre con le olive bianche l’olio del Krisma ha preso le mosse questa ricerca che stuzzica profondamente la mia curiosità di archeologa.
Il fine principale di questo lavoro è quello di “ricostruire” la storia dell’”olivo della Madonna” partendo da dati certi procedendo con la mappatura del secolare dell’albero a livello regionale. Allo stato attuale della ricerca che si sta conducendo con i soci dell'Archeoclub, del WWF di Vibo Valentia e di Italia Nostra, dopo due anni di lavoro, siamo arrivati a stabilire che, anche se con pochissimi esemplari, l’”olivo della Madonna” fortunatamente è diffuso su tutto il territorio regionale.

Considerata la rarità dell’albero, da imputare allo scarso interesse a scopo alimentare delle sue drupe, diventa ancora più urgente “costruire” una carta di distribuzione del secolare e quindi procedere alla schedatura delle piante da connettere al luogo del rinvenimento e, dove è possibile, documentare le storie legate all’olivo e alle sue drupe.

Al fine quindi di leggere e salvare dall’oblio questo incredibile e multiforme “frammento” della storia culturale della nostra regione si chiede il sostegno di quanti abbiano notizie  dell’esistenza di tali esemplari.

Anna Maria Rotella

💡 Per segnalare l'ulivo secolare (olivo bianco - olivo della Madonna) si prega di  inviare una email a:  ➡  [email protected]

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